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Rigenerazione urbana, il caso di Verona

Le città sostenibili

La questione del futuro delle città è diventata centrale nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile del pianeta. Le città del futuro dovranno essere delle città sostenibili. L’evoluzione dell’ambiente urbano, in una situazione di fortissimo aumento della popolazione urbana, deve permettere di rispondere ai bisogni e alle aspirazioni dei cittadini, che oggi possono ritenersi tutt’altro che soddisfatti. Ci si trova dunque di fronte a molte sfide di importanza fondamentale. Va incentrato un nuovo modello di città. Anche i modi di vita dei cittadini devono cambiare profondamente se si vuole che il concetto di sviluppo sostenibile acquisti un qualsiasi senso concreto. Il rischio sociale è quello di città dove, seguendo una logica individualistica, ciascuno si isola il più possibile dagli altri, o di città dove la segregazione socio spaziale cresce progressivamente, in quanto ciascuno gruppo desidera vivere per conto proprio. Questa logica porta, nei casi estremi, ad abitare in quartieri estremamente protetti, fenomeno che si riscontra nei paesi sviluppati quanto in quelli in via di sviluppo.

Un’altra sfida che si trovano ad affrontare le grandi città è quella del miglioramento della qualità dell’ambiente urbano. Le città, in particolar modo quelle di notevoli dimensioni, soffrono di infinite forme di degrado: inquinamento atmosferico, traffico congestionato, sovrapproduzione di rifiuti, eccessivo inquinamento acustico ecc. Migliorare la vita dei cittadini significa ridurre queste fonti di degrado. Le città e i cittadini devono anche preoccuparsi della difesa dell’ambiente globale. Bisogna considerare la pressione che una città esercita sulle risorse globali e, più in generale, sull’ambiente. Il concetto di impronta ecologica permette di rapportarsi in modo diverso alla pressione che una città esercita sul territorio. La città “consuma” uno spazio ben più grande di quello in cui è situata: consuma spazio per il suo approvvigionamento alimentare, idrico, energetico ecc.

Di non irrilevante importanza è anche la conciliazione tra rispetto del patrimonio storico esistente e modernità. Il patrimonio storico di una città può essere minacciato sia dalla povertà degli abitanti , nel caso in cui i quartieri antichi e caratteristici vengano lasciati in uno stato di forte degrado ed abbandono, sia dalla loro ricchezza. Nei casi in cui le cosiddette operazioni di riabilitazione (gate community) portino a distruzioni massicce di edifici antichi per far spazio a edifici e complessi di “architettura moderna” dalla discutibile qualità.
Quando un paese si sviluppa economicamente si crea una fortissima pressione immobiliare sul patrimonio esistente. È proprio in questa condizione che la richiesta immobiliare aumenta esponenzialmente, e molto spesso, quanto è esistente non è in grado di soddisfare la domanda ne sotto il profilo quantitativo ne sotto quello qualitativo.

Oggi, affrontare le sfide urbane, significa inventare un nuovo modello di città, in grado di partecipare attivamente al nuovo sviluppo sostenibile del pianeta. Bisogna dunque reinventare gli agglomerati urbani, ed è necessario migliorarne la qualità. A scopi descrittivi e di confronto, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (Ocse 1997) ha stabilito una serie di criteri che permettono di valutare l’evoluzione dell’ambiente urbano:

- indicatori relativi alle caratteristiche strutturali: quali per esem•pio la popolazione totale, la densità, la copertura del suolo, la rete dei trasporti ecc.

- indicatori relativi ai flussi urbani: quali per esempio il consumo d’acqua, la gestione delle acque reflue, il consumo energetico, la produzione energetica ecc.

- indicatori relativi alla qualità dell’ambiente urbano propriamente detto: quali per esempio la qualità dell’acqua e dell’aria, l’inquinamento acustico, la sicurezza della circolazione stradale, la qualità delle abitazioni, l’accessibilità degli spazi verdi ecc.

La definizione di una serie di criteri è sempre utile in quanto il loro utilizzo permette di descrivere con chiarezza una certa situazione e di misurare i progressi realizzati. Tuttavia c’è il rischio, che da una parte molti dati risultino incompleti o sommari, e d’altra parte che venga totalmente ignorata la dimensione economica e sociale dell’urbanizzazione. La gestione dell’ambiente urbano rischia cioè di diventare un aspetto tecnico, dimenticando che il fattore umano e sociale sono di fondamentale importanza. La qualità di un ambiente urbano non si esaurisce infatti negli aspetti ecologici. Ad esempio, il grado di mescolanza sociale potrebbe essere un criterio di valutazione di una città di importanza paritaria rispetto, per esempio, alla gestione dei reflui di quella stessa città.

