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Le Benchmark Dates nelle Relazioni Internazionali

1989-1991: profondo cambiamento e impatto globale?

La fine della Guerra Fredda ha generato un cambiamento epocale rappresentato dal passaggio da un sistema bipolare ad uno multipolare. Il concetto di sistema fu introdotto dal realista Morton Kaplan che, nei primi anni del secondo dopoguerra, tentò di incanalare nel pensiero realista il comportamentismo (behaviorism); pertanto, nel linguaggio scientifico delle Relazioni internazionali, entrò il concetto di sistema, che meglio descriveva la contrapposizione del tempo fra Stati Uniti e Unione Sovietica (Diodato, 2013).

Quello della Guerra Fredda era, secondo Kaplan, un sistema “bipolare elastico”, e cioè un sistema in cui due superpotenze dominanti guidavano due blocchi di attori contrapposti in cui erano presenti altri attori non integrati, ma liberi di schierarsi con l'uno o l'altro dei blocchi in dipendenza dei loro interessi soggettivi (Belli, 2004). La polarizzazione del sistema internazionale è invece, nelle teorie delle Relazioni internazionali, un importante indice del suo funzionamento nonchè indicativo per la definizione delle condizioni che generano le guerre (Belli, 2004). Il mutamento del sistema e, conseguentemente, della polarizzazione di questo, che si venne a creare dopo gli avvenimenti del biennio 1989/91, rappresenta chiaramente un fattore di rilevante importanza per la classificazione, di queste due date, come Benchmark Dates di terzo livello (Tertiary Benchmark Dates).

Tuttavia oltre agli effetti riguardanti l'esito del lungo conflitto bipolare USA-URSS, che, come analizzato dallo storico J.L. Gaddis, maldestramente le teorie previsionistiche delle Relazioni internazionali hanno tentato di prevedere, tra la fine degli anni dell'edonismo Reganiano e l'inizio degli anni ’90, il contesto internazionale, apparentemente pacifico, non ha previsto che, nei decenni successivi, si sarebbe dovuto confrontare con l'eredità che questo nuovo assetto multipolare gli avrebbe riservato.

Quelle pressioni e rivendicazioni nell'Europa dell'est, figlie della caduta del muro e della dissoluzione dell'URSS, di cui si parlava precedentemente, coinvolgono più aree del mondo, non riducendo la situazione a locale/regionale, ma, al contrario, rendendola globale.

La caduta del muro costituì inoltre un “revival della geopolitica” (Diodato, 2011), e cioè un ritorno allo studio scientifico di questa disciplina, accantonata per diversi decenni in quanto ritenuta uno strumento del nazismo. Essa ritornò “di moda” con il contributo del presidente Ronald Reagan, seppur quest'ultimo ne fece un uso ideologico e propagandistico rivolto al solo popolo americano, e, per una più completa e precisa visione del “nuovo” contesto internazionale, questa novità ha costituito un importante cambiamento nel mondo scientifico, ora quei nuovi interessi e quelle nuove pressioni che di li a poco si sarebbero venuti a verificare potevano essere meglio interpretati e fronteggiati.
Infine quelll'intervallo di tempo che sussiste tra la caduta del Muro nel 1989 e la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991 dimostra come, ques'ultima data, rappresentante un evento di portata storica per significato e dimensioni, sia stata un'inevitabile conseguenza di quel primo momento in cui si avviò un processo che, almeno nelle intenzioni dei fautori del tempo, avrebbe dovuto aprire la strada verso un nuovo mondo.

Pertanto l'impatto globale di queste due Benchmark Dates generato dall'abbandono di un'ideologia dominante prevalentemente in Eurasia (con potenziale dilagamento anche a Occidente), la caduta del muro con la conseguente riunificazione della Germania e la dissoluzione dell'URSS con le successive proclamazioni di indipendenza delle ex 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche, ha senza dubbio influito profondamente sul modo di concepire il “nuovo mondo”, rappresentando una combinazione fra profondo cambiamento e impatto globale tanto da possedere quei “parametri” di Benchmark Dates di primo livello (Primary Benchmark Dates) ridelineati da Buzan e Lawson.

Un impatto globale non definito, ma anzi in continuo fermento, causa di tensioni, di strategie politico-militari e di incertezza che, mista a difficoltà socio-economiche nonchè istituzionali, ha relegato il mondo ex sovietico e, conseguentemente, gran parte del contesto internazionale ad un clima turbolento e in continua ridefinizione. In altri termini è rilevante per le diverse motivazioni riportate nei precedenti paragrafi, sottolineare come il 1989 e il 1991 non debbano essere inquadrate come Benchmark Dates di terzo livello (Tertiary Benchmark Dates) poichè il loro impatto globale e le loro conseguenze non riguardano esclusivamente una singola area locale/regionale.

E' infine opportuno ribadire come, al fine di attualizzare la rilevanza di una data, tra le conclusioni a cui Buzan e Lawson giungono, il “reassessment” rappresenti un paramento fondamentale, consentendo alle date la possibilità di “muoversi verso nuove direzioni” nel corso del tempo in modo da garantire una maggiore flessibilità delle stesse al fine di adattarle a seconda degli sviluppi delle loro conseguenze.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le Benchmark Dates nelle Relazioni Internazionali

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Broccoletti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Comunicazione Internazionale
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Emidio Diodato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

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