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Le nuove prospettive sul legame tra psicopatia, imputabilità e trattamento

La pericolosità degli psicopatici e il rischio di recidiva: alcuni dati

Nel nostro ordinamento giuridico la recidiva è una condizione personale del reo e identifica ”Chi dopo essere stato condannato per un reato ne commette un altro” (art.99 c.p.). Più specificatamente, Ponti (1999) la definisce “… non tanto come la semplice successione cronologica di più reati, ma piuttosto come l’espressione del persistere nel tempo di motivazioni, di aspetti della personalità, di stile di vita, di condizioni ambientali per i quali un dato individuo tende a perseverare nella condotta delittuosa, talché i successivi reati risultano essere l’espressione di una continuità di condizioni agenti in senso criminogenetico e di persistenti scelte, programmi e progetti delinquenziali”.

In tale linea, si può ben comprendere come il recidivismo sia connaturato alle caratteristiche psicopatiche e antisociali, così come i giudizi di pericolosità sociale.

Anche se originariamente non è stata sviluppato come uno strumento di valutazione per il rischio di recidive, la PCL-R si è dimostrata utile nel predire il rischio di violenza futura. (Campbell, French, 2009). Una prima meta-analisi ha trovato che gli psicopatici hanno tre volte di più la probabilità di recidivare e quattro volte di più la probabilità di recidive violente rispetto ai non psicopatici. (Hare, 1988)

In alcune delle prime ricerche condotte per studiare l'associazione tra i punteggi alla PCL-R e i reati, 231 detenuti criminali di sesso maschile in Canada sono stati valutati prima del loro rilascio dalla prigione. (Hare, Hart, 1988). Lo studio ha mostrato che quasi due terzi dei detenuti appartenente al gruppo degli psicopatici ha commesso dei reati,una volta usciti di prigione, rispetto a un quarto dei non-psicopatici. Uno studio successivo su un campione di offenders in Inghilterra ha trovato che quelli con alti punteggi alla PCL-R avevano due volte di più la probabilità di commettere reati di carattere generale e nove volte di più la probabilità di coinvolgersi in reati violenti rispetto a quelli con un basso punteggio alla PCL-R. (Campbell, French, 2009)

In Italia, la sentenza delle Sezioni Unite del 2005,se da un lato ha abbracciato le moderne considerazioni della psichiatria e psicopatologia, dall’altro ha creato un impalpabile modello di infermità mentale, affiancato dall’altrettanto evanescente parametro della pericolosità sociale, che può determinare l’internamento di una persona, a tempo indeterminato, in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario (oggi REMS) - struttura che ancora non riesce a emanciparsi da una identità funzionale di ruvido controllo sociale, e da una identità esistenziale di infinita de-socializzazione. (Balbi, 2010)

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le nuove prospettive sul legame tra psicopatia, imputabilità e trattamento

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Informazioni tesi

  Autore: Roberta Di Stefano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: PSICOLOGIA CLINICA E DELLA SALUTE
  Relatore: Maria Cristina  Verrocchio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

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Parole chiave

psicopatia
imputabilità
trattamento
personalità
sentenza
mentalizzazione
opg
disturbo antisociale
antisocialità
psicologia forense

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