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Note sul fascismo calabrese

Dallo sbarco alla Repubblica

La mattina del 3 settembre 1943 gli alleati sbarcarono in Calabria senza incontrare alcuna resistenza e il 14 settembre giunsero a Cosenza. La nostra regione non ha subito pesanti danni; solo Reggio, Cosenza e alcuni centri maggiori sono stati interessati da qualche bombardamento. Durante la guerra le restrizioni economiche e il razionamento dei generi primari hanno dato vita al mercato nero. La storia ci insegna, che tutte le guerre, giuste o meno che siano, hanno causato sempre penuria e distruzione esponendo principalmente al pericolo le classi meno abbienti. A proposito dello scarso rinvenimento di pasta, il questore di Cosenza riferiva:«la popolazione dell'Italia meridionale a differenza di quella settentrionale si ciba esclusivamente di tale genere di prima necessità, privandosi i più della carne e di altri generi di maggior prezzo e limitandosi al solo piatto di pasta». Nonostante le condizioni dure, cui il popolo calabrese era sottoposto, uno spiraglio di luce si apriva in questo tunnel oscuro. Con la partenza degli uomini al fronte i salari nelle campagne aumentavano ma ciò non cambiava la situazione a causa della scarsa reperibilità dei generi di prima necessità e dell'eccessivo costo dei prodotti al mercato nero che ne limitava l'accesso solo alla classe medio - alta.
Dopo la firma dell'armistizio, l'8 settembre 1943, il passaggio dal fascismo alla democrazia avvenne sotto la tutela del governo militare alleato. Gli alleati avevano sostituito gran parte dei podestà presenti sul territorio, procedendo a Catanzaro con l'arresto del podestà, del vice podestà e del direttore delle carceri. L'Italia in quegli anni, com'è stato scritto nel paragrafo precedente era divisa in due parti al nord si stava instaurando il finto governo fascista repubblicano, protetto dai tedeschi e combattuto dai partigiani, al sud si avviava la riorganizzazione delle strutture statali e comunali sotto la guida degli anglo-americani. In questa situazione di stallo c'era ancora qualche nostalgico del fascismo che sognava una rinascita. Esempio da riportare quello accaduto nel catanzarese dove un gruppo di giovani della borghesia cittadina imbevuti degli ideali del primo fascismo tent, nel 1944 ,una rivincita fascista che si concluse con un processo. Tornando alla riorganizzazione della politica in Calabria c'è da dire che essa avveniva in un momento economico difficile, condizionato da un impaludamento della produzione e da un alto tasso d'inflazione. Il questore di Cosenza riferendo della congiuntura economica in cui versava la regione in quel periodo, lamentava l'aggravarsi sempre più della situazione economico-alimentare, causato dalla difficile ripresa delle attività produttive, dalla speculazione sempre crescente, e dall'alto tasso di cambio imposto dagli alleati. In quegli anni, tornano i partiti del primo dopoguerra, ma con caratteristiche diverse. Infatti, i nuovi partiti registravano un “boom” di adesioni, caratteristica ereditata dal periodo fascista, quando il tesseramento era una consuetudine. [...]

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Note sul fascismo calabrese

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Emilio Mandaliti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Katia Massara
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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