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Strategia e Organizzazione di un'azienda d'abbigliamento. Il caso C&A e il BioCotton

Il Biocotton

Il Cotone Biologico, è la materia prima usata nella gamma Bio Cotton, è simile al cotone convenzionale, ma ha molto ridotto l'impatto ambientale per la produzione dello stesso.
Gli agricoltori sono istruiti a coltivare utilizzando pesticidi naturali e fertilizzanti, riducendo così i rischi per la salute e proteggendo le risorse naturali. Ci sono altri 'sostenibili' versioni di cotone ma solo il BioCotton organico è certificato essere senza fertilizzanti sintetici, tossici e pesticidi nonché con semi non OGM (non geneticamente modificati).
Più di 100 milioni di agricoltori in 80 paesi coltivano cotone, creando reddito e posti di lavoro per le loro famiglie. La maggior parte del cotone viene coltivato da piccoli proprietari terrieri nei paesi in via di sviluppo.
Coltivando quindi il cotone biologico, si rinuncia all'impiego di fertilizzanti artificiali e pesticidi dannosi. In questo modo vengono migliorate in modo duraturo le condizioni di lavoro e di vita di migliaia di proprietari di fattorie e delle loro famiglie, così come l'ambiente in cui vivono. Nel 2008 la C&A ha venduto ben 15,3 milioni di capi in cotone biologico. Nel 2010 siamo arrivati addirittura a 26 milioni di pezzi.
L'intera collezione in cotone della C&A è dunque costituita già per il 13 per cento da cotone biologico.
La politica dell'azienda è quella quindi di puntare a un determinato target offrendo prodotti di cotone biologico allo stesso prezzo di quelli di cotone tradizionale. La volontà è quella di continuare ad aumentare nei prossimi anni l'impiego del cotone biologico.
Il cotone è per i coltivatori nei paesi di produzione una pianta che rende molto e offre un contributo essenziale all'attività agricola. La coltivazione del cotone con i metodi convenzionali grava tuttavia sull'uomo e sull'ambiente. Perciò C&A è passata alla coltivazione del cotone biologico a lungo termine, assumendosi così un incarico essenziale nell'ambito di un impegno più vasto a sostegno di un'agricoltura sostenibile. Momentaneamente il cotone biologico rappresenta (purtroppo) ancora meno dell' 1 % della produzione di cotone a livello mondiale. Tuttavia tale coltivazione prende sempre più piede e conquista i mercati di massa. Un motivo essenziale per ciò è la maggiore consapevolezza dei consumatori a favore di capi di abbigliamento prodotti con materiali coltivati ecologicamente.
Rispondendo in questo modo alle aspettative dei consumatori, la policy è quella di incrementare la parte di cotone biologico nell'assortimento dei prodotti.
Già nel 2005 C&A è diventata membro dell'organizzazione non lucrativa Textile Exchange, con l'aiuto della quale ha sviluppato la strategia per la coltivazione del cotone biologico. Nel 2008 i partner dell'organizzazione, hanno dato il via ad un progetto della durata di 5 anni in India, focalizzato all'ampliamento della coltivazione e dell'impiego del cotone biologico. L'obiettivo del ramo aziendale che si occupa del Business sostenibile è che il progetto della costruzione di una catena di valore aggiunto sostenibile in campo tessile, si potesse in definitiva trasferire anche in altre regioni del mondo. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Strategia e Organizzazione di un'azienda d'abbigliamento. Il caso C&A e il BioCotton

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Rigliaco
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2013-14
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Marco  Valeri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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