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Libertà religiosa e pluralismo religioso. L'insegnamento della religione islamica nell'esperienza europea

Introduzione all’Islam europeo

Secondo le stime di un sondaggio realizzato dall’istituto di statistica Pew Forum, nel 2010 la popolazione musulmana nell’Unione europea era del 6 per cento (43 milioni di persone); sempre secondo lo stesso studio «this pattern is expected to continue through 2030, when Muslims are projected to make up 8% of Europe’s population».
Oggi la presenza islamica nell’Unione europea rappresenta una sfida complessa da affrontare e le problematiche relative al progressivo radicalizzarsi del suo insediamento riguardano ambiti molto diversi. Tali ambiti comprendono la sfera della cultura, dell’istruzione, del lavoro, della dinamica familiare e sociale. È significativo come il processo del manifestarsi dell’Islam nello spazio europeo abbia portato ad una sua progressiva ‘europeizzazione’, percepibile oggi tra le generazioni di giovani musulmani nati in Europa e, in maniera non trascurabile, nella scelta di conversione all’Islam di alcuni cittadini europei. Ne consegue che oggi è legittimo parlare di un Islam europeo, quantunque le problematiche strettamente legate ad esso non riguardino più l’emigrazione, ma sono problemi concernenti la situazione interna del nostro continente.
Il processo dei flussi migratori che ha caratterizzato l’insediamento dell’Islam ha seguito una dinamica simile in tutti i paesi dell’Unione europea. La prima grande ondata di immigrati musulmani si verifica nell’Europa occidentale negli anni Sessanta, periodo d’oro per la crescita delle economie europee. Fu proprio agli inizi di quegli anni che i Paesi europei, cominciarono a stipulare accordi per l’immigrazione con la Turchia e i Paesi del Maghreb al fine di incrementare la manodopera. L’immigrazione in Europa di lavoratori musulmani fu il risultato di una decisione presa tra i governi dell’Europa occidentale, i governi dei Paesi musulmani, i lavoratori musulmani e gli imprenditori europei. Da un lato, i governi europei al fine di accrescere l’espansione economica dell’Europa pensavano che avrebbero usufruito di manodopera a basso costo per un periodo di tempo limitato. Dall’altro, i governi musulmani credevano che in questo modo sarebbe stato possibile risolvere i crescenti problemi di disoccupazione dei Paesi islamici, e allo stesso tempo pensavano di poter contare, con i risparmi che gli emigrati avrebbero inviato alle loro famiglie, su un rientro di valuta forte dall’estero. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Libertà religiosa e pluralismo religioso. L'insegnamento della religione islamica nell'esperienza europea

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Informazioni tesi

  Autore: Giada Branciforte
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze per la comunicazione internazionale
  Relatore: Giuseppina Valentina Anna Petralia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

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Parole chiave

unione europea
islam
libertà religiosa
religione islamica
pluralismo religioso
insegnamento islam

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