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Analisi geografico-fisica multitemporale del Torrente Dendalo

Inquadramento geografico del bacino del Torrente Dendalo

Il Torrente Dendalo (in alcune tavolette topografiche più datate possiamo lo possiamo ritrovare anche con il nome di Dentolo) è collocato nella porzione centro orientale della Regione Abruzzo scorrendo interamente nella fascia pedemontana abruzzese; in particolare questo fiume ha il suo punto più a monte al di sotto del centro abitato di Guardiagrele, in località Piana San Bartolomeo, a circa 437 m s.l.m. e scorre per un tratto di 22 km di lunghezza prima di confluire in riva idrografica destra nel fiume Foro ad una quota di circa 20 m s.l.m., nei pressi di Miglianico. Di conseguenza esso si estende interamente nel territorio amministrativo della Provincia di Chieti.

L’area si sviluppa nel foglio 147 della vecchia Carta d’Italia in scala 1:100.000 e nelle tavole 147 I SW e 147 IV SE della vecchia Carta d’Italia in scala 1:25.000, nei fogli 361 e 370 della nuova Carta Topografica d’Italia, scala 1:50.000 e nelle tavole 361 Est e 370 Est della nuova Carta Topografica della Regione Abruzzo in scala 1:25.000.

La porzione di bacino del Torrente Dendalo considerata nello studio si chiude poco più a Nord della centrale della Snam, proprietaria della rete metanifera italiana, che da diversi anni e fino alla frana del 2005, estraeva gas nel sito di Colle di Paolo, nel comune di San Martino sulla Marrucina (figura 4.1).
I comuni che sono all’interno di tale bacino sono: Casacanditella, Filetto, Guardiagrele, San Martino sulla Marrucina.
Esso scorre orientativamente con una direzione N-S fino alla Frazione Semivicoli (Comune di Casacanditella), per poi deviare e proseguire il proprio cammino in direzione SO-NE fino al punto di confluenza con il Fiume Foro.

Orografia
L’area studiata si trova interamente nella fascia pedemontana e collinare abruzzese (ampiamente discussi nei capitoli 2 e 3) e le quote sono quelle tipiche di queste zone: la zona è più elevata è quella di Guardiagrele, con una quota che raggiunge i 576 m s.l.m., per arrivare alla quota più bassa che è di 156 m s.l.m. nei pressi del punto di chiusura del bacino, nei pressi di Piano Palomba. Nel mezzo quote piuttosto varie: si va dai 531 m di Colle Martino, ai 494 m della Madonna delle Grazie, ai 479 m la Piana della Venna, ai 440 m di San Martino sulla Marrucina, ai 435 m di Colle Grande, ai 430 m di Filetto, fino alle quote più basse che sono rappresentate dalle zone più a Nord del bacino e in prossimità del corso del Torrente Dendalo.

Tipica del settore pedemontano è la diminuzione dell’energia di rilievo avvicinandosi verso la costa. In particolare, i rilievi collinari sono caratterizzati da interfluvi subpianeggianti o debolmente ondulati, solcati da profonde incisioni dei corsi d’acqua. Le pendenze sono comprese, in genere, tra il 5% e il 40%. Nella carta delle pendenze dell’area si può osservare quanto descritto in precedenza; si vede come, nelle zone interne al bacino idrografico analizzato, i versanti presentino una pendenza media (circa 15%), con rare zone pianeggianti o subpianeggianti e una prevalenza di pendenze comprese tra il 10% e il 35%; si rinvengono aree con pendenze maggiori del 35% soprattutto ai limiti esterni del bacino ed in prossimità dei centri abitati. Le zone subpianeggianti presenti in carta, invece, vengono riscontrate soprattutto all’esterno del bacino idrografico.

Idrografia
Come detto già in precedenza, il Torrente Dendalo ha il suo punto più a monte nei pressi della località di Piana San Bartolomeo (ad Est del centro abitato di Guardiagrele), ad una quota di circa 437 m s.l.m. e compie un percorso di circa 7,680 km per arrivare al punto di chiusura del bacino. In questo tratto ha un andamento circa N-S.
Se consideriamo la totalità del Torrente è possibile descrivere il pattern con caratteristiche di tipo a parallelo in quanto il Dendalo e il Fiume Foro in cui esso confluisce hanno un andamento più o meno parallelo con andamento SO-NE; se invece andiamo a considerare esclusivamente il bacino in esame, il pattern può essere descritto come dendritico (figura 4.1), tipico di terreni omogenei ed impermeabili ad acclività non molto elevata.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Analisi geografico-fisica multitemporale del Torrente Dendalo

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Informazioni tesi

  Autore: Cristiano Carabella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Geologia e risorse naturali
  Relatore: Enrico Miccadei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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