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Il mercato russo per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La ceramica made in Italy e il caso Altaeco.

Il settore bancario e altri enti al servizio dell’internazionalizzazione

Le prime cinque banche che detengono il 40% dei volumi intermediati sono tutte direttamente o indirettamente proprietà dello Stato.
Queste sono Sberbank, Vneshtorgbank (VTB), Gazprombank, Rosselkhozbank e Banca di Mosca tra l'altro di proprietà della VTB.
Vietata tra l'altro l'apertura di succursali di banche estere, divieto che con l'ingresso nel WTO dovrebbe cadere.
Il depositante è garantito fino ad un massimo di 700.000 rubli (circa 17.000 euro) dall'Agenzia per la tutela dei depositanti, cifra che sembra non particolarmente elevata ma che è sufficiente in Russia per la maggior parte dei risparmiatori.
Diverse banche italiane sono comunque presenti in Russia avendo fondato delle banche nazionali come ad esempio l'Unicredit che ha fondato la International Moscow Bank nel 1989 che ha accompagnato diverse aziende italiane nel loro processo di internazionalizzazione.
È stato istituito inoltre l'Italian Desk ossia un tavolo cui gli imprenditori italiani possono rivolgersi per ottenere diversi servizi che favoriscono il loro ingresso nel mercato russo, sia dal punto di vista dei finanziamenti, sia per la ricerca di partner commerciali, ma anche per ottenere aiuto da consulenti legali e amministrativi indipendenti.
Altre banche italiane presenti in Russia sono Intesa Sanpaolo, Banco popolare, Mediobanca, Monte dei Paschi di Siena, UBI Banca. Avere la propria banca che opera in Russia è molto importante per un'azienda che si propone di operare in questo territorio, perché la banca conoscendo già il cliente non richiederà ulteriori e diverse garanzie da quelle già richieste nel mercato italiano e concederà più facilmente prestiti e sostegno a quello che è già un suo cliente.
Altri enti a supporto dell'internazionalizzazione delle imprese sono Finest, Sace e Simest.
La Finest è una società finanziaria che promuove la cooperazione economica con i Paesi dell'Europa centro-orientale, la Russia e il Nord Asia. Finest ha investito oltre 200 milioni di euro in più di 450 joint venture. La sua partecipazione al capitale sociale delle aziende interessate non può superare il 25% dell'impresa per una durata massima di otto anni. È inoltre disponibile un fondo di venture capital eccezionale destinato agli investimenti in Paesi non UE che sommato al fondo Finest può raggiungere il 49% delle quote azionarie.
La partecipazione della Finest inoltre permette alle imprese italiane di accedere alle agevolazioni previste dallo Stato italiano con la legge 100/90.
La Sace è un gruppo assicurativo-finanziario attivo nell'export credit, cioè nell'assicurazione del credito, oltre che nella protezione degli investimenti, garanzie finanziarie e nel factoring. Questo gruppo garantisce alle imprese che usufruiscono di questi servizi flussi di cassa più stabili con evidenti vantaggi soprattutto perché combattono efficacemente il rischio dell'insolvenza della controparte, rischio che ricade sull'assicuratore a fronte del corrispettivo. Questo rischio è molto elevato in transazioni internazionali nelle quali solitamente non si conosce bene la controparte e quindi non c'è la fiducia necessaria per sostenere da soli un rischio così grande. Anche le tutele giuridiche dei crediti internazionali sono più difficili da far rispettare soprattutto quando non ci sono trattati tra gli Stati riguardanti il riconoscimento reciproco dei crediti e quindi ricorrere a intermediari come Sace può risultare molto importante. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il mercato russo per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La ceramica made in Italy e il caso Altaeco.

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Visicchio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e management
  Relatore: Giuseppe Pio Macario
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

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