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Cajkovskij. il difficile rapporto con il gruppo dei cinque

Čajkovskij e le ascendenze romantiche

Conoscere la vita di Čajkovskij, sebbene sia essenziale per la sua piena comprensione, non è sufficiente. Al fine di meglio individuare la sua figura poliedrica, è necessario indagare sulle ideologie e sugli stili che lo animavano. Orbene, Čajkovskij viene inserito dai musicologi nell'alveo dei musicisti romantici.

Per mere finalità espositive e di completezza, occorre rammentare come il romanticismo fu un movimento fondamentale per la cultura europea del XIX.
Lo stile romantico nacque con concezioni diametralmente opposte a quelle del classicismo. In particolare i romantici solevano ripudiare ogni qualsivoglia forma di riferimento ai c.d. miti di ascendenza greco-romana, a favore dei repertori di stampo medievale, più congeniali a far emergere lo stato della passione e dell'amore. Al secolare primato della ragione, si oppose l'importanza delle effusioni del cuore.
Il romanticismo, fu inizialmente un movimento che interessò la sola parola, il teatro e la poesia. Il sentore comune a tutti i poeti del tempo fu proprio un pervicace senso d'insoddisfazione, che nasceva dal mai risolto conflitto interiore tra la l'esigenze dell'Assoluto e il riconoscimento del Contingente.

In termini prettamente cronologici, la musica romantica occupa uno spazio temporale non indifferente, in quanto viene ricompreso tra gli inizi del 1820 fino al 1914. I tratti essenzialmente discontinui rispetto al passato, sono, innanzitutto il superamento del cosmopolitismo sovranazionale che aveva creato un humus comune durante lo stile classico, nonché la riscoperta dei canti delle tradizioni popolari.
Riprendendo le fila del discorso, Čajkovskij, oltre ad amare l'arte musicale, era un ottimo scrittore. A kamenka compose la sua prima opera lirica: il Voivoda. Sublimare la parola alle note è un compito che sempre ha appassionato i compositori lirici di ogni tempo. Infatti, l'opera è teatro completo.

Tuttavia, ciò che rendeva universale l'opera di Čajkovskij, non è tanto il tema utilizzato, bensì l'uso che veniva fatto dell'eroe. Invero, i personaggi utilizzati dallo stesso, si pensi per esemplificare ad Onegin o Tatiana, altro non sono che la trasposizione figurata dei sentimenti che lo hanno sempre animato. Čajkovskij ci ha reso un grande omaggio, in quanto ci ha reso partecipe dei suoi più profondi sogni, dei suoi tormenti. Tanto è vero che, sebbene vi siano state talune critiche, la prima esecuzione dell'opera ricevette un plauso talmente folgorante che l'autore venne chiamato alla ribalta per ben quindici volte. Il genio di Čajkovski, come in molti sanno, non si è limitato alla mera opera. Difatti lui ambiva ad essere un sinfonista.

In tal senso, la sua passione per Mozart è determinante per sua l'attività compositiva. Invero, ciò che maggiormente lo interessava del compositore austriaco, fu l'abilità con il quale riusciva ad utilizzare i sentimenti con il rigore dell'espressione. Difatti, sono in pochi che oserebbero affermare che il Don Giovanni, sebbene fosse connaturato da un rigido classicismo nella sua scrittura formale, non presenti cellule romantiche.

La premessa del Don Giovanni è prodromica al fine inquadrare lo stile perseguito da Čajkovskij, in quanto, si pensi all'opera di cui sopra, è colma di temi e slanci generalmente romantici, sebbene la sua struttura formale è assolutamente non romantica. Questa eterna lotta tra lo stile romantico e lo stile classico formale, è un tratto caratterizzante del compositore russo e cesserà soltanto con il completamento della Sesta Sinfonia, alla vigilia della sua morte.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Cajkovskij. il difficile rapporto con il gruppo dei cinque

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Sarcià
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Conservatorio Bellini di Catania
  Corso: Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania
  Relatore: Antonio Torrisi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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