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La ricusazione del giudice civile

Astensione facoltativa del giudice civile

L'articolo 51 c.p.c., al comma 2, invece, prescrive che, al di là delle ipotesi citate relative all'astensione obbligatoria, vi sono altre ipotesi in cui il giudice si astiene.
Facciamo riferimento a quelle ipotesi in cui "in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza, il giudice può richiedere al capo dell'ufficio l'autorizzazione ad astenersi"; è data, quindi, una facoltà al giudice di astensione al di là, quindi, del l'obbligo di legge.
Il giudice non "dovrà" più astenersi obbligatoriamente, ma "potrà" chiedere l'astensione dal trattare quella determinata causa; L'astensione sarà, dunque, facoltativa.
Il giudice, quindi, ai sensi del secondo comma dell'articolo 51 c.p.c, può richiedere al capo dell'ufficio l'autorizzazione ad astenersi dalla causa; qualora l'astensione riguardi il capo dell'ufficio, l'autorizzazione stessa verrà richiesta al capo dell'ufficio superiore.
Tale richiesta viene fatta dal giudice nel caso in cui vi siano "gravi ragioni di convenienza".

Tale motivo di ricusazione è come una clausola aperta in quanto è il giudice che decide di sottrarsi alla sua funzione di giudicare per motivi diversi rispetto a quelli contenuti nel primo comma dell'articolo 51 del codice di procedura civile; in questo caso è il giudice che, con una valutazione personale, ritiene seriamente di poter compromettere la sua terzietà ed imparzialità.
L'astensione facoltativa trova, quindi, origine in motivi di mera convenienza che non possono essere oggetto di ricusazione.
L'autorizzazione ad astenersi viene fatta quindi dal giudice solo nei casi di astensione di cui all'art. 51, co. 2, c.p.c. cioè per gravi ragioni di convenienza e non per le ipotesi di astensione obbligatoria.
Il capo dell'ufficio, a sua volta, di fronte alla dichiarazione di astensione del magistrato che deve giudicare la causa civile, deve rispondere con provvedimento motivato; mentre nel caso di astensione obbligatoria egli verifica la corrispondenza della fattispecie quale motivo di estensione secondo una delle cause elencate nell'art. 51, 1 co., c.p.c., nel caso di astensione facoltativa egli deve valutare la situazione di fatto rappresentata dal giudice richiedente e, di conseguenza, valutarne le ragioni; tali ragioni devono essere tali da andare a compromettere la capacità del giudice di giudicare e valutare i fatti in modo imparziale e non andare quindi a contrastare con l'articolo 111 della Costituzione. […]

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La ricusazione del giudice civile

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Conte
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Cristina  Asprella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

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Parole chiave

costituzione
astensione
indipendenza
giudice
imparzialità
corte di cassazione
terzietà
impugnabilità
magistratura civil law common law
ricusazione; recusation

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