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Herbert Marcuse e il congresso della SDS ''La fine dell'utopia'' (Berlino ovest, luglio 1967)

Il Congresso come forum della sfera pubblica

Dopo aver illustrato gli elementi fondamentali che costituiscono un movimento sociale dal punto di vista dell’approccio cognitivo, assume importanza la definizione di congresso rispetto a un movimento sociale. Le domande che emergono sono: che cos’è e cosa rappresenta innanzitutto un congresso? Da quali attori è composto? Che funzione ha e quali sono i motivi che spingono un movimento ad organizzare un congresso?
Prima di affrontare queste questioni è importante fare una precisazione linguistica: nei testi in lingua tedesca gli incontri organizzati dalla SDS nel luglio 1967 vengono normalmente definiti con la parola Veranstaltungen (manifestazioni/eventi) o Vorträge und Diskussionen (conferenze e discussioni) e non con Kongress (congresso). Solo nel IV volume degli Nachgelassene Schriften di Marcuse curati da Peter-Erwin Jansen viene usato il termine Kongress.

Dato che la manifestazione organizzata durò quattro serate e fu caratterizzata da una sostanziale omogeneità di temi, detentori della parola e pubblico, si è scelto anche qui di adottare la parola congresso.
Una delle definizioni lessicali riguardante la tipologia di congresso presa in esame è la seguente: un congresso è una “riunione di studiosi, di artisti, di professionisti, oppure di rappresentanti di un partito, convenuti da varie parti per discutere di argomenti particolari interessanti la categoria, il partito, ecc.”. Con riferimento alle elaborazioni teoriche sviluppate dalle scienze sociali riguardanti l’opinione pubblica, si vuole proporre una diversa ma complementare definizione di congresso, ovvero:

Un congresso è un forum discorsivo della sfera pubblica aperto a tutta la cittadinanza. Esso si sviluppa in uno spazio di tempo limitato su precise tematiche. All’interno di un congresso, tre sono gli attori principali: i detentori della parola, il pubblico e i media, i quali svolgono funzioni differenti. I detentori della parola mirano a ottenere il consenso del pubblico, il pubblico formula un giudizio sulle argomentazioni dei parlanti e decide quale sia l’opinione più convincente e i media, rappresentando il tramite tra l’interno e l’esterno del forum discorsivo, allargano sensibilmente il pubblico. Inoltre le modalità di comunicazione variano a seconda del contesto: possono aver luogo interventi di un singolo, interviste, discussioni tra più attori comunicanti o discussioni con il pubblico a cui viene data la facoltà di intervenire su determinate questioni o tematiche.
A proposito del congresso organizzato da un movimento sociale, si può affermare che questo momento di apertura discorsiva, caratterizzato da una omogeneità del pubblico, ha la funzione di:
1) Reclutare nuovi membri, sia attraverso il congresso stesso sia mediante l’utilizzo dei media.
2) Contribuire alla costruzione dell’ identità collettiva del movimento.


Nel formulare questa definizione si è fatto riferimento agli autori Neidhardt e Gerhards per la descrizione delle caratteristiche principali della sfera pubblica e a Eyermann e Jaminson per ciò che riguarda l’identità di un movimento.

Nel capitolo introduttivo della rivista “Kölner Zeitschrift für Soziologie und Sozialpsychologie”, intitolato Öffentlichkeit, öffentliche Meinung, soziale Bewegungen, Neidhardt afferma che la sfera pubblica moderna è un campo di comunicazione libero, nel quale i detentori della parola o parlanti (Sprecher), attraverso tecniche retoriche ben specifiche, hanno come obiettivo quello di risvegliare,su determinate tematiche, l’attenzione di un pubblico, che può essere sia eterogeneo che omogeneo. La sfera pubblica è dunque un campo di comunicazione aperto a tutti quelli che vogliono partecipare. Significativo è il fatto che nella parola tedesca Öffentlichkeit, cioè sfera pubblica, è già implicito il concetto di apertura (Öffnen).

