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Slum Tourism: turismo per la povertà o turismo della povertà?

Voci favorevoli: lo slum tourism come dimensione del turismo sostenibile

Commenti positivi e punti di vista favorevoli nei confronti delle visite turistiche agli slum, nonché considerazioni ottimistiche e fiduciose per il loro futuro, sono molto frequenti soprattutto tra i tour operator, i turisti e i viaggiatori indipendenti. Sebbene il parere di questi soggetti potrebbe essere considerato di scarso valore nella ricerca, in quanto non sufficientemente oggettivo e disinteressato, esso viene valorizzato e reso legittimo dai sempre più frequenti ricercatori che sostengono il fenomeno. Sempre più ricercatori infatti accettano le feroci critiche - e spesso ne condividono anche alcune - ma difendono la pratica nel suo complesso, sottolineandone le enormi potenzialità, ampiamente dimostrate dagli esempi positivi già esistenti.

In particolare, come si è già accennato, i sostenitori ritengono che il turismo negli slum, se attuato secondo determinati principi e criteri, può partecipare allo sviluppo economico dell'area ma soprattutto, attraverso l'interazione umana, portare notevoli benefici educativi; benefici che sono prevalentemente connessi ad un aumento delle conoscenze e ad un rafforzamento della coscienza sociale e dell'autostima di entrambi i gruppi coinvolti a livello sia individuale che collettivo.

Sembra essere proprio l'incontro quindi il nodo centrale delle potenzialità educative - e non solo - dei tour. Come sostiene Freire Medeiros durante le visite agli slum «conoscenze e risorse vengono condivise tra persone che non si incontrerebbero se non fosse per il turismo».
E anche Selinger e Outterson ritengono che l'incontro sia il nodo fondamentale della visita in quanto secondo loro capace di far riflettere gli individui su questioni importanti come i diritti umani, gli squilibri nell'accesso alle risorse materiali ed immateriali, le diseguaglianze sociali, la carità e molti altri, in modi impossibili prima del tour.
Pertanto, secondo queste considerazioni e come dichiarato da Steven Gillick, Presidente del Canadian Institute of Travel Counselors, lo slum tourism, se è orientato verso l'educazione di tutti i soggetti coinvolti e verso l'assistenza economica della località e dei suoi abitanti, non solo è lecito ma «diventa a tutti gli effetti turismo responsabile».

A riguardo in effetti, quando si analizzano le pratiche effettuate secondo principi di equa distribuzione dei proventi e partecipazione attiva della comunità nel prodotto turistico - e si tengono in considerazione le grosse potenzialità di diffusione futura di tali principi all'insieme di pratiche - è possibile constatare che il fenomeno si inserisce comodamente all'interno della famiglia del turismo sostenibile, in quanto, come il resto dei suoi membri, è in grado di soddisfare tutte le diverse dimensioni della sostenibilità.
Ma che cosa si intende per turismo sostenibile?

Il turismo sostenibile è nato, come concetto, in seguito all'affermarsi a livello mondiale dell'importanza della nozione di "sviluppo sostenibile" e, al contempo, in seguito alla presa di coscienza globale sull'impatto troppo spesso negativo causato delle pratiche turistiche di massa. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Slum Tourism: turismo per la povertà o turismo della povertà?

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Informazioni tesi

  Autore: Anna Azzariti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Gestione e Valorizzazione del Turismo
  Relatore: Maria Cristina Martinengo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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Parole chiave

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turismo sostenibile
pro poor tourism
baraccopoli
slum tourism
turismo e povertà
reality tourism

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