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FinTech: la digitalizzazione dei servizi finanziari

Quali prospettive per l'Italia?

L'Italia è da sempre stato un paese dove le nuove innovazioni tecnologiche venivano assimilate e comprese con ritardo rispetto ad altre nazioni del mondo. Ciò non ha permesso al nostro paese di rimanere al passo con le nazioni in cui l'innovazione rappresenta uno step imprescindibile verso uno sviluppo economico. Questo problema si è verificato anche nell'ambito delle startup FinTech.
Potremmo affermare che il settore FinTech è ancora agli inizi in Italia ma questo non basterebbe per giustificare le notevoli lacune che esistono tra di noi e i paesi descritti in precedenza.
Partendo dai numeri, nel 2015 sono stati investiti in Italia circa 37 milioni di euro in startup FinTech: una cifra troppo lontana dai più attivi cluster mondiali.
Tuttavia non bisogna allarmarsi eccessivamente; infatti soprattutto negli ultimi due anni stiamo assistendo a piccole iniziative divulgative della rivoluzione FinTech e ai primi successi di alcune startup.
Ad oggi il nostro paese conta 115 startup FinTech: il 47% rientra nella definizione di startup innovativa e circa l'80% si trova nelle regioni del Nord. Quasi la metà opera nel crowdfunding dove hanno reso possibile la raccolta di 57 milioni di euro: un numero ancora abbastanza piccolo, anche se il trend in questo comparto è in forte crescita. La prossima sfida per l'Italia riguarderà l'equity crowdfunding, in cui il FinTech si propone come finanziamento alternativo per le imprese, andando in questo modo a sostenere l'economia.
Le altre startup si occupano di servizi bancari (16%), pagamenti (12%), e-commerce (9%) e sicurezza (4%). Il restante è caratterizzato dalle prime iniziative italiane per la blockchain, la quale verrà approfondita nel prossimo capitolo.
In Italia sta crescendo il venture capital e la conferma la otteniamo dai numeri; siamo passati da 7 milioni investiti nel FinTech durante il 2014 ai 37 milioni del 2015; se analizziamo il tasso di crescita possiamo affermare che il settore sta raggiungendo livelli di maturità superiori al passato. Anche il venture capital internazionale inizia ad interessarsi all'ecosistema italiano e le startup italiane più avanti nel processo di crescita stanno approdando sui mercati esteri (come fatto da MoneyFarm con il mercato UK).
Dunque, anche se il mercato FinTech italiano rimane di piccole dimensioni, ci sono dei buoni presupposti per un futuro consolidamento. Di certo al nostro paese non mancano i talenti, ma ancora mancano condizioni finanziarie e normative per permettere un solido progresso: bisognerebbe aumentare i fondi di venture capital che mettano a disposizione risorse economiche per la crescita e manca una regolamentazione chiara sui nuovi trend FinTech.
Un'altra opportunità per l'Italia deriva dal fatto di alimentare un ecosistema ancora troppo piccolo. L'ideale sarebbe creare eventi ed occasioni che permettano l'incontro tra investitori, startup e mentors provenienti dal mondo finanziario tradizionale, come d'altronde sta avvenendo negli altri FinTech hub del mondo. A questo scopo un primo segnare è arrivato da CheBanca! attraverso l'organizzazione dell'Italian FinTech Award, una competizione dove a sfidarsi sono le migliori startup FinTech che hanno la possibilità di interfacciarsi con realtà bancarie, investitori ed avere accesso a programmi di mentoring. Un altro esempio è rappresentato da SellaLab, un acceleratore d'impresa fondato da Banca Sella con l'obiettivo di avvicinarsi ai progetti FinTech, supportandoli con servizi di formazione, coworking, incubazione e mentoring. In ultima analisi citiamo il FinTech Accelerator Lab di Unicredit, il quale offre la possibilità alle startup incubate di ricevere una consulenza e un supporto a 360° da uno dei gruppi bancari più grandi al mondo.
Questi ultimi due esempi ci aiutano a capire come le banche che hanno intuito le potenzialità del FinTech abbiano iniziato a mostrarsi come “calamite” per attirare l'innovazione generata dalla digitalizzazione dei servizi finanziari, con l'obiettivo di non essere travolti da questa ondata rivoluzionaria.

Questo brano è tratto dalla tesi:

FinTech: la digitalizzazione dei servizi finanziari

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Fuso
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Strategia e politica aziendale
  Relatore: Clara De Braud
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

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