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La Dieta Mediterranea

La dieta mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione, e in particolare il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio d’ oliva, cereali, frutta fresca o secca, verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità (CNI-UNESCO). L’interesse e l’attenzione verso questa tipologia alimentare, nasce in Italia nel secondo dopoguerra, attraverso l’osservazione dello stato di salute della popolazione bagnata dal Mediterraneo. Il concetto che l’alimentazione avesse un peso determinante sullo sviluppo delle malattie cardiovascolari nell’uomo, fu chiaro esaminando la minor incidenza di infarto miocardico nell’ospedale di Napoli rispetto a quello di Boston. Era necessario approfondire questa notevole differenza, che non poteva essere legata ad aspetti economici, formativi o sanitari, dato il basso livello socioeconomico dell’area mediterranea rispetto a quella di paesi più industrializzati. Il ruolo preventivo della dieta mediterranea fu messo in evidenza nello Studio Cooperativo Internazionale di Epidemiologia della Cardiopatia Coronarica, meglio noto come Seven Country Study, iniziato in Italia nel 1958 con la collaborazione di Finlandia, Grecia, ex-Jugoslavia, Giappone, Olanda e Stati Uniti d’America; vi parteciparono circa 12.000 persone, di età compresa tra i 40 e i 59 anni. I risultati non lasciarono dubbi: la mortalità per cardiopatia ischemica era nettamente inferiore nei paesi della fascia mediterranea.


La dieta mediterranea di riferimento

La dieta dei cittadini di Nicotera, piccolo comune in provincia di Vibo Valentia nel calabrese, è stata considerata la dieta mediterranea italiana di riferimento negli studi condotti dal 1960 per l’alto contenuto di cibi “mediterranei”, ovvero pane, cereali, legumi, patate, vegetali, frutta, pesce, vino rosso e olio vegetale.
Possiamo definire la dieta mediterranea secondo 8 punti principali:

* alto contenuto di olio extra-vergine di oliva;
* alto contenuto di legumi;
* alto contenuto di cereali;
* alto consumo di frutta;
* alto consumo di vegetali;
* moderato consumo di vino rosso;
* moderato consumo di formaggi, latte e derivati;
* moderato consumo di carne e prodotti derivati.

Caratterizzata dal consumo bilanciato di alimenti ricchi di fibre, antiossidanti e grassi insaturi, la dieta mediterranea offre un approccio salutare volto ad abbassare il consumo di grassi animali e di colesterolo nella dieta, fornendo il fabbisogno nutrizionale adeguato per ogni individuo. Non esiste un preciso e definito rapporto tra macronutrienti, data l’importanza centrale della scelta degli alimenti più che dalle quantità, tuttavia una stima storica valutata su ciò che effettivamente veniva consumato prima dell’industrializzazione alimentare, consente di definire approssimativamente la ripartizione dei macronutrienti introdotti quotidianamente, nella misura del 10-15% dalle proteine, 20-30% dai grassi e dalla restante parte dai carboidrati. Le proteine sono ripartite tra proteine animali e proteine vegetali, mentre i carboidrati sono costituiti prevalentemente da amidi. Cereali e legumi secchi hanno un ruolo equilibratore nella dieta grazie al loro potere saziante, al contenuto di carboidrati complessi, alla presenza di fibra, all’apporto di proteine, vitamine e minerali.

Il ferro in questi elementi è ben rappresentato. I lipidi introdotti sono principalmente monoinsaturi e polinsaturi, ottenuti dall’importante consumo di olio extra-vergine d’oliva, a discapito dei grassi di origine animale introdotti in minor quantità nella dieta mediterranea di riferimento. Rilevante poi è l’introduzione di acidi grassi omega3, noti per la loro funzione preventiva e di controllo non solo delle malattie cardiovascolari, ma di altre patologie come cancro, artrite reumatoide, psoriasi, cataratta, ottenuti da un maggior consumo di pesce rispetto alla carne e ai latticini.

L’abbondante assunzione di frutta e verdura, oltre all’elevato apporto di vitamine e minerali, assicura una buona attività antiossidante unitamente all’olio d’oliva, al vino rosso, alle erbe aromatiche, all’aglio, alla cipolla, al peperoncino. Offrono una quantità di composti fenolici con forte potere antiossidante, difficilmente raggiungibile con altri tipi di dieta.

Questo brano è tratto dalla tesi:

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Boaria
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università Telematica San Raffaele Roma
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze dell'Attività Fisica e Motoria
  Relatore: Mauro Lombardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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Parole chiave

sport
alimentazione
dieta mediterranea
attività fisica
nutrizione
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allenamento
la dieta dello sportivo
scienza della nutrizione

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