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L’inclusività come proposta per la realizzazione degli obiettivi museali nell’età contemporanea

I bisogni legati alle identità e i diversi tipi di visitatore che ne derivano

Il tentativo di autorealizzazione e i bisogni legati all’identità sono dunque i principali promotori dell’attività di apprendimento e J. H. Falk (2016) le pone anche alla base della visita museale stessa. Sarebbe dunque proprio l’identità dei visitatori e la percezione che questi hanno di sé che li spingerebbe a scegliere di visitare il museo e li guiderebbe durante la visita e nella creazione di significato che precede e segue l’esperienza museale.

Le identità dei visitatori sono molteplici e non tutte sono legate al desiderio di apprendimento. In base a queste, Falk (2016) divide i visitatori del museo in cinque categorie:

• Gli esploratori: sono coloro che dicono di visitare il museo spinti dalla curiosità o da un interesse generale nella scoperta. Vogliono “espandere i loro orizzonti” ma non per imparare qualcosa in particolare.

• I facilitatori: visitano il museo per soddisfare i bisogni di qualcuno che sta loro a cuore. Si dividono in facilitatori sociali (adulti che cercano di assecondare gli interessi di altri adulti) e genitori facilitatori (parenti o nonni che si preoccupano dei bisogni dei figli e dei nipoti). Sono visitatori molto altruisti che danno grande importanza all’aspetto sociale della visita.

• I cacciatori di esperienze: Sono generalmente turisti che visitano il museo per vivere una nuova esperienza. Hanno anche forti interessi sociali e apprezzano stare in luoghi di cultura anche se non è la loro principale preoccupazione.

• I professionisti/gli hobbisti: Rappresentano la categoria più ristretta. Ci sono molte ragioni per cui uno di loro potrebbe decidere di visitare un museo ma i visitatori di questo gruppo sono accomunati dal desiderio di utilizzare la visita al museo come veicolo per raggiungere uno specifico obiettivo personale. Spesso cercano idee o ispirazione da utilizzare per il proprio lavoro.

• I ricaricatori (di se stessi): Rappresentano una cospicua percentuale dei visitatori. Si tratta di persone che scelgono di visitare il museo per prendersi una pausa dal ritmo frenetico della vita quotidiana. Sono individui con un forte senso estetico che non li condiziona solamente durante la visita museale ma in ogni momento della loro vita.

Ognuno dei visitatori di queste categorie, dunque, è motivato da diversi obiettivi che condizioneranno il percorso di visita e la creazione di significato che ne deriverà. Ogni scelta legata agli allestimenti, al design, alla promozione e all’organizzazione delle attività inerenti al museo dovrebbe tener conto in primo luogo della natura e delle necessità degli oggetti conservati ma anche dei bisogni dei visitatori di ciascuna categoria.

Certamente non sarà possibile soddisfare a pieno i desideri di tutti gli individui ed è per questo che sarà necessario strutturare un piano di inclusività costruito in base ai beni conservati e alla tipologia del museo stesso. Ogni tipo di museo, infatti, sarà predisposto ad attirare determinati tipi di visitatore ed è proprio su quelli che il museo dovrebbe concentrare la propria attenzione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L’inclusività come proposta per la realizzazione degli obiettivi museali nell’età contemporanea

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Benedetti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Lidia Falomo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

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Parole chiave

comunicazione
musei
beni culturali
patrimonio
museologia
heritage
inclusività
valorizzazione museale
lidia falomo
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