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Costruzione Identitaria e Crimine. Può il Crimine Soddisfare il Bisogno di Unicità?

La sindrome della volontà di potenza

La maggior parte dei killer che sviluppano questa sindrome compiono delitti a sfondo sessuale, ma Wilson sostiene che anche questo tipo di crimini ha più a che fare con la volontà di controllare e di sovrastare la vittima che di soddisfare il desiderio sessuale, infatti l’umiliazione e sottomissione della vittima corrispondo all’affermazione del proprio io e per affermare la propria individualità l’assassino ha bisogno di sperimentare un senso di onnipotenza.

Anche questo tipo di criminale sperimenta quel senso d’inadeguatezza ed inferiorità che produce un sentimento di rabbia verso gli altri. L’avere il controllo totale sulla vittima risveglia in loro la sensazione di valere qualcosa di avere la situazione in pugno e di avere il controllo di se stesso. Quando il crimine è stato compiuto l’effetto eccitante che ha svanisce e l’individuo si ritrova nella situazione di frustrazione e questo lo spinge ad agire di nuovo.

Questa sindrome di solito nasce da un backgroud familiare infelice con un altissimo grado di instabilità, che non soddisfa il bisogno di riconoscimento e di stima da parte soprattutto dei genitori che ha il bambino, spesso si tratta di genitori che vorrebbero che il figlio fosse in un certo modo, che frequentasse determinati studi o che facesse un lavoro che lo renda una persona positiva e produttiva. Quando però i gusti e le capacità del ragazzo, che come ogni figlio vorrebbe essere guardato con orgoglio, non incontrano i desideri dei genitori può accadere che il figlio venga rifiutato e vessato fino ad arrivare alla vera e propria violenza fisica e psicologica, come si può immaginare in questi contesti la comunicazione è totalmente assente.

La personalità antisociale, infatti si struttura nei primi anni di vita, il bisogno di amore diventa bisogno di rivincita, manca la compassione verso il prossimo ed andando avanti con l’età diventa sempre meno. Altri studi54 fanno notare che una grossa percentuale di questi criminali ha subito abusi sessuali o comunque è stato esposto troppo presto a contenuti sessuali spesso da membri della sua famiglia.

Un altro elemento che può determinare il senso di sconfitta, soprattutto in un individuo di sesso maschile, è lo scarso o del tutto assente successo con le donne, nella cultura occidentale, infatti, la mascolinità si misura anche attraverso questo indice, il mito di Casanova e del suo essere irresistibile agli occhi delle donne è ancora molto vivo, la dimensione della conquista è importante anche per chi ha una sessualità normale con la differenza che possono subentrare dei sentimenti e se così non fosse verso il partner rimane il rispetto che si da a chi viene riconosciuto come essere umano.

Nelle sessualità frustrate e deviate il controllo è la cosa più importante e l’altra persona non è percepita come un essere umano ma come uno strumento per arrivare al proprio fine cioè la soddisfazione della propria pulsione e il bisogno della conquista cresce fino a diventare patologico.

Spesso queste persone si chiudono in un mondo di fantasia nel quale operano la loro vendetta e tramite questo si sentono vivi, preferendolo alla realtà che per loro è priva di soddisfazioni e pesante da sopportare, per alcuni il continuo immaginare scene violente e di sopraffazione sfocia nell’azione criminale vera e propria, inoltre questi assassini, di solito, non scelgono le loro vittime completamente a caso, scelgono una categoria sulla quale vendicarsi, di solito le vittime non hanno legami sociali né fra loro né con l’assassino ma hanno tutte un particolare in comune, che può essere il colore dei capelli, la professione, l’età, insomma qualsiasi cosa che ricordi al killer la categoria responsabile della sua sofferenza.

Il caso di Robert Poulin illustra bene questa sindrome. Poulin non ha mai avuto un buon rapporto con la sua famiglia e si sente d’intralcio, infatti va a vivere da solo molto giovane per cercare di scappare da quella situazione frustrante, il padre è molto autoritario e ex membro dell’aviazione con un’ossessione per la disciplina di stampo militare, voleva per il figlio la stessa carriera ma il ragazzo non era mai stato in grado di superare le selezioni.

Robert non riesce a comunicare in modo soddisfacente con nessun membro della sua famiglia, inclusi sorelle e fratelli, e questo crea in lui un forte senso di abbandono e voglia di rivalsa. Per tutti, Robert è un giovane ragazzo nella media, silenzioso e intelligente, in realtà a causa della sua forte insoddisfazione personale cova dentro di sé un forte risentimento, infatti, pochi giorni dopo aver fallito l’ultima selezione per l’aviazione, il diciottenne rapisce, stupra e uccide una ragazza per la quale ha sempre avuto una “cotta”.

Pochi giorni dopo entra in una scuola con un fucile, spara a sette studenti e poi si suicida. Nel suo piccolo appartamento, oltre che il cadavere della ragazza, verranno trovati moltissimi giornali contenenti pornografia violenta, questo prova che il ragazzo ha speso i mesi precedenti al suo terribile gesto a fantasticare su quello che avrebbe voluto fare. Verrà trovata anche una nota in cui il ragazzo scrive che probabilmente avrebbe commesso il suicidio ma non prima di aver avuto quello che voleva, cioè avere un rapporto sessuale con quella ragazza.

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Costruzione Identitaria e Crimine. Può il Crimine Soddisfare il Bisogno di Unicità?

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Avantaggiato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze dell'investigazione e della sicurezza
  Relatore: Fabio D'Andrea
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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Parole chiave

crimine
criminologia
costruzione identitaria
unicità
tesi sociologia

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