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La Riabilitazione Equestre in una prospettiva riabilitativa bio - psico - sociale

Che cos’è la Riabilitazione Equestre

Fin dai tempi più antichi il cavallo è stato considerato come un essere vivente con alte valenze relazionali nei confronti dell’uomo.
Le prime forme di un uso terapeutico del cavallo risalgono a Ippocrate di Coo, (vissuto tra il 458 e il 370 a.c.), il quale lo utilizzava come rimedio contro l’insonnia.

Verso la fine della prima guerra mondiale il cavallo è stato inserito nei programmi di riabilitazione dei soldati; inizialmente in Svezia e in Inghilterra e in seguito anche negli altri paesi.
Un anno molto importante, per questa metodologia è stato il 1974, in cui si ebbe il I° Congresso Internazionale sulla R.E. poiché da quella data in poi, ogni tre anni si svolge un Congresso Internazionale, ormai Mondiale sulla R.E. quest’anno si svolgerà il “XIII Therapeutic Riding International Congress”, che si svolgerà in Germania.

Altra data importante è quella del 1982, del Congresso Internazionale di Amburgo; dove vennero decise le quattro forme di terapia con il cavallo, da cui derivano quelle attuali di R.E:
- Equitazione Terapeutica
- Fisioterapia con e sul cavallo Rieducazione Equestre e Volteggio
- Equitazione e volteggio come attività sportiva per disabili.

È negli anni ’70 che si inizia a parlare di R.E. anche in Italia, questa metodologia è stata introdotta dalla dottoressa belga Danièle Nicolas Citterio, promotrice e fondatrice dell’A.N.I.R.E (Associazione Nazionale Italiana di Riabilitazione Equestre e di Equitazione Ricreativa per gli handicappati). Questa associazione è riconosciuta dalla F.I.S.E. (Federazione Italiana Sport Equestri), come Associazione di Interesse Federale; l’A.N.I.R.E. ê nata con lo scopo di rieducare e riabilitare i portatori di handicap fisici e mentali, mediante l’impiego del cavallo, e di promuovere la pratica equestre a livello ricreativo e sportivo; ha lo scopo di divulgare la pratica della R.E. in Italia e della formazione di operatori specializzati nella pratica della terapia con il cavallo.
È a Milano, nel 1976, presso l’Ospedale Niguarda, che si inizia ad applicare questa particolare metodologia.

Oggi la Riabilitazione Equestre (Therapeutic Riding), è una pratica largamente diffusa e conosciuta. Essa consiste in un insieme di tecniche riabilitative che hanno un obiettivo fondamentale, cioè quello di avere un miglioramento delle funzionalità neuromotorie, cognitive e sensoriali; oltre a quello di migliorare la qualità della vita e l’integrazione sociale delle persone con handicap.

La R.E. si differenzia dalle altre terapie riabilitative prima di tutto per il “mezzo” utilizzato per fare terapia, cioè il cavallo, e poi perché essa si svolge in un “setting” diverso dai luoghi in cui si svolgono le terapie più comuni ( es: ospedali, palestre, studi privati ecc..); infatti essa avviene “all’aria aperta,” in un centro ippico, facilmente frequentato anche da persone “normali”, dove i disabili sono sottoposti ad una stimolazione multisensoriale; costituita soprattutto dalla presenza di un altro essere vivente che è il cavallo, ma anche dai suoni, gli odori, i colori, i rumori presenti nell’ambiente circostante.

La R.E. è indicata per soggetti con disabilità sia fisiche che psichiche; le persone che si possono avvicinare a questa terapia variano da tutte le fasce di età, (dai 4 fino ai 70 anni e oltre).

Questo brano è tratto dalla tesi:

La Riabilitazione Equestre in una prospettiva riabilitativa bio - psico - sociale

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Petrone
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e Tecniche Psicologiche
  Relatore: Carlo Blundo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

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