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Il Microcredito: Teoria, Impatto Sociale ed Evidenze Sperimentali

Donne, povertà e microfinanza

Un dato veramente stupefacente riguardo le principali esperienze di microcredito nel mondo q quello dell’effetto di genere, ossia della percentuale di clienti donne sul totale di coloro che ottengono prestiti. L’erogazione di prestiti alle donne ha un trend piuttosto comune nelle diverse istituzioni di microfinanza, infatti, circa il 82.6% dei clienti totali sono donne: queste costituiscono circa 94 milioni di destinatarie. L’interpretazione dell’effetto di genere q riconducibile a diversi fattori. Le donne, infatti, giocano un ruolo di primo piano sia perché sono considerate più attendibili degli uomini nella restituzione del prestito, avendo un maggior senso della famiglia e solitamente maggior attenzione nelle decisioni di investimento, sia perché più sensibili all’educazione e alla crescita dei figli, verso i quali investono con più determinazione e aspettativa. Ciò si traduce in un utilizzo più parsimonioso e scrupoloso del credito e, nell’ottica del potenziamento del capitale umano, in una più alta propensione ad investirvi.

L’orientamento di molte IMF che prestano per la maggior parte a donne non ha solo una motivazione sociale; il prestito alle donne riduce anche il problema delle asimmetrie informative: rispetto agli uomini, le donne sono più povere, hanno più difficoltà a ottenere prestiti, hanno più difficoltà a trovare lavoro, sono meno propense a spostarsi e sentono di più la pressione sociale. Per tutti questi motivi hanno più bisogno di credito e hanno interesse a scegliere progetti meno rischiosi e a unirsi con altre donne con progetti a basso rischio per avere una maggiore probabilità di successo. In uno studio condotto da Duflo e Udry (2004) in Costa d'Avorio si è scoperto che quando la ricchezza finanziaria delle donne aumenta, l'intero nucleo familiare spende una quota maggiore per cibo e merci rispetto a quando aumenta la ricchezza finanziaria del marito.

Questo studio dimostra che le famiglie non agiscono come unità coesive e incrementando i redditi delle donne si ha una maggiore nutrizione e un incremento delle spese alimentari per la famiglia. Poiché i bambini più sani hanno maggiori probabilità di rimanere a scuola, si può affermare che un aumento dell'indipendenza finanziaria delle donne comporterà una maggiore iscrizione all'istruzione. Khandker (1999) ha rilevato che un aumento dei prestiti del 1% per i mutuatari donne con la Banca Grameen ha aumentato la probabilità di iscriversi ad una scuola del 1,9% per cento per le ragazze e 2,4% per i ragazzi mentre un aumento del credito del 1% ai maschi ha aumentato l'iscrizione dei ragazzi del 3,1%, ma non ha avuto alcun effetto sulle ragazze.

Le istituzioni di microfinanza operano in linea con il programma d’azione messo in atto dalla Conferenza mondiale del 1995 che indica gli obiettivi strategici e le iniziative che i governi e tutti gli attori economici e sociali devono assumere e realizzare sulla base di due concetti chiave: empowerment e mainstreaming. L’empowerment è intrinsecamente legato alla condizione di povertà, disagio e vulnerabilità che colpisce i popoli poveri ed è collegato alla condizione delle donne che spesso sono le più povere tra i poveri.

In questo contesto, l’empowerment femminile tende a cercare le modalità per garantire autorevolezza e decisionalità alle donne e per procurare loro gli strumenti di un efficace intervento nel contesto socio-culturale di riferimento. Il mainstreaming è una parola di difficile traduzione che indica una prospettiva fortemente innovativa nel campo della politica istituzionale e di governo. Con questo termine si intende l’obiettivo di inserire una prospettiva di genere, ossia, il punto di vista delle donne, nelle scelte operate dalla politica e nell’attivitâ di programmazione e di azione dei governi. L’empowerment, in particolare, rientra fortemente nei programmi di microfinanza, essi puntano, infatti, a migliorare l’accesso delle donne al credito e ai servizi finanziari, favorendone l’emancipazione dalla dipendenza economica degli uomini e aiutando in questo modo al livellamento delle diseguaglianze economiche e sociali tra i generi.

Il primo effetto dell’accesso al credito da parte delle donne q un miglioramento del reddito femminile e, più in generale, della loro condizione economica. Conseguenza diretta di questo fenomeno è la ricaduta che questo passaggio ha sull’intero nucleo familiare e sul ruolo sociale delle donne. Un miglioramento del benessere femminile, infatti, oltre a generare un’ottimizzazione delle condizioni di vita della famiglia delle donne interessate, rafforza anche lo status della donna nel suo ambiente familiare e nella comunità di appartenenza. Non meno significativo, infine, q l’effetto politico di un processo che può favorire il superamento di uno stato di subordinazione della donna.

Uno studio condotto nell’area rurale della provincia di Limpopo in Sud Africa tra il 2001 e il 2005 dimostra che l’introduzione del microcredito riduce gli episodi di violenza fisica e sessuale sulle donne di oltre il 50%. La riduzione della violenza è dovuta alla conquista di un ruolo di maggior rilievo all’interno della società da parte delle donne che consente loro di sfidare l'accettabilità della violenza, di aspettarsi e di ricevere un trattamento migliore dai partner, di lasciare relazioni abusive e di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla violenza intima dei partners. Numerosi studi hanno cercato di dimostrare la relazione tra women’s empowerment e microfinanza ma i risultati di tali analisi difficilmente sono significativi e quando riescono a raggiungere i livelli di significatività spesso dimostrano un impatto nullo o limitato della microfinanza sull’empowerment femminile.

Tra i più recenti si cita quello di La Rocque (2015) secondo il quale l’impatto del microcredito sull’empowerment non è significativo. Il motivo per cui questi studi non riescono a dimostrare e confermare le previsioni teoriche riguardo un impatto positivo del microcredito sulla condizione delle donne è che i periodi di tempo nei quali vengono svolte queste analisi sono troppo brevi (solitamente 3-4 anni massimo) per dimostrare i cambiamenti di un fenomeno molto lento e che ha bisogno di decenni per cambiare abitudini sociali estremamente radicate nei paesi presi in esame. Questo genere di effetti possono essere valutati solo nel lungo periodo. Vendere prodotti di microfinanza destinati alle donne implica affrontare problematiche più ampie del solo accesso al credito. Spesso le istituzioni di microfinanza sono impegnate in attività volte ad alleggerire il lavoro delle donne in modo tale da dare loro la possibilità di potersi dedicare alle attività di formazione e di produzione.

Costruire un pozzo nei pressi di una comunità, ad esempio, alleggerisce il compito di trasportare l’acqua dai corsi d’acqua al villaggio, attività demandata alle donne e che spesso richiede intere giornate. L’accrescimento di competenze e di capitale umano avviene grazie a percorsi formativi associati ai programmi di microfinanza, che consentono alle donne di acquisire competenze basilari sulla gestione e promozione di un’attivitâ economica, contabilità, ma anche su tematiche sociali e politiche quali: la questione della proprietà fondiaria, la scolarizzazione, la sicurezza e salubrità dei quartieri, la cura della salute personale e della famiglia, ecc.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il Microcredito: Teoria, Impatto Sociale ed Evidenze Sperimentali

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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Primieri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Daniela Di Cagno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

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Parole chiave

finanza etica
microeconomia
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microecredito
peer sanctioning
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