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Analisi delle dinamiche familiari attraverso il disegno infantile

Interpretazione del disegno della famiglia

Il disegno della famiglia è la proiezione del mondo interiore del bambino, delle sue attrazioni e dei suoi rifiuti, dei suoi desideri e dei suoi timori più profondi nei confronti dei propri genitori, delle persone per lui significative e di se stesso (Corman, 1987). Esso esprime la parte più intima e delicata, la sfera emotivo-affettiva sula quale si costruiscono sicurezza, stima e fiducia in se stessi, per cui è utile interpretare ciò che il piccolo riporta sul foglio per comprendere quello che lo turba, assecondando così la sua richiesta più o meno esplicita di aiuto.

Le interferenze che possono insorgere a questa età sono molteplici, dalla nascita di un fratello, alla scuola, al timore di non riuscire a soddisfare come si vorrebbe i propri genitori, alla paura irrazionale di essere abbandonato dall’adulto a causa di una separazione. Sono tutte emozioni che non sempre il ragazzo riesce a raccontare e che stanno alla base di cambiamenti nel comportamento, senza che se ne conoscano le reali motivazioni. Il disegno ê l’atto proiettivo con il quale è possibile capire i motivi che stanno alla base del disagio emotivo del bambino e col quale “si mette sulla carta quel mondo simbolico nel quale vive la ricchezza sotterranea dell’anima di ogni persona” (Crotti, 2004, p.6).

Oggi sappiamo che la famiglia ê mutata, le opportunità di dialogo all’interno del nucleo stesso sono sempre più scarse, i figli cambiano e faticano ad esprimere i loro reali bisogni, per cui anche le loro emozioni non sono sempre facili da decifrare. In questo senso il disegno può essere un testimone evidente di queste crescenti difficoltà con le varie rappresentazioni simboliche legate alle figure genitoriali e alla percezione di se stessi all’interno della propria famiglia. Infatti nel rappresentare la famiglia, il bambino non esprime solo ciò che sente, ma anche come vive l’altro e quali sono le sensazioni che prova all’interno del contesto, permettendo a chi osserva il disegno di cogliere, al di là delle personali abilità grafiche, quali siano gli aspetti positivi o negativi che possono influenzare la crescita. Analizzando correttamente il disegno si riesce ad intuire verso chi egli rivesta la propria affettività, chi sia il personaggio preso come modello di riferimento, con chi abbia maggior confidenza, ma anche chi tiene più lontano ed emargina poiché fonte di sofferenza (Crotti, 2004).

Il disegno della famiglia, molto usato come strumento diagnostico per lo studio di casi individuali, fornisce anche informazioni sull’ambiente sociale, culturale ed economico in cui la famiglia vive, poiché quest’ultima ê sempre inserita in un contesto sociale e la sua struttura, e quindi la sua rappresentazione, riflette i modelli culturali del gruppo sociale a cui essa appartiene. Ci saranno perciò profonde differenze nel modo di percepire la famiglia, di vivere i rapporti e di valutare i vari componenti del nucleo familiare da parte di bambini che appartengono a realtà differenti (Oliviero Ferraris, 2012).

Quando si osserva il disegno della famiglia, bisogna tenere conto innanzitutto dell’età del bambino, poiché mentre verso i cinque anni il piccolo è nel momento della piena identificazione con i genitori e quindi attento a recepire ed assimilare tutto quello che i genitori fanno e dicono, a nove, dieci anni il bambino in genere vive la famiglia in modo più conflittuale in quanto, pur amandoli e dipendendo comunque da loro, sente il bisogno di staccarsi per trovare il proprio spazio nel mondo. Inoltre, fin dai primi anni dai vita si notano
differenze evidenti nei disegni dei bambini rispetto alle bambine, le quali mostrano più impegno e maggiore capacità di attenzione ai particolari rispetto ai coetanei maschi. Esse raffigurano più precocemente forme e figure evolute, e anche la comparsa di modelli grafici tratti dai cartoni animati avviene prima, a dimostrazione di una maggiore capacità di adattamento alla realtà, di maggiore concretezza e di uno spirito di dedizione più raro nei maschi.

Di norma, per tutta l’infanzia permane uno scarto di 1-2 anni nel raggiungimento dello stesso livello rappresentativo da parte di femmine e maschi. Una volta appurato se il disegno eseguito dal bambino, sotto la consegna “disegna una famiglia”, sia quello della propria famiglia o di una immaginaria o sostitutiva, è importante focalizzare la propria attenzione sui messaggi contenuti negli aspetti grafici e formali dell’elaborato come la collocazione sul foglio dei vari personaggi, cura dei personaggi, ordine di rappresentazione dei personaggi, eventuali ritocchi e cancellature, espressioni dei volti e posizioni delle parti del corpo, sicurezza del tratto, accostamenti delle figure. (Magni, Crotti, 2009).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Analisi delle dinamiche familiari attraverso il disegno infantile

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Informazioni tesi

  Autore: Caterina Palermo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Ada Cigala
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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