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La comunicazione pubblica ai tempi del web 2.0. L'uso di Facebook nei comuni del Veneto

La comunicazione pubblica fino ai giorni nostri

Gli anni immediatamente successivi all’approvazione della Legge 150 si presentano come un momento di riflessione e criticità per le obiettive difficoltà nella realizzazione di quanto previsto dalla norma, sia per i già citati problemi nel cambiamento di mentalità dei pubblici amministratori e dei cittadini, che per una sempre più forte crisi economica (Faccioli 2013).
In ogni caso, a livello normativo, non mancano gli aggiornamenti sui temi che erano già stati affrontati nel corso del decennio precedente.
Innanzitutto prosegue il tentativo di semplificazione di un linguaggio amministrativo, ancora troppo oscuro e ostico, con la Circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20/04/2001 “Regole e raccomandazioni per la formulazione tecnica dei testi legislativi”, la Direttiva del ministro della Funzione Pubblica dell’8 maggio 2002 “direttiva sulla semplificazione dei testi amministrativi” e la direttiva del ministero della Funzione Pubblica del 24 ottobre 2005 “Semplificazione del linguaggio della pubblica amministrazione”.
Si riafferma, poi, con la legge costituzionale n 3/2001 del 18 ottobre 2001 “modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione” il principio di sussidiarietà orizzontale e verticale previsto dalla legge 59/97, sancendo nuovamente la necessità della partecipazione dei cittadini e dei diversi stakeholders e la valorizzazione delle competenze presenti in un certo contesto.
Le novità principali vengono però sul lato della digitalizzazione delle amministrazioni con l’adozione, ad esempio, del decreto del Presidente della Repubblica n.445 del 2000 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” in cui vengono sistematizzate in un unico testo le norme per disciplinare la produzione, trasmissione, conservazione e la gestione degli atti e dei documenti della pubblica amministrazione, ribadendo come le tecnologie possano essere utili per modernizzare le strutture amministrative semplificandone i procedimenti.
Nel 2001 viene istituito il Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie con il compito, tra l’altro, di definire una strategia unitaria per la modernizzazione del Paese attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Nello stesso anno vengono emanati i primi provvedimenti che definiscono le linee guida sull’accessibilità dei siti web realizzati dalle amministrazioni pubbliche come la Circolare n 3 del 13 marzo 2001 del Dipartimento della Funzione Pubblica che traccia “Linee guida per l’organizzazione, l’usabilità e l’accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni”.
Nell’ambito di una nuova considerazione delle tecnologie digitali va segnalata anche la nascita del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica della Pubblica Amministrazione) istituito dall’art.176 del decreto legislativo n.196 del 30 giugno 2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” con compiti di contribuire alla creazione di valore per cittadini e imprese da parte della PA fornendo a questa supporto sull’uso innovativo dell’informatica.
L’importanza della digitalizzazione e informatizzazione come strumenti di pubblicizzazione delle attività amministrative in grado di favorire l’accesso a tutte le fasce della popolazione, viene sottolineata, poi, dalla legge n.4 del 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, detta “Legge Stanca” dal nome del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie. Tale legge introduce specifiche disposizioni per facilitare l’accessibilità ai siti web delle PA da parte degli individui affetti da disabilità fisiche o sensoriali, in ottemperanza al principio di uguaglianza previsto dall’art.3 della Costituzione Italiana.
L’anno successivo nel contesto di sviluppo delle politiche di e-government (cioè dell’applicazione delle nuove tecnologie alle transazioni fra cittadini e pubbliche amministrazioni con il fine di renderle più rapide ed efficienti) si assiste con decreto legislativo n.42 del 28 febbraio 2005 all’istituzione del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) in luogo dei RUPA, che verrà disciplinato in una apposita sezione del “Codice dell’Amministrazione Digitale” (CAD) adottato con il decreto legislativo n.82 del 7 marzo 2005 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.112 del 16 maggio 2005.
Il CAD definisce nuovi diritti dell’era digitale per i cittadini, tra cui ad esempio il diritto di richiedere e ottenere l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei rapporti con le amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi statali.
