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Storia, gestazione e nascita del DSM 5 a trent'anni dal DSM-IV

La Disforia di Genere

Si tratta di una nuova classe diagnostica all'interno del DSM-5, che riflette un cambiamento nella concettualizzazione dei tratti distintivi del disturbo, che rappresenta qui un'incongruenza di genere, piuttosto che un'identificazione che travalica l'identità di genere, come avveniva nel Disturbo dell'Identità di Genere del DSM-IV.

La Disforia di Genere include due serie separate di criteri: per i bambini, e per gli adolescenti e gli adulti. Inoltre la formulazione “l'altro sesso”, come vedremo successivamente nel quadro diagnostico, è stata modificata in “l'altro genere”, in quanto il concetto di sesso risulta inadeguato quando riferito ad individui che presentano un disturbo dello sviluppo sessuale. Il termine genere risulta più appropriato poiché rappresenta il ruolo di maschio/femmina vissuto pubblicamente, e quindi legalmente riconosciuto. La Disforia di Genere si riferisce dunque al disagio che può accompagnare l'incongruenza tra il proprio genere esperito o espresso, ed il genere assegnato. Non tutti gli individui sperimentano tale disagio in relazione all'incongruenza: molti soffrono poiché il proprio desiderio di intervenire fisicamente attraverso ormoni o operazioni chirurgiche non è possibile.

La terminologia corrente è quindi più significativa rispetto a quella utilizzata nel DSM-IV, in quanto si focalizza sulla disforia, piuttosto che sull'identità, come problema clinico. Nel criterio, previsto per i bambini, “forte desiderio di essere dell'altro genere”, che sostituisce il precedente “desiderio ripetutamente affermato di essere dell'altro sesso”, si intende focalizzare l'attenzione sulle situazioni di bambini che si trovano in un ambiente coercitivo, e per questo motivo potrebbero non verbalizzare il desiderio nascosto di essere di un altro genere.

Il sottotipo "sulla base dell'orientamento sessuale" è stato rimosso in quanto la distinzione non è più considerata clinicamente utile. E' stato aggiunto, invece, un indicatore “post-transizione”, come riferimento a quei pazienti che si sono sottoposti ad almeno un trattamento, o una procedura medica, per sostenere l'assegnazione di un nuovo genere (come il trattamento ormonale).

I criteri diagnostici previsti per i bambini riguardano:

A. Una marcata incongruenza tra il genere esperito e quello assegnato, per almeno 6 mesi, come manifestato da almeno sei dei seguenti criteri, uno dei quali deve essere il criterio 1:

1. Un forte desiderio di essere dell'altro genere o l'insistenza di essere dell'altro genere (o di altro genere alternativo diverso da quello assegnato);
2. Nei maschi (genere assegnato), una forte preferenza per il travestitismo o la simulazione di abbigliamento femminile; nelle femmine (genere assegnato), una forte preferenza ad indossare solo abbigliamento tipicamente maschile e una forte resistenza ad indossare abiti femminili;
3. Una forte preferenza per ruoli dell'altro genere nei giochi di finzione o di fantasia;
4. Una forte preferenza per giocattoli, giochi o attività stereotipicamente usati o praticati dall'altro genere;
5. Una forte preferenza per compagni di gioco dell'altro genere;
6. Nei maschi (genere assegnato), un forte rifiuto di giochi, giocattoli ed attività tipicamente mascolini, ed un forte evitamento di giochi violenti e rumorosi; nelle femmine (genere assegnato), un forte rifiuto di giochi, giocattoli e attività tipicamente femminili;
7. Una forte avversione per la propria anatomia sessuale;
8. Un forte desiderio di corrispondenza tra i propri caratteri sessuali, primari o secondari, e quelli esperiti.

B. La condizione è associata a disagio clinicamente significativo o menomazione nelle aree sociali, scolastiche, o in altre aree importanti di funzionamento.

I criteri diagnostici previsti per gli adulti e per gli adolescenti sono seguenti:

A. Una marcata incongruenza tra il genere esperito e quello assegnato, per almeno 6 mesi, come manifestato da almeno due dei seguenti criteri:
1. Una marcata incongruenza tra il genere esperito o espresso e le caratteristiche sessuali primarie o secondarie (nei giovani adolescenti l'anticipazione dei caratteri sessuali secondari);
2. Un forte desiderio di liberarsi delle proprie caratteristiche sessuali primarie o secondarie a causa della marcata incongruenza tra il genere esperito o espresso (nei giovani adolescenti il desiderio di prevenire lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie);
3. Un forte desiderio di avere le caratteristiche sessuali, primarie e/o secondarie, dell'altro genere;
4. Un forte desiderio di essere dell'altro genere (o altro genere alternativo diverso da quello assegnato);
5. Un forte desiderio di essere trattati come se si fosse dell'altro genere (o altro genere alternativo diverso da quello assegnato);
6. Una forte convinzione di avere sentimenti e reazioni tipici dell'altro genere (o altro genere alternativo diverso da quello assegnato).

B. La condizione è associata a disagio clinicamente significativo o menomazione nelle aree sociali, occupazionali, o in altre aree importanti di funzionamento.

Si noti che i criteri per i bambini sono definiti in maniera più concreta e maggiormente a livello comportamentale, rispetto a quelli degli adolescenti e degli adulti. Inoltre i bambini molto piccoli esprimono molto raramente la disforia in relazione alla propria anatomia, e manifestano disagio significativo solo quando i genitori tentano di spiegargli che non fanno veramente parte dell'altro genere, ma desiderano soltanto di esserlo. L'esordio, sempre per ciò che concerne il bambino, si verifica generalmente verso i 2-4 anni, periodo che evolutivamente corrisponde al momento in cui i bambini cominciano ad esprimere comportamenti ed interessi di genere.

Le preoccupazioni relative al genere interferiscono pesantemente con le attività quotidiane, e in alcuni casi, nei bambini più grandi, ciò può comportare un fallimento nello sviluppo delle capacità e delle relazioni con i bambini dello stesso genere, conducendo ad uno stato di isolamento dal gruppo dei pari, e dunque ad un forte disagio. Alcuni bambini possono rifiutare di frequentare l'ambiente scolastico a causa di derisioni o molestie subite, o come conseguenza della pressione causata dall'obbligo di vestirsi secondo il genere assegnato. Per tali motivi la Disforia di Genere è spesso associata a problematiche emotive e comportamentali, quali i Disturbi d'ansia, depressivi e del controllo dirompente degli impulsi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Storia, gestazione e nascita del DSM 5 a trent'anni dal DSM-IV

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Guidani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Marco Bernardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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