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La traduzione letteraria in Turchia

Gli effetti dell'occidentalizzazione e le prime opere tradotte dalle fonti europee

Il declino dell'impero ottomano nel corso del XVIII-XIX secolo, di fronte a un'Europa la cui potenza era cresciuta nonostante le divisioni, portò i suoi dirigenti a riflettere sulle cause di ciò che loro stessi cominciavano a considerare una decadenza.
Tralasciando la componente religiosa dell'Islam, essi videro la causa del male nella loro progressiva inferiorità tecnica.
Tuttavia, durante tutto il periodo antecedente alle riforme delle Tanzimat, il corpus burocratico non era stato in grado di frenare questo declino.
Durante il regno di Selim III (1789-1807), cominciarono a nascere nuovi concetti, quali modernità e innovazione.
Il sultano subendo gli effetti della rivoluzione francese, e le complicazioni che Napoleone fece sorgere nella politica internazionale, fu il primo a guidare il suo paese verso un modo di pensare più liberale.
Le riforme furono intraprese maggiormente in campo militare.
Mediante l'aiuto degli inglesi venne completato il rinnovamento della flotta militare turca, in cui l'ufficiale della marina britannica Campbell giocò un ruolo fondamentale nella ricostruzione della flotta.
Ma era necessario soprattutto rinnovare il corpus militare dei Giannizzeri, secondo lo stile europeo. Fu in questo modo che Selim III fondò una nuova armata, la "Nizām Ğadid".
Tuttavia i tempi non erano adatti per queste innovazioni, tanto da indurre tutte le forze reazionarie a una cospirazione. Il corpo dei Giannizzeri organizzerà un complotto che deporrà il sultano e lo condannerà alla prigione.
Inoltre l'invasione dell'Egitto ad opera di Napoleone fu la prova della superiorità dell'Occidente.
Questo fece della Francia un esempio e un modello di ispirazione per il processo di occidentalizzazione che sarebbe cominciato in Turchia.
Il protrarsi della rivoluzione e il modificarsi del corso degli eventi durante il periodo rivoluzionario, spinse molti letterati francesi a stabilirsi a Istanbul, portando con sé i nuovi ideali di libertà.
Tuttavia la reazione degli ottomani alla rivoluzione francese non fu del tutto uniforme. Il ministro degli affari esteri dell'epoca, Ahmed Atif Efendi, condannò gli eventi della rivoluzione francese, asserendo che fosse un prodotto delle idee atee di Voltaire e Rousseau, e difese la religione come fondamento della società e dello stato.
Nel XVIII secolo, però, cambiò la reazione degli ottomani alla cultura francese. Gli intellettuali accettarono gli ideali portati dalla nuova ondata migratoria dell'elite francese e quando nel XIX secolo comincerà l'occidentalizzazione in terra turca, la Francia costituirà un modello da seguire.
In ambito culturale, l'interesse non era rivolto principalmente verso lavori letterari, ma civili e militari.
L'unica opera di letteratura tradotta prima delle Tanzimat fu la Muhayyelat, di Giritli Ali Aziz. Si trattava di una collezione di racconti ispirata alle Mille e un giorno di Petis de la Croix.
Così, l'europeizzazione delle istituzioni interessò in modo particolare l'ambiente militare e l'insegnamento. Nel 1717, Esad Efendi, un membro del consiglio di 25 persone nominate dal gran visir Ibrahim Pascià, tradusse la Fisica di Aristotele dal greco in arabo, menzionando per la prima volta in Oriente il telescopio e il microscopio.
In campo militare la necessità di ammodernamento per prevenire sconfitte indusse alla fondazione di vari istituti, tra cui la Scuola d'ingegneria militare nel 1734 e la Scuola di medicina militare nel 1827. L'apertura di queste istituzioni incoraggiò l'apprendimento delle lingue europee e la traduzione di testi scientifici. [...]

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La traduzione letteraria in Turchia

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Informazioni tesi

  Autore: Michela Pepe
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e letterature orientali
  Relatore: Lea  Nocera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 156

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turchia
letteratura turca
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