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La Grande Nazione: modelli costituzionali nella Rivoluzione francese

La reazione termodoriana: la caduta di Robespierre, la Costituzione dell’anno III e il Direttorio

Nel 1795 fu approvata una nuova costituzione, la Costituzione dell’anno III, in base alla quale sono elettori soltanto coloro che pagano un minimo di imposte: è una costituzione censitaria, che vede la borghesia come classe trionfante della Rivoluzione francese, e non il proletariato. Tale costituzione prevedeva la separazione dei poteri (teoria, come si è già detto, elaborata da Montesquieu ne L’Esprit des lois del 1748).

La Francia resta una repubblica, ma ad indirizzo liberale-moderato, con un nuovo organo di governo, il Direttorio, costituito da 5 membri, che aveva potere esecutivo, mentre il Comitato di Salute Pubblica fu abolito.
La politica del Direttorio fu piuttosto oscillante: vi predominava una componente di nobili filomonarchici antigiacobini, si diede la caccia ai giacobini superstiti, ma le idee giacobine si erano ormai diffuse in tutta l’Europa, ed era impossibile pensare di cancellarle con un “colpo di spugna”, come erroneamente penseranno di fare le potenze europee al Congresso di Vienna, tra il 1814 ed il 18151.

La Rivoluzione francese era scoppiata come una deflagrazione tra la primavera e l’estate del 1789. Il re Luigi XVI, che aveva convocato l’Assemblea degli Stati Generali per sottoporle il grave deficit di bilancio, si trovò a fronteggiare una borghesia agguerrita, vertice del Terzo Stato, che rivendicava una Costituzione e diritti ritenuti fondamentali.

Se “fraternità, libertà, uguaglianza” (“fraternità” è un concetto laico, da non confondersi con la categoria cristiana di “fratellanza”) fu il trinomio rivoluzionario universalmente passato alla storia, in realtà la questione dei diritti fu messa a fuoco in modi diversi nelle varie fasi della Rivoluzione, passando da una prospettiva moderata ad una di democrazia radicale, e riapprodando infine al moderatismo, questa volta, però, di matrice repubblicana.

In breve la Rivoluzione diventò un fatto europeo, dal momento che la Francia venne coinvolta in un lungo conflitto con le più importanti potenze assolutistiche del continente, decise a stroncare una rivoluzione sovversiva che era costata la testa ai reali di Francia e, con loro, ad una folta schiera di aristocratici. La guerra segnerà, nel bene e nel male, le sorti della Rivoluzione, che comunque ebbe il merito di aver proposto in modo definitivo ed irreversibile un modello politico alternativo a quelli tradizionali.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La Grande Nazione: modelli costituzionali nella Rivoluzione francese

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Martini
  Tipo: Tesi di Master
Master in La Ricerca storica
Anno: 2016
Docente/Relatore: Daniele Magrelli
Istituito da: Consorzio Interuniversitario europeo "For.com."
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

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