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L'eredità di Obama: una viaggio nella storia attraverso la comunicazione

Il collettivo “Yes, We Can”

Obama, in meno di due anni, si è trasformato in un vero e proprio brand amato da tutti. In questo paragrafo esaminiamo le qualità del suo abile entourage capace di costruire un grande successo a discapito degli avversari.
In una campagna politica americana standard “le quattro figure chiave che classicamente ruotano attorno al candidato sono: il Campaign Manager, il Pollster, il Media Consultant e il Direct Mail Consultant”.
Il campaign manager è colui che definisce le linee strategiche e la tattica della campagna, valuta i punti di forza e di debolezza del candidato nonché quelli degli avversari, studia minacce ed opportunità, valuta le opzioni, procede nel definire una strategia ed un pubblico di riferimento, controlla costantemente i risultati e si occupa di supervisionare le operazioni strategiche.

Il Pollster, esperto di sondaggi, ha tre funzioni: fornire al candidato l’anatomia dell’elettorato (l’andamento delle votazioni precedenti, differenziazioni etniche e di religione, dislocazione geografica degli elettori, diversificazione per età e professione ecc.), interpretare i sondaggi riguardanti l’immagine pubblica del candidato (notorietà, percezione, simpatia), infine indicare l’ordine del giorno, le issues per argomenti e i temi di interesse pubblico (spesso si invitano gli elettori a partecipare ai focus group dando vita ad espressioni spontanee e libere da cui trarre informazioni importanti).

Il Media Consultant è il ghost writer della campagna, come responsabile dei mezzi di comunicazione si occupa di spazi a pagamento acquistati nei vari canali comunicativi, del coverage ossia della copertura giornalistica dedicata al suo candidato ed anche dell’audience, elabora altresì contenuti per i media, ricerca nuovi contatti e controlla anche l’aspetto economico promozionale.
Infine il Direct Mail Consultant è l’esperto di direct marketing che amministra i finanziamento della campagna relativi alla promozione diretta e personalizzata, mantiene i rapporti con i grandi finanziatori e gestisce l’attività di fund-raising (argomento approfondito nel prossimo capitolo).

Il Consultant Manager si eleva alla potenza e ottiene la qualifica di Spin Doctor conquistando uno spazio estremamente importante nel settore della consulenza politica. Possiamo affermare che è una sorta di risposta del mondo politico ad una crescente influenza che la comunicazione è andata guadagnando in questo ambito come in qualunque altro. Le tecniche dello Spin Doctor si differenziano per la sua argutezza nel manipolare, a vantaggio del proprio cliente, il mondo della comunicazione e particolarmente quello dell’informazione riducendo al minimo i rischi dell’esposizione mediale del candidato. Queste strategie, in definitiva, forniscono una versione “aggiustata” di un evento-notizia rendendolo vendibile ai media.

Letteralmente è il “dottore dell’effetto”, stratega capace di rendere la comunicazione favorevole a sé e al contempo nociva per gli avversari.
In cento anni l’America sperimenta un numero impressionante di trasformazioni in campo politico e quindi comunicativo. La prima agenzia di consulenza politica nasce nel 1934 al servizio del candidato Franklin Delano Roosevelt; il presidente Eisenhower fu il primo ad utilizzare gli spot pubblicitari a scopi elettorali; il primo dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza si tenne tra Kennedy e Nixon. Il suddetto confronto televisivo, già citato nel primo capitolo, si ritiene un punto di svolta nella comunicazione politica: momento in cui il medium televisivo inizia ad avere un ruolo decisivo poiché il modo di presentarsi davanti alle telecamere diventa di capitale importanza per un candidato. Buona parte del merito per il successo del confronto televisivo di Kennedy si accredita all'apporto del più stretto collaboratore Arthur Meier Schlesinger Jr., colui che scrive i discorsi della Nuova Frontiera di Kennedy.

Torniamo alle presidenziali del 2008. Alla guida dello staff di Obama troviamo due arguti strateghi: David Plouffe (Campaign Manager) e David Axelrod (Media Strategist). Molti altri collaboratori al loro servizio, provengono da campagne fallimentari precedenti, scelta che contribuisce ad aumentare il senso di riscatto grazie ad un bagaglio di maggiore esperienza basato sulla consapevolezza degli errori passati. È noto che la sconfitta possa talvolta rappresentare un vantaggio competitivo da sfruttare e che non sempre è meglio avere al seguito collaboratori vincenti con il rischio che siano privi di stimoli. La perfetta fusione tra comunicazione politica, analisi dei contenuti, analisi mediale e delle strategie di marketing politico, aiuta a realizzare una campagna efficiente focalizzata sul messaggio, la campagna in assoluto più finanziata della storia.
Di fondamentale rilevanza è la presenza di Chris Hughes (24 anni), cofondatore di Facebook il quale, nel 2007, lascia la società multinazionale per seguire e lavorare al fianco del Senatore Obama come Webmaster o meglio Media Content Strategist and Creator).

La campagna strategica guidata da Hughes è ispirata a popolari social network come MySpace e Facebook che, rivoluzionando l’uso del Web come strumento politico, ottiene due milioni di dollari in donazioni, raccolte da cifre non superiori ai 200 dollari, un dato rilevante che permette di capire l’entità di mobilitazione e solidarietà nata intorno a questa macchina politica.
Mentre il team si espande, avviandosi a vincere le Primarie, Hughes pianifica quella che chiama “Phone Calling Technology”: dopo la vittoria alle Primarie si registra una voce automatica che raggiunge telefonicamente le case al fine convincere “di persona” gli elettori e persuadere gli indecisi. Il risultato è sorprendente, quasi 4.000 feste/raccolta fondi sparse in tutto il paese. L’organizzazione dal basso (grass-roots) comincia a compiere i primi indispensabili passi utili a proiettare verso la Casa Bianca il leader democratico. Il team di Obama costruisce la campagna online e offline più integrata mai vista prima e allo stesso tempo anche la campagna più professionale in grado di abbracciare tutti i media. Nel prossimo paragrafo entreremo nel vivo delle elezioni Primarie che vedono darsi battaglia Barack Obama e Hillary Clinton.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'eredità di Obama: una viaggio nella storia attraverso la comunicazione

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Informazioni tesi

  Autore: Roberta De Angeli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni
  Corso: Comunicazione politica - Scienze della Comunicazione
  Relatore: Alberto Pagani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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