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Mindfulness: metodologia scientifica e saggezza orientale s'incontrano

I 4 momenti della mindfulness e i correlati neurali

Negli ultimi dieci anni le ricerche sulla mindfulness e sul cervello, si sono focalizzate, nel cercare di spiegare cosa succede a livello neurale, sulle quattro fasi della mindfulness. L'errore in cui i ricercatori potrebbero incorrere, però, sarebbe quello di focalizzarsi su cosa succede nel cervello senza interessarsi ai processi che stanno alla base della pratica meditativa.

Il primo passo è quello del momento presente, consiste nel porre attenzione all'esperienza presente senza giudizio. Ed ecco che subentra il secondo momento che è quello dell'attenzione, ovvero dirigere e stabilizzare l'attenzione al momento presente e in genere sul respiro. Proprio da questo punto sono partite le ricerche: dalle reti attentive.

Studi effettuati con la risonanza magnetica, hanno dimostrato che durante la meditazione il centrarsi su un oggetto, attiva regioni coinvolte in quei processi attentivi che stimolano la corteccia visiva come pure regioni coinvolte nell'orientare l'attenzione. Questi studi dimostrano che allenare queste reti a porre attenzione ad un qualcosa riduce le risposte emozionali impulsive, ridimensionando l'attività dell'amigdala.
Terzo elemento importante del processo di mindfulness è la percezione di sé; la meditazione è spesso insegnata facendo dirigere l'attenzione alle sensazioni corporee in particolare al respiro. Si è riscontrato che la meditazione agisce sul volume dell'insula e su un incremento della corteccia corticale. Questa capacità, definita esterocezione, ci permette di percepire le sensazioni del nostro corpo come nostre. Ci dà informazioni in merito allo stato generale del corpo, al livello di stress e agli impulsi comportamentali. Questa capacità è legata al sistema limbico che ci aiuta a percepire e regolare le emozioni quindi l'insula potrebbe giocare un ruolo determinante nei disturbi d'ansia. Le persone affette da ciò tendono a percepire il problema in maniera più grande rispetto a quello che è.

Il ruolo ipotizzato dell'insula nel disturbi d'ansia, suggerisce che la meditazione indotta potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella plasticità insulare e nella riduzione dei disturbi d'ansia. Inoltre sono stati riscontrati non solo degli aumenti della materia grigia insulare nei praticanti la meditazione per diverso tempo ma gli studi di fMRI hanno evidenziato una maggior attivazione delle regioni cerebrali somato-viscerali durante la pratica meditativa. La pratica della mindfulness, focalizzando l'attenzione sulle sensazioni corporee, porterebbe a dei cambiamenti a livello comportamentale riducendo la fuga dall'esperienza privata, ascoltando invece il proprio corpo. In questi cambiamenti a livello comportamentale risulterebbe un incremento della funzione di attivazione dell'insula. In particolare si è riscontrato che nei meditanti vi è una riduzione dell'attivazione della mPFC e un'attività aumentata della rete laterale destra composta dall'area viscero-somatica come l'insula, la corteccia secondaria somato-sensitiva e il lobo parietale inferiore. Nei soggetti che non praticano vi è invece una forte associazione tra l'attività nella mPFC e l'insula che è dissociata nei meditanti. Questa dissociazione potrebbe rappresentare la capacità delle persone addestrate alla mindfulness a distinguere se come osservatori di chi fa esperienza nel momento presente e sé come voce narrante di un'esperienza passata.

Ultimo passo è l'accettazione, intesa come saper accogliere tutto ciò che accade sia di piacevole che di spiacevole e spesso viene insegnata insieme alla gentilezza compassionevole. Crescenti studi attorno alle neuroscienze sociali riguardo l'empatia, il saper cogliere il punto di vista, la compassione, hanno messo in evidenza come le regioni medio frontali svolgono un ruolo importante nel comprendere ciò che provano e pensano gli altri.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Mindfulness: metodologia scientifica e saggezza orientale s'incontrano

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Informazioni tesi

  Autore: Rosella D'avola
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Rosaria Ipsaro Passione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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