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CODICE PETROLIO. Cifrazione nel romanzo postumo di Pasolini.

L'anno-limite di Petrolio

Il 1975: l'inesistente significativo

Per cercare la soluzione ad un problema così spinoso, ci dobbiamo rifare alla concezione che Pasolini aveva della morte, che – come abbiamo visto – corrisponde a quella posseduta dal montaggio all'interno del cinema (2.3). Ebbene, l'autore di Petrolio, specialmente in Empirismo eretico, afferma più volte che finché lui non sarà morto la sua vita non potrà essere compresa, cioè non potrà avere un senso compiuto. Questa concezione non risulta affatto estranea al progetto riguardante il suo romanzo postumo e anzi viene contemplata come uno dei suoi elementi costitutivi. In effetti tra le modalità di comunicazione che l'autore sembra scegliere all'interno di Petrolio, c'è – come sappiamo – anche quella che noi abbiamo denominato come "Assenza di scrittore" e che corrisponde a quella fase dell'opera in cui entrerà in scena il curatore dell'edizione critica, che è chiamato a compiere la ricostruzione dei passi mancanti, la disposizione del materiale in paragrafi e la loro collocazione secondo un ordine (2.1). Come si vede sono tutte operazioni che l'autore compie anche da sé all'interno del manoscritto: la prima servendosi delle bozze programmatiche, con cui, sotto forma di appunti di redazione, colma agli occhi del lettore le lacune presenti in alcune parti narrative dell'opera; la seconda tramite la creazione dei frammenti, cioè di tutti quegli spazi dell'opera che sono dotati di autonomia formale e concettuale; la terza servendosi della Intestazione, cioè di quella componente testuale che si basa sia sui numeri che sulle lettere. Tutte queste azioni, però, l'autore le compie da vivo, cioè nelle fasi di elaborazione della sua opera, dunque sfruttando le tre funzioni di Presenza di scrittore, Presenza di scritto e Assenza di scritto ed hanno, quindi, un senso diverso rispetto a quelle che verranno realizzate, con l'aggiunta della quarta opzione semiologica prevista dall'autore, cioè, l'Assenza di scrittore. In quel caso a mancare sarà, appunto, soltanto lo Scrittore, cioè quella figura in carne ed ossa che è presente all'interno dell'opera come l'elemento dialettico di natura oppositiva rispetto allo Scritto, quindi per esteso rispetto alla Forma che egli sta creando. Non mancherà, invece, l'Autore, perché esso continuerà ad esprimersi non più soltanto con lo Scritto, come faceva da vivo bensì con quello strumento semiologico molto più complesso ed efficace che è costituito dalla relazione dinamica che si instaura tra lo scritto da una parte e la morte dello scrittore dall'altra.
Questa funzione consentirà al curatore di applicare la schematicità non soltanto allo Scritto, cioè all'opera nel complesso, tramite tutte quelle operazioni esegetiche che l'autore gli prescrive nel primo paragrafo di Petrolio, ma anche alla vita stessa dell'autore, che, a quel punto essendo conclusa, può annoverare l'opera da lui lasciata come uno dei suoi elementi costitutivi, da dover selezionare all'interno di un ideale montaggio di tutta la sua esperienza terrena.
Da questo punto di vista lo schema del viaggio sembra rivestire un'importanza del tutto particolare, perché – come abbiamo visto (2.5.4) – è una delle due parti dell'opera nella quale l'autore copre un arco temporale di quindici anni, dal 1960 (data della visita di Tetis e Polis a casa di Carlo) al 1975 (cioè l'anno che chiude la vicenda di Tetis col ritorno a Roma insieme allo scrittore-donna da lui cercato), che – come noto – è stato l'ultimo nella vita di Pasolini. Ebbene, noi ci chiediamo: perché nell'App. 3d, cioè nella matrice di Petrolio, l'autore usa proprio questo limite temporale, cioè perché menziona, sia pure in modo indiretto, questo anno in particolare per indicare la fine delle parti narrative se non addirittura di tutto il processo compositivo dell'opera? Questa scelta sembra prescindere dalla accidentalità della sua morte, perché l'autore stava scrivendo un romanzo e non poteva sapere che il 1975 sarebbe stato forzatamente il suo ultimo anno di lavoro. Cioè, in altri termini, ci domandiamo: se l'autore non fosse morto all'improvviso e avesse potuto continuare a scrivere, avrebbe fatto "concludere" la vicenda di Tetis ancora al 1975? Avrebbe lasciato all'interno di quell'Appunto l'osservazione 'passarono quindici anni' o l'avrebbe aggiornata di anno in anno per renderla sempre attuale? Facciamo notare che all'interno delle vicende narrative la data più recente che viene menzionata è quella dell'inverno "del '73 o del '74", coincidente con l'incontro di Carlo II coi frequentatori sotto al Colosseo, prima della Visione de Il Merda; per quanto riguarda invece le parti saggistico-elaborative l'ultima data in ordine di tempo è quella del 3 dicembre 1974, annotata in calce all'Appunto immediatamente precedente al Pratone della Casilina. Come si vede, entrambe sostanzialmente si equivalgono. Ora, trovandoci di fronte ad una indicazione temporale che è successiva ad esse (il 1975 appunto) ci dobbiamo chiedere: si è trattato di un caso o c'è un motivo ben preciso?
Una prima soluzione potrebbe essere quella che l'autore ha scritto l'App. 3d nel 1975, quindi pochi mesi prima della sua morte e ha dato all'episodio descrittovi l'ancoraggio temporale più attuale possibile al momento della sua composizione. Questa ipotesi appare plausibile visto e considerato che i frammenti dove compaiono quelle due date del 1974 viste sopra, non si trovano alla fine del libro, ma in posizioni intermedie: la prima (3 dicembre) figura a p.200, la seconda (inverno del '73 o '74) a p. 320, quindi rispettivamente a circa 1/3 e 2/3 dell'opera. Inoltre l'App. 3d presenta un titolo Prefazione posticipata, che teoricamente farebbe pensare proprio ad una sorta di aggiunta successiva che l'autore ha fatto all'opera. Quindi, se questa ipotesi è vera, si deve dedurre che l'autore per qualche motivo aveva deciso di circoscrivere le vicende narrative di Petrolio al periodo compreso tra il 1960 e il 1975 e che lo schema del viaggio intendesse rappresentare, sia pure in forma allegorica, il sunto di questi quindici anni. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

CODICE PETROLIO. Cifrazione nel romanzo postumo di Pasolini.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Taffi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università per stranieri di Siena
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Lingua e cultura italiana
  Relatore: Pietro Cataldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 691

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