Inoltre, riaffermando la necessità di una sempre maggiore trasparenza, prescrive (nell’art.53) a tutte le amministrazioni l’inserimento all’interno dei siti istituzionali di una serie di informazioni quali, ad esempio l’organigramma, l’indicazione dei responsabili degli uffici, la lista completa degli indirizzi di posta elettronica degli amministratori, la durata dei procedimenti amministrativi.
Internet e le tecnologie di rete acquistano, a livello normativo, sempre maggiore importanza per l’erogazione di servizi e strumenti per snellire tempi e procedure, per ridurre le spese e i costi di gestione, e per intercettare e soddisfare qualsiasi categoria di destinatari.
Sempre nel 2005 da segnalare, ad esempio, la direttiva del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie sulla “Qualità dei servizi online e la misurazione della soddisfazione degli utenti” approvata il 27 luglio nel quale “ .. si dichiara che i tempi sono maturi per adottare in modo diffuso il canale di erogazione online come componente essenziale di una strategia delle amministrazioni pubbliche improntata alla multicanalità”.
Dopo tutta questa serie di innovazioni in campo soprattutto tecnologico si assiste, a livello normativo, ad un periodo di stasi fino al 2009 quando con la Legge delega n.15 del 4 marzo 2009 “ Delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti”, il relativo DLgs n 150 del 2009 “Attuativo della Legge n.15, 4 marzo 2009” e la legge n.69 del 18 giugno “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”, il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta darà il via ad una nuova riforma della Pubblica Amministrazione.
Obiettivo della riforma è quello di introdurre, attraverso una maggiore trasparenza, regole certe per misurare la produttività e la qualità dei servizi offerti dagli uffici pubblici, inserendo un nuovo sistema di valutazione delle attività amministrative anche da parte dei cittadini.
Sebbene poi tale riforma sia stata presentata con una campagna comunicativa fondamentalmente basata sui pregiudizi già esistenti nell’opinione pubblica riguardanti lo scarso impegno dei lavoratori pubblici, va comunque segnalata l’importanza che viene data alle tecnologie digitali che assumono un ruolo di primo piano come strumenti per ridurre le spese e le inefficienze e soprattutto per garantire al massimo la trasparenza dei conti pubblici e l’operato delle strutture amministrative.
A tal proposito va segnalata la chiusura del CNIPA e alla nascita, con il decreto legislativo n.177 del 1 dicembre 2009 “Riorganizzazione del Centro nazionale per l’informatica della pubblica amministrazione” di DigitPA con la missione di contribuire alla creazione di valore per i cittadini e imprese attraverso la realizzazione dell’amministrazione digitale.
Si rinnova, inoltre, l’attenzione all’ottimizzazione dei siti internet della PA con la direttiva n 8 del 2009 del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, riguardante la riduzione dei siti delle pubbliche amministrazioni e il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni online al cittadino e alle imprese.
Nell’ottica di una ancora migliore trasparenza ed efficacia si procede, poi, ad una revisione del CAD con il decreto legislativo n.235 del 30 dicembre 2010 in cui viene affermata la necessità di rendere operativi i pagamenti online, di eliminare il più possibile i documenti cartacei, rendendo obbligatorio l’uso della posta elettronica certificata (PEC) che era già stata prevista dalla legge Bassanini 59 del 1997.
Il processo di continua ricerca di trasparenza, di riduzione delle spese e di maggiore efficienza della macchina amministrativa attraverso l’uso delle tecnologie digitali è proseguito e sta proseguendo ancor oggi anche se la crisi economica e la sempre crescente instabilità politica non sono stati certamente un fattore di aiuto.
Da segnalare tra i provvedimenti più recenti il decreto legge n.5 del 9 febbraio 2012 “disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” in cui le tecnologie sono viste come elemento di semplificazione per i cittadini attraverso l’espletamento di alcune pratiche, quali ad esempio le procedure anagrafiche, esclusivamente in via telematica.
In tale decreto, inoltre, nell’articolo 47 viene prevista la creazione, sulla base di quanto previsto anche dalla legislazione europea, di una cabina di regia per coordinare l’azione degli attori coinvolti e per raggiungere una serie di obiettivi, tra cui la diffusione della banda larga, la necessità di pubblicare e condividere online i dati in possesso delle amministrazioni pubbliche garantendo la trasparenza nei confronti dei cittadini e la responsabilità e l’efficienza del settore pubblico. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La comunicazione pubblica ai tempi del web 2.0. L'uso di Facebook nei comuni del Veneto

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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Favaro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Gea Ducci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

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