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La terapia psicologica del paziente oncologico

Interventi terapeutici di gruppo

Come già citato precedentemente, gli interventi terapeutici in ambito oncologico sono suddivisi in base alle caratteristiche della tecnica utilizzata e alla teoria a cui fanno riferimento. Tali protocolli possono essere applicati individualmente o in gruppo. Nel capitolo precedente sono stati descritti vari tipi di interventi individuali, di seguito invece verranno prese in analisi tecniche terapeutiche di gruppo.

Ponendo l'attenzione sul gruppo, inteso come “insieme di persone che interagiscono tra di loro creando una relazione”, si nota come racchiuda in sé delle grandi potenzialità di cura, favorendo la condivisione e il sostegno, facendo sentire i soggetti accettati e supportati nell'affrontare cambiamenti o fasi critiche della propria vita.

Il gruppo, come enuncia Foulkes (1967), fondatore dell'approccio gruppo-analitico, prima di tutto è “l'essere non più soli”, incentivando così il comportamento imitativo e la coesione tra i componenti, che a sua volta favoriscono la condivisione di richieste e offerte di cure, rompendo l'isolamento conseguente alla malattia. E' molto importante sottolineare che non tutti i pazienti sono in condizioni o hanno una struttura di personalità adatta per aderire ad un gruppo di psicoterapia. Sarà compito del terapeuta valutare la situazione e capire se un intervento di questo tipo può o meno essere funzionale per il paziente.

Come specificano Spira & Casden (2010), la psicoterapia di gruppo è uno dei più potenti interventi psicosociali disponibili per pazienti malati di cancro. Costituisce uno spazio in cui si affrontano insieme le principali problematiche conseguenti alla malattia, confrontandosi con persone con esperienze simili e dal possibile scambio relativamente alle incognite future, permette di vivere più pienamente ogni momento. Ciò è associato ad una migliore qualità della vita del paziente, che a sua volta ne influenza l'umore, la sicurezza e quindi le prestazioni lavorative, il rapporto coniugale e l'educazione dei figli.

In questo caso, la forza motrice del gruppo, data dal significato delle relazioni interpersonali tra i membri, è utile per migliorare la capacità di comunicazione ed espressione emozionale, sia nel qui ed ora che nella realtà esterna (Grassi et al., 2003). Questo meccanismo porta ogni individuo a sentirsi parte di un'entità, ad identificarsi nel proprio ruolo e a sentirsi indispensabile per gli altri, riacquistando fiducia in sé stesso e sentendosi meno impotente. Il tipo di supporto offerto dipende in larga misura dalla fase della malattia e dall'obiettivo della terapia.

La domanda che ci si deve porre da terapeuti sarà quindi “quali pazienti per quale tipi di terapia di gruppo” (Helgeson VS, 2000). Gli interventi possono avvenire in diverse tipologie di gruppo, a seconda dei pazienti e dell'obiettivo del trattamento, possiamo osservare:

I gruppi chiusi, che prevedono dei tempi prestabiliti di inizio e fine e richiedono a tutti i pazienti di unirsi al gruppo e rimanerci per un preciso numero di incontri.

I gruppi aperti, al contrario permettono ai membri di aderire in qualsiasi momento, per qualsiasi durata.

I gruppi semi-chiusi, permettono ai membri di unirsi quando si liberano dei posti all'interno dei gruppi ( quando un membro lascia, muore, o completa il percorso), è importante però che il paziente si assuma l'impegno per un periodo specifico.

I gruppi definiti maggiormente efficaci sotto un profilo di miglioramento terapeutico sono gruppi o chiusi o semi-chiusi, poiché vantaggiosi nella facilità del trattamento. Tuttavia possono presentare delle criticità dal momento che non ci si può inserire a percorso gruppale avviato. Diversamente, in un trattamento a breve termine, anche per i gruppi chiusi è prevista una possibilità di inserimento. Pertanto, i gruppi semi-chiusi sono i più utilizzati in terapie a più lungo termine (Spira et al., 2011).

Possono essere descritti tre stili fondamentali di intervento terapeutico in ambito gruppale, ciascuno dei quali adatto ad una differente utenza. I gruppi si possono dividere in base alla modalità con cui ogni argomento viene discusso, osserviamo quindi: uno stile deduttivo, in cui le discussioni sono proposte dai terapeuti, uno stile induttivo, nei quali gli argomenti sono sollevati dai pazienti e solamente facilitati dal terapeuta per consentire un'espressione autentica, stimolare strategie di coping e fornire supporto al gruppo; uno stile interattivo, in cui l'interazione è bilanciata tra il terapeuta e il supporto dei problemi dei pazienti (Spira JL, 1999).

Si possono distinguere in base agli stili sopra elencati diversi modelli di intervento, raggruppati in tre categorie di gruppi terapeutici, per potersi orientare tra i vari filoni in cui si è sviluppata la terapia di gruppo in ambito oncologico:
. Psicoterapie di gruppo psico-educative (Fawnzy; Cunningam e Tocco, 1989; Fobair, 1997; Cunningam, 2002)
. Psicoterapie di gruppo dinamico-esistenziali, (terapia supportivo-espressiva, terapia centrata sul significato)
. Psicoterapie di gruppo cognitivo-comportamentali (Spiegel e Bloom, 1983: Evans e Connis, 1995)
. Interventi di counselling di gruppo (Fobair, 1997)

Questo brano è tratto dalla tesi:

La terapia psicologica del paziente oncologico

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Informazioni tesi

  Autore: Cecilia Allasina
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Lorys Castelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

FAQ

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Parole chiave

cancro
psiconcologia
psicoterapia di gruppo
arti terapie

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