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La Raccomandazione UNESCO sulla salvaguardia e la preservazione delle immagini in movimento

Com’è nata la Raccomandazione per la tutela e la conservazione delle immagini in movimento

La raccomandazione è «l’atto tipico che gli organi delle Nazioni Unite hanno il potere di emanare».
Viene emanata al termine di un iter procedurale, stabilito nelle Rules of Procedure concerning recommendations to Member States and international conventions covered by the terms of Article IV, paragraph 4, of the Constitution, che è importante conoscere per capire meglio i passaggi che hanno dato origine a questo atto internazionale.

Ex art. IV par. 4 dell’Atto Costitutivo dell’UNESCO, ogni Stato Membro dovrà sottoporre il testo del progetto di raccomandazione al vaglio delle competenti autorità nazionali entro due anni dalla chiusura della sessione della Conferenza Generale in cui è stato redatto. Al termine di questa fase, lo Stato Membro dovrà inviare all’UNESCO, almeno due mesi prima dell’apertura della Conferenza Generale precedente a quella in cui la raccomandazione verrà adottata, un rapporto contenete le proprie osservazioni e le eventuali modifiche da fare.

La Conferenza Generale, ex artt. 176, 187 e 198 delle Rules of Procedure, deve tenere conto di questo report per coglierne gli eventuali emendamenti da apportare al testo al fine di migliorarlo per garantire un maggior bilanciamento dei diversi interessi in gioco.

Fatte queste premesse,vediamo ora com’è nata la Raccomandazione per la tutela e la conservazione delle immagini in movimento.

La Conferenza Generale dell’UNESCO, nella sua sedicesima sessione, dichiarò, per la prima volta, che le immagini in movimento «are an expression of the cultural identity of peoples, and because of their educational, cultural, artistic, scientific and historical value, form an integral part of a nation’s cultural heritage, […] constitute new forms of expression, particularly characteristic of present-day society, whereby an important and ever-increasing part of contemporary culture is manifested».

Per tutelare questo patrimonio, nella diciottesima sessione, si avvertì la necessità di adottare uno strumento internazionale che ne favorisse la salvaguardia. Venne, inoltre, emanata la Risoluzione 3.422 con cui il Direttore Generale dell’UNESCO, ex artt. 212 e 313 delle Rules of procedure, venne incaricato di preparare, in collaborazione con le organizzazioni non governative e con quelle intergovernative che operavano nel settore degli audiovisivi, due reports: uno relativo agli aspetti legali, amministrativi e tecnici della conservazione delle immagini in movimento, e l’altro sull’eventuale impegno che avrebbero avuto gli Stati Membri ad applicare una raccomandazione o convenzione per la tutela di tali documenti.

Gli archivisti audiovisivi e i produttori cinematografici accolsero con entusiasmo la creazione di uno atto internazionale dell’UNESCO per la tutela e salvaguardia delle immagini in movimento, perché rappresentava il punto di partenza per un incremento degli studi e della ricerca in questo ambito e per l’incremento di scambi di know-how sia a livello nazionale che internazionale. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La Raccomandazione UNESCO sulla salvaguardia e la preservazione delle immagini in movimento

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Nicoletta Congiargiu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scuola speciale per Archivisti e Bibliotecari
  Corso: Lettere
  Relatore: Giovanni Paoloni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

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Parole chiave

immagini
archivio
audiovisivo
unesco
archivistica
raccomandazione
conservazione degli archivi audiovisivi
tutela archivi
recommendation for the safeguarding and preservat
struttura della raccomandazione

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