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'Tmesi' fra indoeuropeo, miceneo e greco omerico

Che cos’è la tmesi?

Si è definita la tmesi come separazione, meglio sarebbe dire una vera e propria scissione, del preverbio dal suo verbo di riferimento, al quale dovrebbe essere unito in un composto inscindibile. Si è accennato come una simile definizione dimostri già a primo impatto che il fenomeno è segnalato come tale da parte di parlanti che, esaminando un testo, si aspettano che esso presenti il medesimo stadio linguistico dei parlanti stessi; si ha, così, l’impressione che il valore etimologico della parola non si perda nell’indicazione del fenomeno in analisi.
Fra gli studiosi v’è sostanziale accordo nella definizione del fenomeno. Duhuox afferma che esso consiste «à disjoindre un préverbe de sa forme verbale, soit en le postposant, soit, le plus souvent, en le préposant».
Morpurgo Davies nota che nella tmesi «the preverb is separated from the verb». Meno canonico è Horrocks: «the verb particles (preverbs) of Homeric Greek often stand independently of their associated verbs (in tmesis)». Similari sono la definizione di Maslov: «the use of preverbs (prefixes and adverbs) separately from the verbs»; e quella di Bennet: «the separation of verbs from verb particles or preverbs». Ancora di separazione parla Hewson: «The preverb in Homeric Greek could […] be separated from the verb, and frequently placed in clause first position (or other advanced position) […] the syntactic operation that was called tmesis by the ancient grammarians»; ed anche Ruipérez la descrive così, affermando che nel greco omerico «preverbs may be put apart from the verbal forms». È interessante notare che, nonostante quanto indicato nella Premessa (v. p. 6), gli studiosi facciano generale riferimento a una nozione di tmesi come di “separazione”. Il rischio che si corre nell’adoperare una definizione così generica è perdere la distinzione fra le due forme che il fenomeno può assumere: un conto, infatti, è parlare di ‘separazione’, un altro di ‘scissione’. Con ‘separazione’ si fa riferimento allo stadio della lingua in cui il processo di univerbazione è considerato ancora in fase di compimento; ciò pertanto consentirebbe ai parlanti/scriventi di realizzare il preverbio in separazione, appunto, dal proprio verbo come una naturale abitudine linguistica. Con ‘scissione’ s’intende piuttosto un’applicazione del fenomeno volontaria, per così dire forzata, ossia che produce la disunione del composto laddove essa non è più consentita giacché è giunto a compimento il processo stesso di univerbazione, che si traduce nella inscindibilità dei composti. Una generica nozione di separazione, dunque, non è in grado di comunicare con chiarezza e immediatezza il duplice valore della tmesi. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

'Tmesi' fra indoeuropeo, miceneo e greco omerico

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Faedda
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Studi Umanistici
  Corso: Lettere
  Relatore: Tristano Gargiulo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

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Parole chiave

linguistica
indoeuropeo
omero
greco
letteratura greca
lingua greca
miceneo
tmesi
lineare b
grammatica storica

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