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Integrità e sostenibilità sociale nel turismo, il caso Venezia e Bardolino

Efficienza o insostenibilità sociale?

"Per i problemi e le situazioni locali e nazionali esistono sindaci, ministri, deputati, senatori - anche generali - e tutta una schiera di altre autorità, e ogni sorta d’istituzioni e di organismi che si suppone se ne prendano cura. Invece nessuno è, o sembra sentirsi, realmente responsabile per lo stato del mondo, e quindi nessuno è disposto a fare per esso qualcosa più degli altri, anzi ognuno cerca di battere gli altri nel trarne il massimo vantaggio". Il grande contributo di un genio italiano quale era Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma, nonché manager e industriale di fama internazionale, fu uno dei primi ad esporsi a livello mondiale, dichiarando che uno sviluppo basato sulle linee guida di allora, avrebbe portato ad un futuro insostenibile, il tutto a causa della mano invisibile dell’uomo che basa qualsiasi relazione sul ritorno economico. Quanto affermato da Aurelio Peccei nel lontano 1968, riprende quanto detto finora sulle problematiche esistenti nelle destinazioni turistiche, realtà sfruttate sino allo sfinimento da parte di grandi aziende internazionali che hanno come fine ultimo, solo ed esclusivamente il vantaggio economico, a scapito di popolazioni povere che non hanno le risorse finanziarie e non solo per gestire autonomamente la propria città. Ciò che Pecci vuole tramandarci è una visione "verde" dello sviluppo, una visione che per essere adottata deve mantenersi in linea con un "modo di fare" equo e compatibile, insidiato costantemente da una relazione più che intima, che l’uomo si è creato con il vantaggio economico.
Basandomi su quanto detto poc’anzi, è abbastanza semplice ricollegarsi alle difficoltà e ai bivi che si stagliano sul percorso impervio della crescita di una destinazione turistica, ma che, per cause di forza maggiore devono essere decisi. Tali decisioni sono quelle che profileranno lo scheletro di partenza per lo sviluppo futuro della destinazione ed è proprio a questo proposito che sono di vitale importanza. Le mete turistiche per poter essere effettivamente chiamate tali, devono ospitare un numero minimo di turisti che dal proprio paese abituale di residenza, viaggiano per relax, cultura, sport, cinema, archeologia ecc. e che arrivando nella destinazione scelta, verranno intrattenuti a seconda dei loro bisogni, che la destinazione si impegnerà a soddisfare garantendo alti livelli di qualità. Tale meta per arrivare a una situazione del genere, avrà studiato preventivamente un progetto di sviluppo; In genere i modelli inglobano diverse pratiche che sono divise, poiché appartengono a concezioni di crescita totalmente differenti le une dalle altre, infatti, a questo proposito la destinazione molto probabilmente andrà a configurare una crescita che prevederà da una parte lo sviluppo turistico basato sull’economia e dalla parte opposta, uno sviluppo che deve comunque essere gestito e in alcuni casi limitato, in modo da non impattare negativamente sulla società e sul territorio. Proprio a causa di questo scontro d’interessi, si profila un alto grado di difficoltà nella realizzazione di una destinazione, che si sviluppa implementando equamente il fattore economico e quello ecologico-sociale. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Integrità e sostenibilità sociale nel turismo, il caso Venezia e Bardolino

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Bianchi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Andrea Belotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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