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Dalla crisi all'adesione: il percorso dell'Islanda verso l'UE

Vantaggi per l’unione dell’adesione dell’Islanda

Nelle pagine precedenti abbiamo evidenziato come l’Islanda, per pura instabilità finanziaria, abbia fatto buon viso a cattivo gioco con Bruxelles presentando domanda di adesione all’UE.

L’Unione europea, da parte sua, perché ha invece accettato la richiesta islandese? Quali vantaggi ne può trarre?
Innanzitutto va sottolineato che geograficamente l’Islanda è una nazione insulare dell'Europa settentrionale, situata nell'Oceano Atlantico, tra la Groenlandia ed il Regno Unito, crocevia tra il continente americano e quello europeo, la sua posizione geografica la colloca come porta d’accesso tra l’Oceano artico e l’Oceano atlantico.

All’interno dell’UE, avrebbe un ruolo strategico non indifferente per quanto riguarda il traffico commerciale navale e aereo tra il continente americano e quello europeo. Infrastrutture e collegamenti non mancano in questa isola, solo 3 ore mezzo di volo da Londra, 5 ore e mezzo per chi proviene da New York.

Reykjavik è raggiungibile dalle città più distanti con voli interni che partono da aeroporti snelli e senza code; non esiste traffico ferroviario ma la ring road è un anello stradale, come un grande raccordo anulare, che corre tutto intorno all'isola, grande 100 mila chilometri quadrati. Non ultimi i collegamenti marittimi dai principali porti: Akureyri, Hornafjörður, Ísafjörður, Keflavík, Raufarhöfn, Reykjavík, Seyðisfjörður, Straumsvík, Vestmannaeyjar. L’estensione delle acque territoriali fa da sempre “gola” all’Unione Europea; in particolare, quelle che circondano l’Islanda hanno una storia caratterizzata da aspre battaglie, acque difese a denti stretti dagli Islandesi che ne hanno fatto una zona di pesca esclusiva solamente per le loro flotte. La sovranità su un cardine della sua economia andrebbe a decadere, perché le decisioni in materia le prenderebbe Bruxelles.

Va anche sottolineato come l’articolo 49 del trattato UE afferma che “ogni stato europeo può domandare di diventarne membro”, a maggior ragione un Paese che, rispetto ad altri i quali hanno avanzato richiesta precedentemente, da 17 anni partecipa al SEE ed è un modello di cultura democratica ben consolidata. Probabilmente l’Islanda è la democrazia parlamentare più antica al mondo, il parlamento nazionale, l'Althingi, è stato istituito nel lontano 930 e da quando l’isola è diventata una repubblica indipendente dalla Danimarca, non ha mai posseduto un esercito. Si impegna quindi al mantenimento della pace proprio come l’Unione Europea che a tal proposito partecipa ad una decina di missioni che hanno questo scopo.

È stato lo stesso Štefan Fule, Commissario europeo per l’Allargamento a sostenere in un’intervista che: “l’Islanda aderisce ai valori comuni dell’Unione”.

Come appena evidenziato, il mare affascina ma non meno dell’entroterra; infatti il sottosuolo islandese è ricco di bauxite, una materia prima dalla quale si ricava l’alluminio il cui export ha superato le esportazioni di pesce. Le materie prime sono una componente indispensabile per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ma la loro disponibilità, come emerge da un rapporto presentato il 17 giugno 2010 dalla Commissione europea, è sempre più problematica.

Il 2 febbraio 2011, la Commissione ha nuovamente sottolineato, mediante la pubblicazione di una comunicazione, il pericolo dovuto all’eccessiva volatilità dei prezzi delle materie prime. In una prima panoramica della loro disponibilità nell'UE, 14 minerali sono stati qualificati come essenziali per l'Unione Europea: antimonio, berillio, cobalto, fluorite, gallio, germanio, grafite, indio, magnesio, niobio, metalli del gruppo del platino (MGP), terre rare, tantalio e tungsteno. La bauxite non figura ancora nell'elenco ma, dato l’uso sempre maggiore per cui viene estratta e lavorata, non si esclude che in futuro la domanda possa aumentare. Attualmente nei Paesi dell’Unione Europea ci sono giacimenti solo in Francia e Ungheria ma l’Islanda potrebbe venire incontro, grazie alle sue numerose miniere, alle esigenze interne dell’UE.

La produzione di alluminio avviene mediante una complessa procedura che inizia dalla combinazione di una polvere con l'ossigeno e finisce sotto forma di lamiere per aerei, automobili e lattine, ed è in assoluto l'industria che consuma più energia al mondo. Quest’ultima costa sempre di più ma non in Islanda dove alluminio/energia “pulita” è il binomio perfetto. Il segreto dichiarato della Repubblica è nella natura, tra le ricche cascate e sotto terra: si chiamano geyeser o soffioni e fanno dell' Islanda l' unico Paese al mondo che può utilizzare quasi esclusivamente energia da fonti rinnovabili, geotermica o idrica. La dipendenza energetica dell'Unione Europea dall'esterno è in costante aumento, attualmente è al 50%.

Le importazioni di energia rappresentano il 6% di quelle totali e avvengono per il 45% del petrolio dal Medio Oriente e per il 40% del gas naturale dalla Russia; se l’Islanda entrasse nell’UE, quest’ultima si potrebbe approvvigionare in buona parte dell’isola, con l’ulteriore vantaggio che si tratta di energia pulita ad un costo inferiore rispetto a quello di Russia e Medio Oriente.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Dalla crisi all'adesione: il percorso dell'Islanda verso l'UE

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Giudetti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Informazione e sistemi editoriali
  Relatore: Giulia Maria Gallotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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