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Responsabilità medico-sanitaria nell'ordinamento spagnolo

Organizzazione del Sistema Nazionale della Salute (SNS) spagnolo e del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano

In Spagna, il Consiglio Internazionale del Sistema Nazionale della Salute (Consejo International del Sistema Nacional de Salud CISNS) è l’organo permanente di coordinazione tra le Comunità Autonome (le regioni) e l’Amministrazione Generale dello Stato e ha come finalità quella di promuovere la coesione del Sistema Nazionale della Salute attraverso la garanzia effettiva dei diritti in tutto il territorio.

Lo compongono il Ministro della Salute, dei Servizi Sociali e dell’Uguaglianza e i consulenti per la Sanità delle Comunità Autonome e delle città con Statuto Autonomo.
Conformemente a quanto previsto nella Legge Generale della Salute, le differenti Comunità Autonome hanno approvato le loro rispettive norme nelle quali, mantenendo i principi fondamentali della Legge, stabiliscono la pianificazione delle loro risorse e la struttura del loro Servizio Autonomo Sanitario (Servicio Autonomo de Salud). Il Servizio Sanitario di ogni Comunità Autonoma comprende tutti i servizi e i centri sanitari pubblici della stessa, costituendosi come un organo di gestione dell’insieme dell’assistenza sanitaria pubblica della Comunità Autonoma. Ogni Servizio Sanitario dipende a sua volta dal corrispondente dipartimento sanitario del governo autonomo (Assessorato alla Sanità, Consejeria de Sanidad), il cui compito è quello di elaborare le direttrici e le normative sul finanziamento, sulla pianificazione e sulla salute pubblica all’interno del proprio ambito territoriale.

Dato il carattere universale e solidale del Sistema Nazionale della Salute, lo stesso deve assicurare l’uguaglianza nell’accesso ai servizi per tutti i cittadini.
Il SNS si organizza in due livelli o contesti assistenziali, nei quali l’accessibilità e la complessità tecnologica si incontrano in relazione inversa.

I Servizi Sanitari di primo livello (Assistenza Sanitaria di Base, Atencion Primaria del Salud, AP o APS) si caratterizzano per la loro accessibilità e capacità di affrontare pienamente i problemi di salute più frequenti. Il secondo livello (Assistenza Specializzata, Atencion Especializada) possiede i mezzi diagnostici e/o terapeutici di maggiore complessità e costo all’interno del sistema, ai quali si accede per indicazione dei medici dell’Assistenza Sanitaria di Base.

Quest’ultima si presta nei Centri di assistenza primaria, dove lavorano equipe multidisciplinari costituite dai medici di famiglia, pediatri, personale infermieristico e amministrativo; è, inoltre, prevista anche la presenza di assistenti sociali, ostetriche e fisioterapisti; data la loro disposizione all’interno della comunità, vengono affidati a questo livello i compiti di promozione della salute e di prevenzione delle malattie.
L’assistenza specialistica viene prestata nei centri polispecialistici e negli ospedali; in seguito al loro parere, il paziente insieme al corrispondente dato clinico, tornano nuovamente dal medico di assistenza di base il quale, disponendo dell’insieme dei dati della “biografia sanitaria” del paziente, garantisce una visione clinica e terapeutica globale.
All’interno di questa organizzazione, l’ubicazione delle strutture assistenziali risponde ad una pianificazione su distretti geografici delimitati, chiamate Aree della Salute (Areas de Salud), che stabilisce ogni Comunità Autonoma tenendo in considerazione fattori di diversa indole ma, soprattutto, rispondendo al criterio di prossimità dei servizi agli utenti.

Possiamo quindi notare come le competenze sanitarie siano così suddivise:
- Amministrazione dello Stato: Coordinamento della Sanità, Sanità Internazionale, politiche sui farmaci, gestione dell’INGESA.
- Comunità Autonome (le regioni): Pianificazione sanitaria, Salute pubblica, gestione dei servizi di salute.
- Aree della Salute: figure fondamentali del SSN, responsabili dei Centri di Salute e delle loro prestazioni (a loro volta, tali Aree si suddividono in Zone Basiche dove si trovano i, già citati, Centri di assistenza primaria, all’interno dei quali operano le Equipe di assistenza primaria).