A questo propostito, Habermas parla di “die prinzipielle Unabgeschlossenheit” del pubblico, che potremmo tradurre con “apertura di principio del pubblico”, nel senso che un elemento costitutivo della sfera pubblica è la non-prevedibilità e determinabilità della tipologia del pubblico. Proseguendo con l’analisi dei meccanismi che caratterizzano un’arena discorsiva, Neidhardt sottolinea il fatto che i detentori della parola possono convincere sia un piccolo che un grande numero di ascoltatori: il pubblico, cioè, può decidere di adottare le opinioni dominanti (herrschende Meinungen) facendole proprie e trasformandole poi in opinioni pubbliche (öffentliche Meinungen). A questo proposito è importante distinguere l’opinione pubblica dall’opinione comune (Bevölkerungsmeinung). Il concetto di opinione pubblica, infatti, non coincide con l’idea “comune” di opinione di carattere demoscopico, nel senso di aggregato di opinioni.
Con opinione pubblica s’intende:

L’opinione risultante da un processo discorsivo di ‘condensazione’ di opinioni, caratterizzato dalla elaborazione di temi e argomenti attraverso filtraggi, selezioni, confutazioni, rafforzamenti o rivalutazioni di opinioni - entro la struttura comunicativa della sfera pubblica. Sulla base di tale definizione sono pertanto da ritenersi elementi costitutivi dell’opinione pubblica la sua veicolabilità in contesti pubblici e l’elevato grado di approvazione riscontrato in tali contesti.

Secondo Habermas, infatti, ogni discussione prevede la consapevolezza nei detentori della parola della “forza di convincimento degli argomenti. Tale forza è il fenomeno che sta alla base di ogni sfera pubblica ben funzionante”. Caratteristica della sfera pubblica è anche il riconoscimento degli argomenti convincenti “indipendentemente dallo status di chi li presenta”. Questo elemento viene sintetizzato da Habermas con l’affermazione: “Veritas, non auctoritas facit legem”, segnalando così il confine tra le società del passato e le democrazie moderne, tra una legittimazione legata alla tradizione o all’investitura divina e una legittimazione basata sul consenso di liberi cittadini. L’opinione pubblica perciò è il prodotto collettivo di un’arena discorsiva, all’interno della quale i detentori della parola sono in competizione tra loro per ottenere il consenso dal pubblico, che deriva primariamente dalla qualità delle argomentazioni e dalla prominenza e prestigio dell’attore comunicante.

Brevemente, le caratteristiche della sfera pubblica (e perciò anche del congresso), illustrate da Neidhardt, si possono riassumente nei seguenti punti:
1) La sfera pubblica è caratterizzata da trasparenza, nel senso che è aperta a tutti i gruppi della società civile e a tutte le questioni di rilevanza collettiva.
2) I confini del pubblico, destinatario della comunicazione, non possono essere determinati in virtù di questi elementi di apertura e trasparenza.
3) Le incertezze e sorprese rispetto all’andamento di un’arena o forum discorsivo aumentano nel momento in cui la presenza dei media è molto forte poiché, attraverso i media, il pubblico si allarga e si caratterizza da un’alta eterogeneità. L’eterogeneità del pubblico pone anche il problema ai detentori della parola rispetto alla scelta della modalità di comunicazione adeguata.
4) Gli attori della sfera pubblica sono costretti a rivedere le proprie convinzioni sotto la pressione di argomentazioni opposte o differenti da parte di altri detentori della parola o del pubblico: ciò determina uno spazio con una funzione di convalida e riconoscimento delle opinioni più “logiche e convincenti”.
5) La comunicazione, che viene condotta dagli attori della sfera pubblica, produce un’opinione dominante, che il pubblico può accettare e valutare come convincente, trasformandola in opinione pubblica. Gli attori esplicano di conseguenza una funzione efficace di orientamento dell’opinione pubblica.

