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LA NEGOZIAZIONE INTERSOGGETTIVA DI UN IMPEGNO CONGIUNTO: un’analisi della concordanza tra comunicazione verbale e non-verbale.

Giochi conversazionali e comportamentali nella pragmatica del dialogo

L'articolo di Airenti G, Bara B.G., Colombetti M. (1993) getta le basi per una teoria computazionale del processo cognitivo alla base della comunicazione umana, dove quest'ultima viene considerata parte dell'azione stessa. Il fulcro dell'articolo è dedicato all'analisi delle fasi in cui il processo della comprensione di un atto comunicativo può essere logicamente diviso. Riguardo a ciò, un ruolo centrale è giocato dalla distinzione introdotta tra gli obiettivi conversazionali e gli obiettivi comportamentali. Quando una persona comunica, l'obiettivo è di sortire un effetto sul partner: influenzarne lo stato mentale o indurlo a compiere un'azione. Qui si pone il problema: la scelta della strategia comunicativa da mettere in atto per ottenere l'effetto desiderato crea un ulteriore obiettivo, ovvero seguire le regole della conversazione. Questi due obiettivi hanno diverse origini.
Ciò significa quindi che una persona può dimostrarsi non-cooperativa dal punto di vista comportamentale, per esempio rifiutandosi di attenersi ad una richiesta, mentre continua a mantenere una conversazione corretta. L'ipotesi degli autori è che i due tipi di obiettivi sono raggiunti utilizzando diversi tipi di conoscenza e hanno ruoli diversi nel processo della comprensione.
Gli obiettivi comportamentali sono per lo più personali e correlati con le motivazioni dell'actor (Airenti et al., 1993); mentre gli obiettivi conversazionali si basano maggiormente sulla motivazione di comunicare. Di conseguenza, quando intraprendo un'interazione comunicativa, mi baso sulle regole convenzionali della conversazione: quando qualcuno mi fa una domanda, devo dare una risposta.
Nel processo di comprensione di un atto comunicativo, gli autori distinguono cinque fasi:
1. Significato letterale, dove viene ricostruito e letteralmente espresso lo stato mentale dell'actor.
2. Il significato dell'interlocutore, dove il partner comunicativo ricostruisce le intenzioni comunicative dell'actor
3. L'effetto comunicativo, dove il partner può modificare le sue credenze/intenzioni
4. Reazione, dove sono prodotte le intenzioni per la generazione della risposta
5. Risposta
Secondo l'approccio cognitivo, quindi, la comunicazione va considerata come un complesso di interazioni in cui un atto non può essere separato dalla reazione che produce successivamente.
Obiettivo della comunicazione è di ottenere un effetto sul partner; anche nelle forme di conversazione meno strutturate le persone seguono regole e hanno precise aspettative circa il comportamento dell'interlocutore. In generale, l'aspetto conversazionale non può essere ignorato: per esempio, anche in una semplice espressione "mm" mentre si ascolta una lunga conversazione richiede delle regole conversazionali, ovvero l'ascoltatore comunica al parlante che lo sta ascoltando con attenzione.
Passando da un singolo atto comunicativo ad un dialogo strutturato, si pone il problema di spiegare come due partner possano mantenere una rappresentazione compatibile dell'interazione corrente. Il modello presentato nell'articolo, si focalizza sulla mutua conoscenza di pattern stereotipati di interazione, che secondo gli autori giocano un ruolo essenziale nel capire il significato delle espressioni che si giocano nel dialogo.
A questo proposito gli autori introducono il concetto di Behavioral Games (Airenti et al, 1993). Alla base di questo concetto c'è il punto di vista della Pragmatica secondo la quale la teoria del linguaggio debba essere considerata parte della teoria dell'azione: la comunicazione verbale e non verbale vanno quindi considerate come facenti parte di un'unica cornice teorica. Per rimarcare questo concetto, gli autori preferiscono utilizzare i termini actor e partner anziché speaker e reader. Per la teoria del dialogo, quindi, il ruolo più importante è giocato dagli effetti che l'actor intende apertamente sortire sul partner.

Questo brano è tratto dalla tesi:

LA NEGOZIAZIONE INTERSOGGETTIVA DI UN IMPEGNO CONGIUNTO: un’analisi della concordanza tra comunicazione verbale e non-verbale.

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Ferretti
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinica
  Relatore: Francesca  Morganti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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Parole chiave

comunicazione
intersoggettività
comunicazione non verbale
comunicazione verbale
analisi qualitativa
analisi quantitativa
ecsi
impegno congiunto
sperimentatore
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