Per l’assistenza in caso di patologie complesse, rare o che richiedono un alto livello di specializzazione tecnologica e professionale, il Sistema Nazionale della Salute conta sui cc.dd. Centri di Assistenza e Unità di Riferimento (Centros Servicios y Unidades de Referencia, CSUR).
I CSUR del Sistema Nazionale di Salute devono garantire la copertura su tutto il territorio nazionale e soddisfare tutti i pazienti a parità di condizioni indipendentemente dal loro territorio di residenza, e fornire l’assistenza di team multidisciplinari: assistenza sanitaria, supporto per conferma diagnostica, definizione di strategie terapeutiche e di monitoraggio, attuazione di consulenze per le unità cliniche che si prendono cura di questi pazienti, garanzia della continuità dell’assistenza nelle varie fasi della vita del paziente (bambino-adulto), valutazione dei risultati e offerta di formazione agli altri professionisti.

Qualunque Centro o Unità che si proponga per essere un CSUR deve contare sull’autorizzazione sanitaria di funzionamento ed essere presentato come candidato dalla Comunità Autonoma del luogo in cui è sito.

In Italia, la Legge n. 833 del 23 dicembre 1978 istituiva il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), e riformò l’intera disciplina della sanità italiana, riordinando l’organizzazione ospedaliera del Paese. Essa è anche riconosciuta come la prima riforma sanitaria, realmente significativa per tutto il sistema sia sotto il profilo istituzionale, con la creazione delle USL (Unità Sanitarie Locali trasformate poi in ASL, Azienda Sanitaria Locale), sia sul versante strutturale e funzionale inaugurando un sistema basato sui principi di unitarietà e universalità.

Tali principi su cui si basa il SSN sono ispirati all’art. 32 della Costituzione il quale dispone che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, tale diritto in esame è l’unico ad essere qualificato come inviolabile dalla Costituzione e si sostanzia nell’integrità fisica e psichica.

Compongono il SSN: IL Ministero della Salute, che coordina il piano sanitario nazionale, ferme le competenze costituzionalmente garantite delle Regioni; una serie di enti e organi a livello nazionale, quali il Consiglio Superiore della Sanità (CSS), l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), competente per l’attività regolatrice dei farmaci in Italia, l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL) incorporato nel 2013 dall’INAIL, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS) e i servizi sanitari regionali che a loro volta comprendono le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e le Aziende Sanitarie Locali (ASL) e le Aziende ospedaliere (AO), attraverso le quali le regioni e le province autonome garantiscono l’assistenza sanitaria.

Il Servizio sanitario nazionale è caratterizzato da un sistema di "programmazione sanitaria" che si articola nel Piano sanitario nazionale, che ha durata triennale (anche se può essere modificato nel corso del triennio) ed è adottato dal Governo, su proposta del Ministro della salute tenuto conto delle proposte provenienti dalle regioni; e nel Piano sanitario regionale, che rappresenta il piano strategico degli obiettivi per gli interventi di salute e il funzionamento dei servizi per soddisfare le esigenze specifiche della popolazione regionale anche in riferimento agli obiettivi del Piano sanitario nazionale. Le regioni, entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in vigore del Piano sanitario nazionale, adottano o adeguano i piani sanitari regionali.

L’iscrizione al SNS è obbligatoria per i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia e in regola con il permesso di soggiorno. I bambini nati in Italia devono essere iscritti al Servizio Sanitario acquisendo così il diritto all’assistenza. Per effettuare tale iscrizione occorre recarsi negli uffici dell’Azienda Sanitaria della zona di residenza e si ha, in tal modo, garantita l’assistenza da parte del medico di medicina generale (medico di famiglia) o del pediatra di libera scelta, che rappresentano il primo riferimento per la salute dei cittadini.

L'assistenza sanitaria è assicurata a tutti i cittadini (italiani e stranieri aventi diritto) attraverso una rete di servizi (assistenza medica e pediatrica, farmaceutica, specialistica ambulatoriale, ospedaliera, domiciliare e dei consultori pubblici). Al momento dell’iscrizione al Servizio Sanitario viene rilasciata quella che un tempo era la tessera sanitaria e oggi è la Carta Regionale dei Servizi (CRS), una smart card elettronica.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Responsabilità medico-sanitaria nell'ordinamento spagnolo

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Informazioni tesi

  Autore: Annarita Picardi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianluca Scarchillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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