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Composizione specifica e variazioni spaziali dei macroinvertebrati eulitorali del lago di Piediluco (Italia Centrale) in relazione al tipo di substrato e all’impatto antropico sulle rive

Ossigeno disciolto

I valori di ossigeno disciolto in un corpo lacustre sono estremamente importanti per indicare la qualità delle acque. Le crisi anossiche sono in grado di compromettere la vita acquatica, innescando così una serie di fattori che vanno inevitabilmente a degradare l’intero ecosistema lacustre. Una buona circolazione delle acque e una corrente costante, in ogni caso, limita l’instaurarsi di queste crisi, in quanto lo scambio di ossigeno atmosferico in un’acqua più turbolenta è facilitato rispetto ad un acqua ferma e stagnante. E’ evidente che la stratificazione termica, che come abbiamo visto caratterizza il lago di Piediluco nei periodi estivi, potrebbe facilitare la presenza di anossia, soprattutto alle profondità maggiori, in quanto il lago non riesce a circolare completamente e lo scambio di ossigeno tra le acque superficiali e quelle più profonde avviene in modo lento e difficoltoso. L’ossigeno nelle acque di un lago è spesso derivante dalla dissoluzione diretta dell’ossigeno atmosferico, ma proviene anche dalla fotosintesi degli organismi vegetali.

Per il lago di Piediluco le analisi sull’ossigeno disciolto (DO), come per la temperatura, si basano sul periodo ottobre ’79-settembre ’80 (Mearelli & Tiberi, 1988) e sono state effettuate su 15 diverse stazioni. Il grafico (Figura 4.4) mostra l’andamento medio mensile di tutte le stazioni dell’ossigeno disciolto, sia in superficie che sul fondo.

Durante questo periodo in superficie è stato determinato un valore massimo di 24,57 µg/l (rilevato nel mese di luglio alla stazione 15) e un valore minimo di 6,66 µg/l (nel mese di agosto alla stazione 4). La media mensile per tutte le stazioni è stata di 12,08 µg/l.
Sul fondo invece il valore massimo è stato di 19,60 µg/l (rilevato nel mese di giugno alla stazione 10) e un valore minimo pari 0,0 µg/l (crisi anossica avvenuta in ottobre alla stazione 13). La media mensile per tutte le stazioni è stata di 9,86 µg/l (Figura 4.4).
Il lago di Piediluco risulta quindi essere dotato nel complesso di una buona ossigenazione, presumibilmente grazie sia a una moderata profondità che al suo caratteristico regime idrologico che gli conferisce una continua circolazione delle acque e agevola lo scambio d’ossigeno con l’atmosfera. Questo è più evidente in prossimità dei canali afferenti al lago, mentre lo è in maniera decisamente minore nel settore meridionale, dove l’acqua tende a ristagnare e dove è presente una minor circolazione; l’unica crisi anossica presente nel periodo studiato, anche se molto breve, era stata segnalata nella stazione 14, che si trova proprio nel braccio Cornello, nella zona sud del lago. Inoltre dal grafico precedente si denota una migliore ossigenazione nelle acque superficiali rispetto alle acque di fondo, che hanno medie mensili sempre minori (nel periodo di stratificazione) o uguali (nel periodo di circolazione).

Un’ulteriore studio sulla situazione dell’ossigeno era stato condotto nel triennio 19931996 dall’ENEL (ENEL, 1997, dati non pubblicati). I prelievi sono stati effettuati in 8 stazioni, suddivise in aree diverse: settore centrale, settore meridionale, in prossimità del canale del fiume Velino e in prossimità della Derivazione Medio Nera; inoltre sono stati fatti in due diverse fasce orarie (06.00-07.00 e 20.00-21.00) per evidenziare delle variazioni dovute alle oscillazioni di livello del lago. Per l’ossigeno disciolto, la situazione peggiore si è verificata nel 1993, mentre nel biennio successivo i valori sono aumentati sia in superficie che sul fondo, registrando una concentrazione di ossigeno disciolto maggiore nella fascia oraria mattiniera, rispetto a quella serale.
In conclusione, le acque del lago di Piediluco, grazie al suo complesso sistema idrodinamico regolato dal sistema Velino - Lago di Piediluco - Derivazione Medio Nera, sono risultate essere ben ossigenate.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Composizione specifica e variazioni spaziali dei macroinvertebrati eulitorali del lago di Piediluco (Italia Centrale) in relazione al tipo di substrato e all’impatto antropico sulle rive

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Rossopinti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Biologia Ambientale
  Relatore: Luciana Mastrantuono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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Parole chiave

ambiente
idrobiologia
macroinvertebrati
scarichi
inquinamento lacustre
chironomidi
oligocheti
piediluco

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