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La Logistica Economica tra crescita e sostenibilità

Lo sviluppo sostenibile

Il termine sviluppo sostenibile fu usato la prima volta negli anni 80 nell’ambito del Rapporto Brundtland delle Nazioni Unite. Questo rapporto definiva lo sviluppo sostenibile, come

… uno sviluppo che soddisfa le generazioni presenti senza compromettere le possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni.

Con esso si intendono le teorie più miti che non criticano cioè il concetto stesso di crescita e di sviluppo ma hanno come fine quello di dare vita ad una crescita il linea con le risorse disponibili. La visioni della realtà di questi sostenitori è piuttosto ottimistica. Le produzioni di un paese è resa possibile dall’uso di fattori di produzione fisici (il capitale rappresentato dalle macchine), umani, (la forza lavoro) e ambientali.

Le proporzioni di questi fattori possono mutare in modo considerevole fra i paesi e per uno stesso paese nel corso degli anni. Esse dipendono da molteplici aspetti: la disponibilità o meno di una certa tecnologia, il livello di sviluppo di un paese e i costi delle risorse. Rispetto alla possibilità per le generazioni future di vedersi garantita la possibilità di soddisfare i propri bisogni, c’è un punto fondamentale: la preoccupazione che una maggiore produzione richieda un maggior uso delle risorse ovvero che queste ultime possano un giorno, in conseguenza della crescita economica, essere esaurite.

La seconda preoccupazione è che una maggiore attività economica comporti anche maggiori emissioni di rifiuti e che quindi venga oltrepassato il limite della capacità di carico della Terra. In realtà, affermano i sostenitori dello sviluppo sostenibile, che se la dimensione della produzione è una variabile fondamentale nel determinare il volume complessivo di rifiuti, anche la composizione della produzione e le tecniche utilizzate per produrre costituiscono degli elementi essenziali che vanno parimenti considerati. È quindi possibile, che esistano tre motivi per ritenere che la crescita economica anziché essere la radice del problema, possa invece essere almeno in parte la soluzione. Innanzitutto si è osservato che nel passaggio da un’economia agricola ad una di servizi, l’impatto ambientale tende a ridursi. Questo fatto è particolarmente importante se si considera che generalmente i paesi tendono a seguire un modello si sviluppo economico che va dall’agricoltura, all’industria e quindi ai servizi. Inoltre i paesi nei quali i servizi costituiscono una quota rilevante dell’attività economica, la produzione industriale si contraddistingue per l’essere di norma più rispettosa dell’ambiente.

Nelle fasi che caratterizzano il passaggio di un paese da un reddito pro-capite medio-basso verso uno medio-alto, lo sviluppo economico fa registrare un cambiamento radicale sostituendo le tecnologie più vecchie con altre meno inquinanti. Il terzo motivo che induce a considerare in modo positivo il rapporto tra crescita e sostenibilità è la constatazione che nei paesi più ricchi sta crescendo la domanda di prodotti tecnologicamente avanzati e di produzioni più pulite e rispettose.
1Questo significa che gli aspetti di benessere materiale possono svilupparsi più agevolmente in un sistema di prosperità diffusa in cui i bisogni primari siano già stati soddisfatti. In pratica, la crescita deve essere incoraggiata e sostenuta ma anche in qualche modo guidata verso una strada più coerente con l’ambiente. Si può continuare a crescere purché con tecniche energicamente efficienti.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La Logistica Economica tra crescita e sostenibilità

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Brandi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Logistica economica e servizi per le aziende
  Relatore: Ennio  Forte
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

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Parole chiave

globalizzazione
petrolio
sostenibilità
trasporti
glocalismo
decrescita
crescita sostenibile
logistica economica
city logistic

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