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Il Figlicidio: Cause Genetiche e Psicologiche

Figlicidio e Psicopatologia

La letteratura ha evidenziato che soprattutto le primipare appaiono molto vulnerabili nel post-partum e necessitano di un adeguato supporto emotivo da parte del partner, della madre, di altri parenti e di esperti per l’accudimento del piccolo, l’allattamento e il riconoscimento dei segnali di benessere e di malessere del bambino. Il rientro a casa, l’allattamento, l’adattamento ai ritmi biologici del bambino sono i principali vissuti del puerperio.

La neo-mamma può temere di fallire nel suo ruolo e questo le procura ansia e talvolta uno stato depressivo. Per questo è possibile che insorgano disturbi psicopatologici ai quali si presta sempre maggiore attenzione nell’ambito della prevenzione e del trattamento [30]. È senza dubbio vero che le definizioni psicopatologiche assumono una significativa rilevanza nell’ambito clinico; queste riguardano con maggior incidenza: i disturbi dell’umore, la Sindrome di Münchausen per procura, la Battered Child Syndrome, le psicosi puerperali, i disturbi di personalità e la schizofrenia [31].

I cenni eziologici che caratterizzano l’esordio di uno specifico disturbo coinvolgono diversi fattori quali: l’innesco dovuto a sottostanti predisposizioni alla psicopatologia psichiatrica e i cambiamenti fisiologici e ormonali determinati dalla gravidanza. In queste circostanze la gestazione e il parto si andrebbero a configurare come evento stressante, come un particolare accaduto nella vita della donna che richiede una specifica capacità di adattamento al nuovo stato, al nuovo ruolo. Nel momento in cui ella viene sopraffatta e la capacità di adattarsi non è più funzionale, allora può intervenire uno scompenso a carico della personalità e può verificarsi l’insorgere di una psicosi nei casi più gravi.

Comunque sia la possibilità di un’implicazione di questi stimoli complessi con la patologia è da valutare, caso per caso, in relazione alle modalità tramite le quali la persona percepisce l’evento stressante. Stressor che si possono riscontrare sia a livello sociale che famigliare, sia distribuiti lungo un arco temporale duraturo oppure con una comparsa riconducibile ad un determinato momento, come ad esempio il post-partum, in cui il comportamento aggressivo della madre potrebbe condurre a manifestazioni quali l’infanticidio o il figlicidio.

Vari studi hanno dimostrato la correlazione tra malattia mentale della madre e il figlicidio. Secondo lo studio condotto da Stanton et al. [32] su sei donne, queste hanno descritto la loro esperienza di malattia mentale (si presume psicosi puerperale) come particolarmente intensa e soprattutto stressante, al contrario scorreva fluida e serena la descrizione del loro investimento affettivo verso i figli.

Queste madri non hanno riferito preavvisi o pianificazioni dell’atto omicidiario, ma al contrario la descrizione dei loro figli e delle loro rispettive cure materne si mostrava ordinaria e nella norma; la motivazione è stata dichiarata come altruistica o come tentato suicidio allargato. Da questo studio si evince come sia particolarmente difficile individuare i fattori di rischio e prevenire questi figlicidi materni causati da malattie mentali, se non si hanno dei buoni strumenti di valutazione diagnostica dei sintomi mostrati dalla madre, ma ci aiuta a capire quanto per la donna la gravidanza può rivelarsi un evento stressante e complicato da gestire.

Un altro studio di Flynn et al. [33], condotto sulla base di tutti i casi di figlicidio in Galles e in Inghilterra, ha mostrato come le madri rispetto ai padri molto probabilmente avevano una storia alle spalle di disturbo mentale (66% v 27%) e sintomi al momento del reato (53% v 23%), più spesso affettivi. Il 17% delle madri ha avuto schizofrenia o altri sintomi deliranti. Nel complesso l'8% ha avuto la schizofrenia. 37% erano malati di mente al momento del reato. Il 20% era stato in contatto in precedenza con i servizi di salute mentale, il 12% entro un anno dal reato.

Da questi dati si può concludere e dire che nella maggior parte dei casi, la malattia mentale non era una caratteristica di figlicidio. Tuttavia, giovani madri con grave malattia mentale, soprattutto disturbi affettivi e di personalità, richiedono attenzione e monitoraggio da parte dei servizi di salute mentale e altri servizi di supporto.

A questo punto appare necessario sviluppare una panoramica in merito ai disturbi psicopatologici che si connettono con il figlicidio che fino ad ora sono stati semplicemente menzionati:
- disturbi dell’umore: per cui la madre che ne è affetta di frequente trascina il figlio nel suo mondo privato, negativo e a volte connotato da deliri;
- psicosi puerperale: questo tipo di disturbo si mostra come un innesco per una predisposizione ad una patologia psichiatrica o come un riattualizzarsi di una psicopatologia anteriore;
- Sindrome di Münchausen per procura: sindrome che, in seguito alla ripetuta induzione di sintomi o lesioni nel bambino, potrebbe concludersi con il fenomeno del figlicidio o dell’infanticidio;
- Bettered Child Syndrome: conosciuta anche come Sindrome del Bambino Maltrattato. Essa potrebbe intravedere nel figlicidio l’esito di violenze, abusi e percosse ai danni del figlio;
- disturbi di personalità: più specificatamente il disturbo borderline, narcisistico e dipendente di personalità;
- schizofrenia: nello specifico il sottotipo di schizofrenia paranoide.
[…]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Figlicidio: Cause Genetiche e Psicologiche

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Giotta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinica e della Salute
  Relatore: Valentina Gatta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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