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La questione di fiducia

La crisi di governo di natura parlamentare dovuta a voto di fiducia negativo

Per crisi di governo s'intende quando il venir meno del rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento cui consegue l'obbligo di dimissioni del Governo come stabilisce l'art. 94.1 Cost. Come si è detto la fiducia accordata con apposita mozione motivata dalle Camere al Governo deve permanere per tutto il tempo in cui è in carica il Governo stesso, a meno che essa non venga revocata attraverso la votazione di una mozione di sfiducia anch'essa motivata.

La crisi di governo può essere parlamentare o extraparlamentare, a seconda della crisi le dimissioni del governo possono essere: obbligatorie a seguito di sfiducia delle Camere, di rito a seguito di elezione del Presidente della Repubblica, facoltative nel caso di rapporti mutati con la maggioranza. La crisi di governo è considerata di tipo parlamentare quando il Governo è colpito da una mozione di sfiducia da parte di una delle due Camere (art. 94, comma 5, Cost.), ovvero quando il nuovo Governo non riesce ad ottenere la fiducia iniziale da parte di queste (art. 94, comma 3, Cost.) o, in caso di voto contrario da parte di una Camera quando il Governo abbia posto una questione di fiducia (art. 161, comma 4, regolamento Senato; art. 116 regolamento Camera).

Le cause di una crisi di Governo parlamentare come detto in precedenza possono riguardare: la mancata concessione della fiducia iniziale, l'approvazione di una mozione di sfiducia, il voto contrario ad un provvedimento su cui era stata posta una questione di fiducia. Il venir meno quindi della fiducia di una delle camere porta alla crisi di governo. Nella nostra storia repubblicana, prima delle cadute del Governo Prodi del 1998 prima e del 2008 poi, mai nessuna crisi è avvenuta a seguito di un voto negativo di una questione di fiducia.(trattandosi di crisi di governo di tipo parlamentare).

Il governo Prodi del 1998 era sostenuto da una maggioranza di centro sinistra che comprendeva il partito "l'ulivo" e il partito "della rifondazione comunista". Proprio il partito della rifondazione comunista aveva votato la fiducia iniziale al Governo, con la riserva però di verificare volta per volta la permanenza del rapporto fiduciario, avendo in questo modo un altissimo potere decisionale sulla maggioranza di governo. I dissidi ci furono fin da subito con l'approvazione della manovra finanziaria ma questi sono sempre rientrati fino al 1998.

La crisi definitiva per il Governo Prodi, avvenne in occasione della presentazione alle Camere della legge finanziaria. Il Presidente decise di verificare in questa occasione la sussistenza della maggioranza parlamentare attraverso la questione di fiducia sulla risoluzione sulla legge finanziaria prima del dibattito. La risoluzione venne respinta con 1 voto contrario ( il primo caso nella storia repubblicana) e il Governo si dimise a causa di questa votazione. Per la prima volta ci fu quindi una crisi che come afferma Di Andrea "nata e sviluppata in Parlamento che trovò la reiezione dello strumento sul quale era stata posta la questione di fiducia".

Nel 2008 ci fu un'altra crisi sempre con Prodi presidente, anche in questo caso crisi di natura parlamentare. I dissidi anche in questo caso nacquero con un partito che faceva parte della maggioranza l'Udeur cui leader era l'allora Ministro della giustizia Clemente Mastella. [...]

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La questione di fiducia

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Informazioni tesi

  Autore: Gaetano Di Mare
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Andrea Patroni Griffi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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