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Le diversità culturalmente determinate percepite dall'operatore sanitario nell'incontro con la paziente straniera - Ricerca in un contesto ostetrico

Comprendere l'utenza straniera

In secondo luogo troviamo il bisogno di comprendere alcuni dei comportamenti agiti dalla paziente e dalle figure di riferimento che spesso l'accompagnano nel percorso ospedaliero.

Molte delle ricerche citate in questo studio concludono riconoscendo, nel personale e nella sua conoscenza interculturale, un punto di partenza fondamentale per un'assistenza multiculturale e propongono, per questo fine, un rinnovo, un ampliamento della formazione al personale.

A questo proposito si faranno alcuni esempi

Prima di tutto si vuole ricordare quanto detto e messo in pratica230 da alcuni autori citati nel cap. 1 e 3 che vedono nella consapevolezza culturale di chi lavora in servizi ospedalieri un passo fondamentale verso un pluralismo culturale delle pratiche terapeutiche (occidentali e non). E ancora si sottolinea, in accordo con questi studiosi, che l'intervento è utile se indirizzato a entrambe le parti coinvolte e a più livelli. In Alisei 2001 e Chiarenza questo approccio sistemico al cambiamento è ben esplicitato. Per esempio, in alcune interviste, si fa riferimento al desiderio dell'operatore che la paziente in qualche modo impari, sia educata all'uso del servizio.

Nel presente studio, però, ci si soffermerà su uno solo di questi livelli poiché è questo che viene individualizzato dagli operatori sanitari intervistati: il raggiungimento di una conoscenza più ampia dei "modi di essere" e dei "modelli assistenziali" che si concretizzano nella cultura italiana e straniera attraverso la formazione del personale

Su questo punto il gruppo di lavoro all'interno del seminario in Cidis conclude l'importanza di adottare un approccio interculturale nei modelli formativi degli operatori socio-sanitari valorizzando ciò che finora i curricoli formativi, sia umanistici, sia medici, hanno trascurato: la centralità e globalità della persona, la sensibilizzazione e conoscenza delle diverse rappresentazioni culturali della malattia e della cura236, i possibili e diversi approccio al servizio, alle terapie ai percorsi riabilitativi e di assistenza. La formazione si concentrerebbe su:

- un approccio globale alla persona, alla sua sfera bio-psico-sociale e spirituale

- un attenzione alla storia dell'individuo e all'individuazione dei suoi bisogni in quel momento in quella situazione. Il paziente straniero non deve essere guardato solo come un individuo che appartiene a quell'etnia ma anche nella sua soggettività.
Si ricorda, infatti, l'esistenza di un cambiamento di modelli referenziali dovuto all'impatto con un'altra cultura secondo il processo di acculturazione.

- conoscenza della rete relazionale del paziente, dell'ambiente socio- educativo nel quale vive

- attivare le risorse positive della paziente, risorse che derivano anche dal suo essere culturale.

- motivare gli operatori a consapevolizzare i propri vissuti nella relazione e analizzare quando e cosa questi producono. Si è parlato nel capitolo precedente di decentramento e di controtrasfer culturale e dell'utilità che questi possono avere per capire l'utente e le proprie reazioni.

- capacità di dare risposte mirate.

- capacità di riconoscere e attivare le risorse del territorio

Inoltre, potrebbe risultare vantaggioso riservare uno spazio della formazione alla competenza sulla comunicazione, intesa come capacità di ascolto e apertura verso l'interlocutore.

Si rende noto però, che tale:

1) desiderio di formazione, non sempre è pensata come "realizzabile" dall'operatore. Per esempio in alcune interviste il fattore tempo è considerato un limite:
"Sarebbe bello sapere qualcosa sulla loro cultura ma come fai? Non abbiamo tempo.".
"Per capire alcune dei loro motivi, il perché facciano certe cose…sarebbe interessante ma già fai fatica a fare quello che devi fare.".

2) la conoscenza dovrebbe essere dell'operatore sugli elementi culturali della paziente e, poi, la paziente dovrebbe conoscere il sistema sanitario italiano.
Non compare in nessun caso un bisogno di autoanalisi, di conoscenza del proprio essere culturale e di come questo possa determinare azioni, reazioni, vissuti, idee. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le diversità culturalmente determinate percepite dall'operatore sanitario nell'incontro con la paziente straniera - Ricerca in un contesto ostetrico

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Informazioni tesi

  Autore: Ernesta Zanotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Bruno Vezzani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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