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John Ronald Reuel Tolkien fra critica e traduzione: Il caso della "History of Middle-Earth"

Traduzioni (quasi) impossibili

In un articolo pubblicato in rete, Mauro Longo sostiene che il linguaggio di Tolkien non sia di difficile comprensione per noi italiani, in quanto lo stile dello scrittore si presenta accademico e scorrevole e predilige costrutti e vocaboli derivati dalle lingue latine (evitando, ad esempio, i phrasal verbs ed utilizzando i termini derivati dal francese piuttosto che i loro corrispondenti anglosassoni). Eppure, se la comprensione può non causare particolari problemi al lettore che accede ai testi in lingua originale, la questione della traduzione si presenta assai spinosa. Il primo problema è rappresentato da ciò che, agli occhi di molti critici e lettori, appare sia come il grande pregio sia come l'inguaribile "difetto" della narrativa di Tolkien: la prolissità descrittiva. Tolkien, infatti, ha uno stile particolareggiato, con periodi lunghi e paratattici, a volte persino monotono, ma mai ridondante, cosa che può mettere in difficoltà anche il più esperto dei traduttori, in quanto una traduzione in italiano rischia, se non orchestrata con la medesima efficacia del suo ideatore originale, di tediare il lettore. La seconda grande difficoltà è data dal linguaggio: per quanto "accademico e scorrevole", infatti, lo stile di Tolkien è sorprendentemente vario. All'interno di una stessa opera è possibile trovare poemi e canzoni dal tono aulico, descrizioni cupe d'impostazione gotica, dialoghi ironici, momenti solenni e densi di emozione e persino vari esperimenti linguistici: si segnalano, ad esempio, gli arcaismi e i neologismi di cui Tolkien fa largo uso, nonché i virtuosismi utilizzati per cercare di rendere l'atmosfera incantata delle terre degli Elfi. Per quanto riguarda la traduzione di poesie e canzoni, secondo Allan Turner, essa risulta particolarmente problematica a causa delle differenze metriche tra una lingua e l'altra: vi sono lingue, infatti, come il francese e l'italiano, che si basano sul conteggio delle sillabe, mentre le lingue come l'inglese e il tedesco sono basate sull'alternanza di sillabe accentate e non accentate. Seguire regole metriche accettabili nella lingua di arrivo, quindi, richiederebbe una riformulazione totale dei componimenti, in altre parole una composizione poetica ex novo. A proposito invece dei problemi stilistici dovuti alla sperimentazione linguistica, segnalo un saggio di Nils Ivar Agøy, traduttore norvegese de Il Silmarillion, il quale ha specificato come:
The main challenge in translating Tolkien's The Silmarillion lies in the author's use of archaisms as a deliberate and fully integrated style element.
Nel suo saggio, Agøy pone il lettore di fronte alle proprie difficoltà di traduttore, segnalando come il compito di tradurre Il Silmarillion lo abbia costretto, al fine di mantenere il medesimo effetto dell'originale, a "costruire" una lingua che suonasse antica senza tuttavia risultare artificiale. Lo stile de Il Silmarillion, infatti, è stato paragonato al linguaggio in cui, nel lontano 1611, era stata scritta la Bibbia di Re Giacomo; un modo come un altro per etichettare lo stile di Tolkien come eccessivamente solenne e antiquato. A chi lo accusava di aver adottato forme stilistiche obsolete, tuttavia, Tolkien rispondeva che "un modo antiquato di parlare corrisponde a un modo antiquato di pensare". Ciò significa che un idioma moderno non si può adattare agli eventi e ai personaggi descritti nelle opere di Tolkien, dove vigono atmosfere medievali e s'incontrano figure modellate sugli antichi guerrieri germanici. Agøy invita quindi i traduttori a rispettare questo punto di vista poiché Tolkien, avendo alle spalle molti anni di esperienze traduttive, aveva requisiti ben precisi riguardo alle traduzioni delle proprie opere, tanto che, in più di un'occasione, aveva persino posto un veto a quelle che venivano sottoposte alla sua approvazione. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

John Ronald Reuel Tolkien fra critica e traduzione: Il caso della "History of Middle-Earth"

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Informazioni tesi

  Autore: Noemi Liberi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori
  Corso: Traduzione e Interpretazione
  Relatore: Annalisa Crea
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

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