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L'attaccamento e i rapporti di coppia

Quattro modelli mentali nell’attaccamento adulto

Gli stili di attaccamento adulto oltre a indicare le ragioni per cui si sono formati determinati MOI si suppone siano predittivi di come i partner si comporteranno all’interno della loro relazione specialmente in situazione di stress. Come esposto nei capitoli precedenti le ricerche condotte da Bowlby, Main ed altri ricercatori insieme all’analisi delle varie interviste costruite nel corso negli anni (nell’ambito di questa ricerca ho citato la AAI e la CRRI ma ne esistono molte altre versioni alcune delle quali sono adattamenti e rielaborazioni delle stesse) hanno portato ad individuare tre o quattro categorie primarie di pattern di attaccamento che ho già sommariamente descritto. In questo capitolo userò come punto di riferimento i modelli di attaccamento messi a punto da Bartolomew e Horwitz (1991). La peculiarità di questo modello è di distinguere due stili di attaccamento distanziante, “distanziante ansioso” e “distanziante timoroso”, oltre allo stile preoccupato e sicuro per un totale di quattro stili.

I quattro stili sono ricavati dall’incrocio di due variabili bidimensionali, il modello del sé e il modello dell’altro che a loro volta possono essere “positivi” o “negativi”.

Tipi sicuri: modello del sé positivo, modello dell’altro positivo. Basso livello di evitamento dell’intimità, basso livello di ansietà rispetto all’abbandono. Sono capaci di dare e ricevere cura, conforto, sostegno. Hanno una visione di sé e del partner come persone positive e degne d’amore di conseguenza riescono a comunicare apertamente e a condividere i loro pensieri e le loro emozioni. Sono capaci di gestire la loro esperienza amorosa, di risolvere i conflitti in maniera costruttiva e di esprimere affetto al partner che descrivono spesso in termini benevoli.

Tipi preoccupati: modello del sé positivo, modello dell’altro negativo. Basso livello di evitamento dell’intimità, alto livello di ansietà rispetto all’abbandono. Mettono in dubbio di essere degni d’amore e di conseguenza sono molto preoccupati di essere rifiutati, ma allo stesso tempo sono estremamente bisognosi e dipendenti dalle relazioni. Da questo loro bisogno nasce la necessità di una vicinanza fisica ed emozionale estrema e di ricevere continue rassicurazioni da parte dei loro partner. Sono soliti dare molta cura ed attenzioni, talvolta in forma eccessiva, ma non sono altrettanto capaci di riceverne, sebbene tendono a idealizzare il partner la loro continua esigenza di conferme li porta a sentire che i loro bisogni non saranno mai completamente soddisfatti. Possono essere dei buoni comunicatori ma la loro insicurezza ed intensa emozionalità li porta spesso a non esprimersi chiaramente, per le stesse ragioni hanno difficoltà a risolvere problemi e tendono sempre ad appoggiarsi agli altri nelle loro scelte.

Tipi evitanti ansiosi: modello di sé positivo, modello dell’altro negativo. Alto livello di evitamento dell’intimità, basso livello di ansietà rispetto all’abbandono. A differenza dei tipi preoccupati hanno un bisogno relativamente esiguo delle relazioni, non si preoccupano molto di cosa gli altri pensano di loro, sono fieri della loro autosufficienza talvolta in maniera compulsiva. Nelle relazioni tendono a rimanere chiusi sia a livello fisico che emozionale, non sentono la necessità di portare supporto ai partner neppure in situazioni di stress. Quando lo fanno è perché si sentono mossi dal senso del dovere, difficilmente perché si sentono coinvolti a livello emotivo. Hanno difficoltà nella risoluzione dei problemi che preferiscono gestirsi da soli o ignorare e sono dei pessimi comunicatori. Nelle loro relazioni tendono a mantenere un atteggiamento difensivo ed emotivamente distante, tendono ad avere poca fiducia nelle persone e di conseguenza anche nei loro partner che spesso descrivono con attributi negativi. Possono essere molto critici e giudicanti.

Tipi evitanti paurosi: modello del sé negativo, modello dell’altro negativo. Alto livello di evitamento dell’intimità e alto livello di ansietà rispetto all’abbandono. Presentano alcune caratteristiche simili ai preoccupati, come loro dubitano di essere degni d’amore, sono estremamente ansiosi del futuro e sentono il bisogno di una relazione intima, tuttavia a differenza dei preoccupati che risolvono le loro paure attaccandosi in maniera talvolta soffocante al partner, gli evitanti paurosi le risolvono fuggendo dall’intimità. Ciò non significa che non sono capaci di avere relazioni intime ma solitamente hanno bisogno di tempi molto lunghi prima di aprirsi a una relazione. Una volta entrati in una relazione potrebbero avere difficoltà nell’instaurare una vicinanza fisica ed emozionale inibendo le loro effusioni amorose e trattenendo le emozioni. Quando si trovano in situazioni stressanti tendono ad evitare di chiedere aiuto al partner in quanto, a torto o a ragione, la loro percezione li porta a convincerli che al partner non importa veramente di loro. Solitamente sono persone molto delicate e vulnerabili di conseguenza hanno difficoltà a comunicare e a risolvere problemi. Tendono ad assumere un atteggiamento passivo sacrificando spesso i loro bisogni.

È importante sottolineare che i tipi sopra descritti rappresentano una funzione prototipica, è difficile incontrare persone che corrispondano completamente a questi pattern, alcune persone possono presentare aspetti che corrispondono a più di uno stile e a seconda delle circostanze o delle persone con cui interagiscono comportarsi in maniera differente. Aspetti classificati nelle categorie “insicure” inoltre non devono essere considerati necessariamente disfunzionali, in alcune situazioni possono rivelarsi delle appropriate strategie di adattamento.
Ad esempio, la capacità di intensa vicinanza dei preoccupati può rivelarsi funzionale con partner che hanno bisogno di sentirsi desiderati e valorizzati e disfunzionale quando si trasforma in intrusività e coercizione. Oppure la capacità dei distanzianti di tollerare la separazione può rivelarsi funzionale con partner che per varie ragioni non possono avere una relazione continuativa, disfunzionale quando si trasforma in disinteresse per il partner (Davila 2003).

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'attaccamento e i rapporti di coppia

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Informazioni tesi

  Autore: Eva Franchi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Discipline Psicosociali
  Relatore: Massimo Ammaniti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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