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Collaborazione e integrazione tra Infermiere e Operatore socio sanitario: indagine conoscitiva in campo ospedaliero

L’integrazione delle figure di supporto (OSS): punti cardine

L'integrazione delle figure di supporto all'interno dell'equipe assistenziale dipende da due aspetti fondamentali:
* Capacità dell'infermiere
* Condizioni organizzative

CAPACITA' DELL'INFERMIERE
Il profilo professionale recita: “L’infermiere, per l'espletamento delle sue funzioni, si avvale , ove necessario, dell'opera del personale di supporto”. Ma cosa si intende per “ove necessario”? Vuol dire che l'infermiere, prima della pianificazione e, quindi, dell'eventuale attribuzione di determinati atti alle figure di supporto, deve effettuare la cosiddetta analisi della complessità assistenziale.
L'analisi della complessità assistenziale è un metodo che permette all'infermiere di valutare se determinate azioni possono essere attribuibili o meno al personale di supporto, in base alle condizioni del paziente.

Questo modello identifica i bisogni assistenziali del paziente basandosi su tre dimensioni:
1. condizione di salute/malattia
2. comprensione delle proprie necessità, secondo il punto 1, e scelta dei comportamenti più idonei
3. possibilità di mettere in atto autonomamente le azioni e i comportamenti che si è deciso di intraprendere

Il punto che interessa analizzare ai fini dell’attribuzione di determinati atti alle figure di supporto, è il terzo punto. E' questo il punto in cui si prende in considerazione la possibilità che la persona possa svolgere determinate azioni in maniera autonoma e consapevole, al fine di soddisfare i propri bisogni. Naturalmente, più le condizioni cliniche sono gravi (pensiamo ad un paziente allettato), minori saranno le possibilità che il paziente possa svolgere autonomamente determinate azioni; questo implica un'elevata discrezionalità decisionale dell'infermiere che va a valutare, se effettuare direttamente gli interventi necessari , o se attribuirli al personale di supporto di cui dispone.

L'infermiere prima dell'attribuzione dovrà accertarsi che si stia agendo in sicurezza, senza alcun rischio per il paziente. Egli infatti, mantiene la responsabilità delle attività pianificatorie, della supervisione e della verifica di quanto effettuato da altri, valutando la qualità dell'assistenza fornita al paziente.

CAPACITA' ORGANIZZATIVE
Affinché vi sia una buona integrazione delle figure di supporto all'interno dell'equipe infermieristica è necessario vi sia alla base un modello organizzativo da seguire. E' comprensibile come non ci possa essere un modello universale, in quanto ogni azienda ed ogni equipe adotterà quello che più ritiene adeguato al proprio contesto lavorativo. L'importante è che alla base di ogni modello organizzativo vi siano dei punti cardine da cui non si può prescindere, ovvero: la personalizzazione dell'assistenza, l'affermazione dell'autonomia e della responsabilità professionale e il lavoro multi-professionale, basato cioè sull'interdisciplinarietà e sulla collaborazione tra le varie figure.
Proprio questo è lo scopo della mia tesi: capire se e quanto infermiere ed OSS collaborino ai fini di un'assistenza di qualità!

Questo brano è tratto dalla tesi:

Collaborazione e integrazione tra Infermiere e Operatore socio sanitario: indagine conoscitiva in campo ospedaliero

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Informazioni tesi

  Autore: Anna Federica Melica
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Infermieristica
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Gerardo Spennato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

FAQ

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