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Il recupero dei centri storici come strumento di sviluppo locale: il caso di S. Stefano di Sessanio (AQ)

Il turismo sostenibile

È proprio all’interno del più ampio paradigma della sostenibilità che si è evoluto anche il concetto di turismo sostenibile: una prospettiva d’azione e di pensiero che si è venuta consolidando e articolando sempre più nell’ultimo decennio34. Quello del turismo, è un settore, peraltro, che caratterizza fortemente diverse aree del nostro Paese. Tuttavia, in Italia, l'impatto del turismo sull'ambiente è stato solo episodicamente misurato in modo specifico, spesso in località montane o balneari a forte affluenza di turisti stranieri.

A livello territoriale, il panorama che si presenta è variegato: mentre in alcune tipologie di turismo, il concetto di sostenibilità stenta ad affermarsi, in altri si vanno consolidando usi più convincenti delle risorse disponibili. In molti casi appare evidente che la rivalutazione delle tradizioni locali e dei loro contenuti culturali, la tutela dell'ambiente naturale e il restauro dei monumenti, sono attività complementari fra loro. Questo vuol dire che le popolazioni coinvolte nel progetto debbano, non solo sopportare le ricadute dell’intervento ma anche essere capaci di portarlo avanti, praticarlo e gestirlo.

Più in dettaglio, il turismo sostenibile può essere definito come un insieme di attività che gestiscono le risorse esistenti in modo tale da soddisfare i bisogni sociali, economici ed estetici, mantenendo al contempo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica e i sistemi di supporto alla vita. Uno dei valori dei territori locali, componente principale dell’offerta turistica sostenibile e bisognoso di una comunicazione strategica appropriata, è l’ambiente naturale: risorsa che deve essere gestita ai fini di uno sviluppo sostenibile del territorio, dove con sostenibilità non si intende solo un paradigma di sviluppo, ma anche una linea di politica economica.

Sia nei paesi avanzati che in quelli in via di sviluppo, gli amministratori stanno mettendo sempre più diffusamente in atto delle politiche tese ad attrarre quote significative dei flussi turistici internazionali, attuando spesso delle vere e proprie azioni di marketing territoriale. In particolare, gli amministratori di tutto il mondo, sembrano essere attratti dalle prospettive di sviluppo turistico come strumento di valorizzazione territoriale, dalla possibilità che i redditi da turismo siano in grado di arrestare esodi e risolvere o alleviare situazioni di marginalità. Una condizione per la sostenibilità dei progetti di sviluppo, risiede nella loro armonia con i caratteri socio-economici dei sistemi locali, cosicché si devono prevedere adeguate forme di partecipazione e di coinvolgimento della popolazione locale nei progetti stessi.

Come già anticipato, il Rapporto Brundtland emesso dalla Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo nel 1987; riportava l’attenzione sulla componente umana, intesa come inserita ed agente in realtà locali nella costruzione e nell’attuazione di piani di sviluppo sostenibile, a conferma del ruolo partecipativo degli individui, o dei gruppi di individui in relazione ad essi38. Wilkinson39, considerato uno degli studiosi americani del dopoguerra più attento alle tematiche della comunità, sostiene che per definire quest’ultima è necessario partire da tre criteri essenziali: la presenza territoriale, un’organizzazione strutturale e una serie di azioni condivise. Si noti come quindi, fondamentali appaiono essere le interazioni sociali locali.

Convenzionalmente, la comunità, a sua volta, è composta da tre elementi: località, società locale e un processo di azioni collettive localmente orientate attraverso le quali i partecipanti ad una comunità esprimono i propri interessi nella local society: processo che lo studioso definisce «campo di comunità» (community field). La definizione che Wilkinson dà alla comunità, può essere, dunque, la seguente: la comunità, non è un luogo fisico, ma è un processo orientato in un luogo fisico. Essa non è la somma delle relazioni sociali di una popolazione, ma contribuisce alla completezza della vita sociale locale. Una comunità, è un processo di azioni interrelate attraverso le quali i residenti esprimono i propri interessi condivisi in una società locale. Le diverse identità delle comunità, oltre alle diverse strutture sociali che le identificano da tutte le altre, sono date dalla specificità delle modalità di relazionarsi e associarsi.

Il modello storico tipico dello sviluppo sostenibile di comunità, prevede tre stadi:

1 - Il primo stadio, era quello dove l’uomo vedeva l’ambiente come un mezzo per conseguire i propri bisogni, senza considerare il valore che esso deteneva. Questa prospettiva è conosciuta come un punto di vista antropocentrico, in cui l’uomo si riteneva esente dai principi ambientali. Il primo stadio si concluse quando il mercato globale, dovuto alla crisi universale dell’ambiente, fallì;

2 - Il secondo stadio fu caratterizzato dalla formazione delle politiche ambientali, frutto di un maggiore interesse da parte dell’uomo verso l’ambiente. La popolazione, cioè, iniziò a pensarsi parte integrante della natura. Tuttavia, i modi in cui le comunità si rapportavano con l’ambiente erano differenti: la scoperta di questa differenza, diede avvio all’era della gestione delle risorse di comunità;

3 - In questo terzo stadio, la questione centrale fu quindi la capacità locale all’azione. Le politiche ambientali si basavano cioè sui comportamenti umani: nel momento in cui l’uomo impara le leggi che governano le relazioni tra comunità e ambiente e danno così luogo a politiche significative e condivise; allora si può parlare di sviluppo sostenibile di comunità.

La prosecuzione dei vari stadi, rammenta quanto è importante la comunità per la nozione di sviluppo sostenibile.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il recupero dei centri storici come strumento di sviluppo locale: il caso di S. Stefano di Sessanio (AQ)

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Informazioni tesi

  Autore: Martina Franchi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Management e comunicazione di impresa
  Relatore: Rossella Di Federico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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Parole chiave

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