Il successo di una buona comunicazione con il pubblico dipende sia dal contenuto dei temi discussi sia dalla “prominenza” (Prominenz) e prestigio (Prestige) dei parlanti. Per prominenza s’intende la capacità di suscitare attenzione e interesse, mentre per prestigio l’abilità a ottenere il consenso del pubblico. Queste due capacità, all’interno del forum discorsivo, creano una situazione di concorrenza tra i detentori della parola, nel senso che gli attori comunicanti entrano in competizione per ottenere prominenza e prestigio. Il risultato di questa competizione viene deciso dal pubblico che, come detto sopra, legittima il consenso su posizioni precise appoggiando una delle opinioni proposte, la trasforma in opinione pubblica. I detentori della parola quindi, sotto pressione di questa concorrenza, mettono in campo la prassi dell’agire strategico che, nella proposta teorica habermasiana, si distingue dalla prassi dell’agire comunicativo: l’agire strategico ha luogo quando gli attori sociali vogliono influenzarsi reciprocamente.

Se la comunicazione, infatti, è finalizzata all’intesa, ogni controversia assume significato “in relazione all’idea di convincere l’altro, ossia di giungere ad un’intesa grazie alla forza dell’argomento migliore. Si raggiunge un’intesa quando l’ascoltatore accetta come vere, giuste o sincere le pretese di validità avanzate dal parlante”. La definizione di congresso sopra esposta è debitrice anche del pensiero di Gerhards, autore insieme a Neidhardt di diversi saggi e libri. Egli mette in rilievo la necessità di tre elementi per far sì che si costituisca un’arena pubblica e cioè: un luogo, un orario e un tema. All’interno di questo forum è previsto poi uno scambio di opinioni argomentate che rappresentano la base della struttura comunicativa della sfera pubblica. Il ragionare e dialogare, infatti, è il modo operativo di questo sistema. Idealmente, alla fine di una discussione pubblica, dovrebbe ricevere un consenso comune il contributo che è stato argomentato nel modo migliore e più convincente.

Rispetto a ciò Neidhardt aggiunge che le modalità discorsive che possono avere luogo all’interno delle arene discorsive si possono distinguere in tre tipologie: il modello annunciatore (Verlautbarungsmodell), il modello “agitazione” (l’Agitationsmodell) e il modello discorsivo (Diskursmodell). Il primo prevede che un solo parlante enunci delle affermazioni impostando una sorta di monologo. Nel secondo modello gli attori comunicanti o detentori della parola interagiscono tra loro, ma i contributi tendono spesso ad essere più o meno offensivi nei confronti dei concorrenti. Il modello discorsivo è il modello più equilibrato, in cui hanno luogo tra i concorrenti argomentazioni critiche e ben commentate. Neidhardt, rispetto ai movimenti di protesta e alla loro capacità di mobilitare il pubblico afferma:

Öffentliche Resonanz ist das Mittel der Wahl für Gruppierungen, deren Ressourcen nicht reichen, um auf direkterem Wege über Geld Anreiz zu geben oder über Machtmittel Druck zu entfalten. Soziale Bewegungen sind in dieser Hinsicht schwach, so daß ihre Strategie darin bestehen muß, einerseits das tätige ‘commitment’ ihrer eigenen Anhänger zu motivieren, andererseits die Unterstützung von Publikumsgruppen zu gewinnen. Um letzteres zu erreichen, bedarf es der Aufmerksamkeit der Medien.

