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Musicoterapia: la riscoperta di antiche conoscenze alla luce della scienza moderna

Le basi neuropsicologiche della musica

La percezione uditiva della musica coinvolge la memoria, il giudizio, vari tipi di prestazioni intellettuali, ma anche reazioni fisiche volontarie e involontarie, tutte legate alla struttura biologica dell'individuo. L'apparato uditivo è per lo più simile in tutti i mammiferi superiori e consiste essenzialmente in un orecchio esterno, un orecchio medio e un orecchio interno. Nell'uomo l'utilità funzionale dell'orecchio ha raggiunto una notevole superiorità rispetto al mondo animale, che si esprime nella nostra capacità di comunicare mediante la parola e di apprezzare la musica; tuttavia la gamma di frequenze che può essere percepita dall'uomo è forse la più ristretta rispetto a tutti i mammiferi e va da circa 16Hz fino a un massimo di 20000 Hz, contro, per esempio, i 100000 Hz di alcuni pipistrelli e roditori. "I suoni che raggiungono l'orecchio viaggiano attraverso il canale uditivo esterno, o meato (dal latino apertura) e raggiungono l'orecchio medio dove fanno vibrare la membrana timpanica, (dal latino tamburo)"(KANDEL, 1989). I movimenti del timpano vengono poi trasmessi attraverso l'orecchio medio da tre ossicini: il martello, l'incudine e la staffa ad una membrana flessibile (finestra ovale), che a sua volta trasferisce le vibrazioni al liquido contenuto nella coclea, o orecchio interno. Le vibrazioni entrano per la fmestra ovale, passano attraverso un canale contenente un liquido che arriva fino alla fine della coclea e poi tornano indietro fino a un'altra membrana elastica, "la fmestra rotonda", la cui funzione è di disperdere la pressione prodotta dalle vibrazioni nella coclea. La coclea è un canale osseo avvolto su se stesso a forma di chiocciola e contiene l'organo dell'udito organo del Corti; in quest'organo c'è una membrana basilare dove sono localizzate le cellule recettoriali dell'orecchio interno, dette cellule ciliate, e una membrana tectoria che poggia sulle cellule ciliate. È nella coclea che i movimenti prodotti dalle variazioni di pressione sul timpano vengono trasformati nelle configurazioni di attività neurale che suscitano la sensazione uditiva. Le cellule ciliate della membrana basale sono connesse a neuroni del nervo uditivo che, quando le cellule ciliate si piegano a causa del movimento della membrana, scaricano (trasmettono un impulso nervoso). La coclea è caratterizzata dal fatto che frequenze diverse causano deformazioni diverse in punti differenti della membrana basilare: "quindi suoni di frequenze differenti stimolano cellule ciliate differenti e i segnali così prodotti vengono trasportati dall'orecchio al cervello da neuroni differenti. Il sistema uditivo è tonotopico: a tutti i livelli del sistema uditivo, i neuroni che compongono ogni struttura sono organizzati sulla base delle frequenze a cui essi sono sensibili" (PINEL, 1990). L'orecchio interno non è usato solo a scopi uditivi ma anche per stabilizzare il movimento, la lateralità e la verticalità: infatti sono in esso presenti i canali semicircolari, organi recettori del sistema vestibolare. "Il sistema vestibolare trasporta le informazioni sulla direzione e l'intensità dei movimenti della testa, e ci aiuta a mantenere il nostro equilibrio mediante I SUOI output al sistema motorio"(PINEL, 1990). Il nervo acustico collega l'organo del Corti ai nuclei cocleari che, a loro volta, proiettano ai nuclei olivari superiori, detti olive superiori. I nuclei olivari proiettano ai collicoli inferiori attraverso illeminisco laterale; tali collicoli formano sinapsi con i nuclei genicolati mediali del talamo, che proiettano, a loro volta, alla corteccia uditiva. La corteccia uditiva umana, primaria e secondaria, è situata nella scissura di Silvio (scissura laterale) e per la maggior parte localizzata nel lobo temporale, anche se alcune aree della corteccia secondaria si estendono fino alla corteccia parietale.
"All'interno del cervello il talamo, l'ipotalamo, il cervelletto e gli emisferi cerebrali della corteccia svolgono insieme un ruolo attivo per trasformare il flusso di suoni e ritmi in strutture musicali riconoscibili e conferire loro un significato emotivo e mentale. L'ipotalamo collegato da vie nervose al talamo, influenza il nostro metabolismo, i nostri ritmi di veglia e sonno e altre funzioni del corpo.È attraverso esso che gli impulsi musicali vengono trasmessi agli altri centri del cervello. Il sistema limbico che avvolge il talamo interagisce con il sistema ghiandolare endocrino che a sua volta influenza la respirazione, la pulsazione, la circolazione sanguigna e la secrezione delle diverse ghiandole"(McCLELLAN, 1991). Quando ascoltiamo della musica possiamo sperimentare il "riflesso talamico" che si esprime a livello fisico esteriore in diversi modi: per esempio battendo un piede, muovendo la testa, lasciandosi dondolare e via dicendo. La percezione del suono non è comunque di pertinenza esclusiva dell'orecchio, infatti le vibrazioni sonore vengono percepite anche dalle ossa, dalla pelle, e dagli organi cavi del corpo: questo spiega come sia possibile applicare la Musicoterapia anche alle persone sorde. L'esposizione al suono e alla musica determinano risposte fisiche, più o meno intense, come la variazione della velocità della circolazione sanguigna, della respirazione, del riflesso psico-galvanico e di altre funzioni vegetative. [...]

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Musicoterapia: la riscoperta di antiche conoscenze alla luce della scienza moderna

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Farci
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Emilio Gattico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

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psicologia
musica
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