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Una visione olistica del mondo: dall'ecologia della mente al doppio vincolo.

Epilogo di un'esistenza ecologica

Nel 1960 Gregory inizia un lungo lavoro sulla codificazione mentale dei segnali che lo porterà a studiare polipi, lontre e soprattutto delfini nell'Istituto Oceanografico delle Hawaii.
Sulla base delle scoperte del modo di apprendere e comunicare dei delfini, Gregory arriva alla conclusione che non solo non possiamo immaginare il sistema cognitivo del delfino ma nemmeno riusciamo a comunicare con lui finché non attenuiamo il modo prevalente di entrare in contatto con la realtà e cioè il modo digitale, quello prevalente nella nostra parte sinistra del cervello. Possiamo conoscere altre realtà viventi solo tramite il riconoscimento reciproco di forme e contorni delle relazioni, una sorta di empatia estetica, un apprezzamento della somiglianza ossia della bellezza delle altre forme di vita.

Per Bateson e per i poeti una primula sulla sponda di un fiume non è solamente un fiore ma molto di più così come le anatre di Konrad Lorenz erano per lo scienziato austriaco molto di più che semplici animali da esperimenti.
Nelle sue ricerche sulla comunicazione animale viene affiancato da Lois Cammack, un'assistente psichiatrica la quale diventa nel 1961 la sua terza moglie con la quale avrà due figli, Eric e l'ultima nata nel 1968 Nora.
È in questa fase che "inizia a connettere in maniera organica in una riflessione unitaria le varie esperienze e idee maturate negli anni sui diversi terreni biologico, antropologico, psichiatrico, legando insieme le teorie della comunicazione, le riflessioni sui processi dell'evoluzione, la teoria dei tipi logici, i modelli cibernetici e così via. Un primo tentativo di sintesi è costituito dalla riflessione sulla critica del predominio della dimensione conscia e razionale a discapito dell'unità e della complessità dell'esperienza del vivente". Tale questione viene affrontata in un simposio residenziale al quale partecipano diversi amici di Bateson e aveva come titolo "Effetti della finalità cosciente sull'adattamento umano"(1967).
Tale convegno era centrato sul modo in cui la pretesa umana di gestire l'ambiente secondo il modello della finalità cosciente fosse all'origine della crisi ecologica. La finalità cosciente non è altro che un'abitudine di pensiero strumentale che ci permette di giungere presto a ciò che vogliamo, non di agire con la massima saggezza per vivere, ma di seguire il più breve cammino logico o casuale per ottenere ciò che si desidera. Ad esempio l'avversione di Gregory per la terapia deriva proprio dalla sua diffidenza verso il tecnicismo basato sulla finalità cosciente, che si propone di cambiare le persone intervenendo su di esse in modo unilaterale, senza alcuna considerazione sulle "interferenze" del terapeuta e i cambiamenti che lo stesso subisce e quindi senza analizzare in maniera approfondita ciò che avviene nella relazione tra terapeuta e paziente.

La coscienza finalizzata estrae, dalla mente totale, sequenze che non hanno la struttura ad anello caratteristica della struttura sistemica globale. Se si seguono i dettami "sensati" della coscienza, si diviene in realtà avidi e stolti: e per "stolto" intendo colui che non riconosce e non si fa guidare dalla consapevolezza che la creatura globale è sistemica.
(G. Bateson)

Bateson sostiene che questa carenza di saggezza sistemica è sempre punita e i sistemi nondimeno puniscono ogni specie che sia tanto stolta da non andare d'accordo con la propria ecologia. Il pensiero finalistico è dunque il modo più pericoloso e distruttivo di rapportarci all'evoluzione dell'intero pianeta. È possibile trovare il rimedio ai danni e ai mali della finalità cosciente nell'individuo; è l'uomo che deve cambiare, a partire dal riconoscimento dei limiti che sono presenti nella propria coscienza, che troppo spesso fa credere che il cammino più semplice sia quasi sempre il migliore. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Una visione olistica del mondo: dall'ecologia della mente al doppio vincolo.

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Rizzo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Fabio Angelo  Sulpizio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

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Parole chiave

doppio vincolo
ecologia della mente

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