Con i movimenti di protesta si mobilitano sempre anche determinati segmenti del pubblico, poiché le azioni di protesta, organizzate dai movimenti, hanno una duplice funzione: quella di protestare contro una determinata problematica e quella di attirare non solo attenzione e consenso del pubblico, ma anche un appoggio finanziario. Per il raggiungimento di questa seconda funzione diventa di fondamentale importanza la funzione dei mezzi di comunicazione di massa. Sia gli esponenti dell’approccio cognitivo Eyerman e Jaminson che Neidhardt sottolineano il fatto che la scomparsa di un movimento sociale è determinata ugualmente sia dalla sua sconfitta che dal suo successo (attraverso il processo di istituzionalizzazione). In entrambi i casi, tuttavia, il movimento ha proposto per un periodo di tempo limitato nuove tematiche sulle quali discutere nelle molteplici arene della sfera pubblica.
I movimenti di protesta perciò cercano una maggior risonanza e mobilitazione del pubblico attraverso l’organizzazione di grossi eventi pubblici. Anche Dieter Rucht afferma che se i movimenti vogliono avere un effetto sui gruppi politici traenti, devono cercare la sfera pubblica.
I movimenti sociali perciò indirizzano le loro azioni verso la sfera pubblica per comunicare direttamente con il pubblico nella speranza di allargare la propria base di mobilitazione. Nella definizione di congresso sopra proposta abbiamo scritto che un congresso organizzato dai movimenti sociali è caratterizzato da omogeneità di pubblico. Con questo si vuole sottolineare il fatto che i congressi organizzati dai movimenti di protesta presentano il più delle volte una composizione omogenea sotto il profilo delle attitudini comportamentali e degli orientamenti valoriali, poiché la maggior parte dei partecipanti sono membri o simpatizzanti del movimento. Scrive Gerhards a proposito dell’opinione pubblica e dell’omogeneità:

Veranstaltungen sind keine Öffentlichkeitsysteme, in denen eine Vielzahl von Meinungen erst generiert wird. Veranstaltungen sind Kommunikationssysteme, in denen Interessengruppen ihre Meinungen zu Themen offerieren und Zustimmung beim Publikum erzeugen wollen. Daß sie dafür gute Chancen besitzen, ergibt sich aus homogenen Zusammensetzung des Publikums… Veranstaltungen dienen der Mobilisierung einer bestimmten öffentlichen Meinung, weniger dem Räsonnement mehrerer Meinungen.

In questo passaggio Gerhards, in accordo con Neidhardt, definisce una manifestazione (Veranstaltung) come un sistema di comunicazione, all’interno del quale il pubblico è chiamato ad approvare o disapprovare delle determinate opinioni formulate dai detentori della parola. Dal punto di vista di quest’ultimi ci sono delle buone possibilità di ottenimento del consenso, quando il pubblico è omogeneo. Come Neidhardt, anche Gerhards sottolinea il ruolo che svolgono i gruppi di interesse all’interno di conferenze, quello cioè di offrire opinioni al pubblico su un determinato tema nella speranza che il pubblico le approvi. Un’omogenea composizione del pubblico è dunque auspicabile per ottenere l’approvazione del pubblico. Le manifestazioni o conferenze servono inoltre più alla mobilitazione dell’ opinione pubblica che al ragionamento e discussione di diverse opinioni. Il congresso, oltre ad essere un’arena discorsiva in cui diverse opinioni vengono messe a confronto, criticate, valutate, è anche un momento di costruzione dell’ identità collettiva del movimento.
Come si è già illustrato (3.1.), l’identità di un movimento sociale o struttura cognitiva si definisce all’interno di uno spazio concettuale, in cui vengono sviluppati, creati, articolati nuovi pensieri e idee o, riprendendo un concetto di Eyermann e Jaminson, new knowledge. Questa conoscenza è dunque un prodotto collettivo che si forma a seguito di una serie di incontri sociali all’interno del movimento, tra più movimenti e tra il movimento e l’Altro, contro il quale il movimento sociale si oppone.

La conoscenza si forma nelle numerose arene destinate al confronto e al dialogo che costituiscono la sfera pubblica e, nel confronto con attori del potere istituzionalizzato, i movimenti sociali innovano le tattiche e le forme organizzative. Quando i movimenti sociali guardano al passato sono attivi nella continua reinvenzione della tradizione e nella ricombinazione dei valori e degli interessi dei movimenti passati. Quello della costruzione dell’identità da parte dei movimenti sociali è un lavorio continuo e incessante, che in ogni momento può essere messo in discussione e modificato.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Herbert Marcuse e il congresso della SDS ''La fine dell'utopia'' (Berlino ovest, luglio 1967)

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Perini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Marica Tolomelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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