Per migliorare l’ambiente urbano è sicuramente necessario sviluppare un sistema di trasporti efficace e poco inquinante, limitare la produzione di rifiuti e lottare contro il rumore. Risulta indispensabile
anche incoraggiare modi di produzione e stili di vita urbani differenti, ad esempio che consumino meno risorse non rinnovabili e che immettano nell’atmosfera meno sostanze nocive per la salute.
Le grandi città in via di sviluppo si trovano ad affrontare grandi sfide: offrire ai loro abitanti alloggi migliori, aumentare le opportunità di lavoro, gestire in modo più efficace i trasporti, garantire migliori forniture di acqua ed elettricità, migliorare lo smaltimento dei rifiuti ecc.

Nei paesi sviluppati i problemi sono di tutt’altra natura. Tuttavia, anche in questo caso un approccio globale è di rigore. L’organizzazione dello spazio struttura in parte i comportamenti. Le periferie di molte città, grandi e medie, si sono sviluppate senza la minima preoccupazione di preservare i luoghi preesistenti e senza alcuna regola. La crescita di grandi zone commerciali attorno agli agglomerati urbani si è tradotta non solo in un enorme occupazione di suolo, ma anche con lo sconsiderato utilizzo dell’automobile privata, la diminuzione dell’utilizzo e dell’efficienza dei trasporti pubblici con il costo ecologico che ne consegue. Per migliorare l’ambiente urbano è necessaria una forte crescita economica, ma altrettanto importante è tenere sotto controllo le conseguenze umane ed ecologiche della crescita. È questa la vera sfida dello sviluppo sostenibile urbano. Nella prospettiva necessaria dello sviluppo sostenibile, l’urbanizzazione è un fenomeno tanto più importante in quanto è associato a un tipo di vita e a una scala di valori degli individui. Come conciliare dunque urbanizzazione e sviluppo sostenibile?

Poiché l’ecologia era considerata una disciplina che sviluppava una critica delle attività umane, l’espressione “ecologia urbana” (Barnier e Tucolet 1999), mette al centro del principio la qualità della vita dei cittadini. La città ecologica è concepita soprattutto in base a dei pregiudizi antiurbani: deve mettere al primo posto una politica di spazi verdi. La città sostenibile è radicalmente diversa dalla città ecologica. La sostituzione del concetto di città ecologica con quello di città sostenibile ha prodotto un cambiamento radicale nella percezione del fenomeno urbano. Questo cambiamento significa in particolare:

- la considerazione contemporanea delle dimensioni ecologiche, urbanistiche, economiche e sociali dell’urbanizzazione;

- l’attenzione agli effetti globali e a lungo termine dello sviluppo urbano;

- l’approccio della città come “ambiente specificatamente urbano e sociale”

La città sostenibile può essere definita con quattro aggettivi: si tratta infatti di una città compatta, civica, solidale e eco gestita. In una città sostenibile, il quartiere, organizzato attorno ad un centro, è raggiungibile a piedi. Oppure lo si può raggiungere con i mezzi pubblici, inoltre, il quartiere dispone di servizi pubblici per soddisfare i bisogni di tutte le categorie e le età di cittadini. Di fondamentale importanza è anche l’eterogeneità della popolazione sia a livello anagrafico che sociale. Oggi è infatti ampiamente riconosciuto che una città non può essere sostenibile senza una sana e differenziata mescolanza sociale. La città sostenibile è oltretutto una città autogestita.

Più di trent’anni fa, l’urbanizzazione del mondo, fenomeno di enorme rilevanza e senza dubbio irreversibile, non deve far dimenticare le sfide alle quali dovrà continuare a far fronte il mondo rurale nei prossimi decenni. È dunque assolutamente necessario che vengano migliorate le condizioni di vita di queste popolazioni, molto spesso “povere”, in termini di accesso all’istruzione, ai servizi sanitari e all’occupazione, se non si vuole che rimangano escluse da un processo di sviluppo sostenibile. Gli abitanti del mondo rurale non devono essere i dimenticati di questo sviluppo, con il pretesto che una parte sempre maggiore della popolazione vive nelle città.

Senza un reale sviluppo rurale, il flusso migratorio verso le città non ha alcuna possibilità di diminuire.
La crescita indefinita della popolazione urbana sarà sicuramente molto problematica se non andrà di pari passo con lo sviluppo economico e sociale, il miglioramento dell’ambiente urbano e una maggior tutela dell’ambiente a livello globale.

Le città, le cui forme e le cui funzioni si sono così profondamente trasformate nel corso della storia, devono prepararsi ad una nuova e radicale evoluzione, quella del necessario passaggio allo sviluppo urbano sostenibile. È però necessario tenere in considerazione che non si tratta solamente di reinventare un nuovo modello di città, ma quanto di modificare il pensiero e le abitudini dei cittadini, incoraggiando a tutti i livelli le iniziative in grado di conciliare le necessità ambientali ed ecologiche con gli imperativi economici imposti dalla globalizzazione.

Città più sostenibile d’europa - Copenhagen

Questo brano è tratto dalla tesi:

Rigenerazione urbana, il caso di Verona

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Castagna
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Politecnico di Milano - Polo territoriale di Mantova
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Maria Cristina Treu
Coautore: Filippo Marcolini, Nicola Provolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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