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Le caratteristiche delle imprese lombarde che applicano volontariamente gli IAS/IFRS: un'analisi empirica

Il primo passaggio ai principi contabili internazionali

La presentazione del primo bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali è disciplinata dallo IFRS 1 (First-time Adoption of International Financial Standards). Questo ha come scopo principale quello di porre il lettore nella condizione di comprendere quali siano gli effetti del cambio dei principi contabili, sia dal punto di vista espositivo che dal punto di vista degli approcci valutativi (Fradeani, Principi, & Giuggioloni, 2013). Per ragioni di sintesi, di seguito viene presentata soltanto un rapido riepilogo delle procedure da adottare nella prima applicazione degli IAS/IFRS. Si rimanda al testo completo dell’IFRS 1 per tutti i dettagli.
L’azienda dovrà come primo passaggio procedere all’individuazione di una corretta data di transizione. La prima adozione dei principi contabili internazionali è quella all’interno del bilancio in cui vi è la dichiarazione di piena conformità a tutte le disposizioni degli IAS/IFRS.
Successivamente dovrà individuare le eccezioni ed esenzioni obbligatorie e facoltative degli IAS/IFRS. Le prime si pongono l’obiettivo di evitare che i costi derivanti da una rigida applicazione dei principi in vigore siano superiori ai benefici realmente conseguiti a vantaggio degli utilizzatori del bilancio; le seconde di evitare che l’applicazione degli IAS/IFRS ad esercizi ormai distanti nel tempo si presti alla redazione di bilanci poco attendibili a conseguenza di scelte del tutto arbitrarie.
L’azienda dovrà quindi redigere uno Stato Patrimoniale di apertura alla data di transizione, applicando criteri di valutazione ed esposizione conformi agli IAS/IFRS. Il primo bilancio in conformità ai principi contabili internazionali dovrà contenere:
• le riconciliazioni del Patrimonio Netto secondo i precedenti principi contabili con il Patrimonio Netto rilevato in conformità degli IAS/IFRS, alla data di passaggio ed alla data di chiusura dell’ultimo esercizio redatto secondo i principi contabili nazionali;
• una riconciliazione del risultato economico dell’ultimo bilancio redatto secondo i principi contabili nazionali con il risultato economico derivante dall’applicazione degli IAS/IFRS;
• se l’azienda rileva perdite o ripristini durevoli di valore delle attività, è necessario presentare anche l’informativa richiesta dallo IAS 36 per queste situazioni, nel periodo che ha inizio alla data di passaggio agli IFRS.
Infine, dovrà fornire in Nota Integrativa un ampia disclosure descrittiva delle principali operazioni, evidenziando anche in modo dettagliato le riconciliazioni richieste. Il grado di dettaglio dovrà essere sufficiente per permettere all’utilizzatore di bilancio di comprendere le rettifiche apportate a Conto Economico ed a Stato Patrimoniale, evidenziando chiaramente gli effetti della transizione sul primo bilancio IAS/IFRS.
La fiscalità nel passaggio agli IAS/IFRS è disciplinata in Italia dall’articolo 13 del d.lgs 38/2005, il quale sancisce al quinto comma il principio di irrilevanza fiscale delle rettifiche da conversione. Il ripristino e l’eliminazione di costi già imputati a Conto Economico di precedenti esercizi e di quelli non più capitalizzabili non rilevano ai fini della determinazione del reddito imposte indirette.

Dopo aver sintetizzato la disciplina in merito al primo passaggio ai principi contabili internazionali, desta maggior interesse capire gli effetti che si vengono a creare nel bilancio d’esercizio alla prima adozione dei principi contabili internazionali.
In particolare, ogni posta potrebbe essere potenzialmente interessata a questo cambiamento. Esaminando i casi più eclatanti che si sono verificati nel tempo, si potrebbe assistere ad una riduzione degli assets patrimoniali come nel caso delle multinazionali Shell o l’Oreal. Altre società invece hanno beneficiato dell’effetto nel passaggio agli IAS/IFRS: Vodafone fu certamente una di queste.
C’è una ricca letteratura che analizza gli effetti della prima adozione degli IAS/IFRS nelle società europee. La maggior parte dei ricercatori si sono però concentrati più nello studio del contesto nazionale, tralasciando un’analisi aggregata a livello europeo, a causa delle enormi difficoltà che si incontrerebbero portando avanti un’analisi di questo tipo, in un territorio così esteso con tradizioni contabili molto differenti.
Nonostante esista un dibattito acceso con posizioni discordanti sul tema, sembrerebbe però prevalere la convinzione che l’adozione dei principi contabili internazionali porti con sé un miglioramento dell’accounting quality ed una riduzione dell’earnings management, definibile come quell’insieme di fenomeni negativi riconducibili alla macro classe delle “politiche di bilancio” (Prencipe, 2006). Lo studio di Barth, Landsman e Lang analizza dal 1994 al 2003 la situazione in 21 Paesi: secondo gli autori si riscontra una significativa riduzione dell’earnings management nelle aziende in cui si è scelto di applicare in maniera volontaria gli IAS/IFRS. Gli autori misurano l’earnings management sia in termini di incremento della variabilità del risultato d’esercizio tesa a livellare gli utili (earnings smoothing) o amplificarli (earnings aggressiveness), sia come manipolazione del risultato d’esercizio per il raggiungimento di un determinato obiettivo (managing of earnings towards a target). Questa ricerca sembra essere la più seguita dalla letteratura successiva in materia di earnings management, perché i suoi presupposti sono solidi; essa va inoltre a coinvolgere diversi Paesi su un arco temporale esteso. Nonostante ciò, esistono studi con risultati in contro tendenza, anche circa la situazione italiana. [...]

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Le caratteristiche delle imprese lombarde che applicano volontariamente gli IAS/IFRS: un'analisi empirica

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Sbardolini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Monica Veneziani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 222

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