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Poe e gli scrittori italiani

Poe e gli scrittori italiani: dalla Scapigliatura al Decadentismo

Gli Scapigliati sono tra i primi scrittori italiani che si misurano con la letteratura fantastica d'oltralpe e d'oltreoceano e che hanno come punto di riferimento Poe, soprattutto grazie alle traduzioni francesi di Baudelaire dei racconti del terrore. Come afferma Costanza Melani:

Si può infatti sostenere, forse con una tesi riduttiva, che Poe fu per gli Scapigliati essenzialmente un modello maudit, reso tale anche dal filtro Baudelaire, un esempio di vita sregolata e di genio poetico libero dalle convenzioni, da imitare per rompere gli schemi borghesi dell'Italia del tempo. Il fallimento della sua vita pratica venne letto come diretta conseguenza della sua ribellione bohémienne alla società e le sue opere così angoscianti e morbose furono accolte come antidoto al temperato romanticismo manzoniano. Quello che gli Scapigliati maggiormente recepirono di Edgar Allan Poe sarebbe stato quindi il mito della sua vita maledetta.

Ne è un esempio lampante Emilio Praga, poeta e pittore di agiata famiglia borghese, poi finita in rovina, il quale vive una vita sregolata e anticonformista, tanto che muore per alcolismo all'età di trentasei anni. La condizione di agiatezza che caratterizza il periodo della sua adolescenza gli permette di viaggiare molto in Europa, soprattutto nella capitale francese. Tornato a Milano, comincia a frequentare gli ambienti della Scapigliatura e ne diviene uno degli esponenti maggiori, legandosi in amicizia con i fratelli Boito. Si abbandona all’alcool e una vita irregolare caratterizzata dall’uso di sostanze stupefacenti dopo la morte del padre e il dissesto finanziario dell'azienda familiare, poiché non sa adattarsi a un lavoro regolare.

Tuttavia, tra gli scapigliati, egli vive più autenticamente il modello del poeta maledetto (o del maledettismo) incarnato da Baudelaire. Poe approda in Europa nella prima metà degli anni Quaranta dell'Ottocento a Parigi, dove il famoso Charles Baudelaire, scrittore e critico, traduce il bostoniano con grande precisione e concentrazione, fino a stringere con questi una liason dangereuse, come la definisce Gesualdo Bufalino, destinata a fondere il Romanticismo francese con l'assoluta innovatività e modernità narrativa e psicologica. È proprio grazie alle traduzioni di Baudelaire che le opere di Poe vengono diffuse (e criticate) a livello europeo.

Il successo di queste traduzioni è dovuto al fatto che Baudelaire vede in Poe uno spirito affine, per cui nutre la simpatia tipica di chi si rivede nell'altro, poiché, come Baudelaire stesso dichiara in una lettera del 20 giugno 1864 al critico d'arte Théophile Thoré, Poe gli somiglia e, leggendolo, egli scopre ogni volta qualcosa di nuovo di se stesso. Le traduzioni che compie Baudelaire sono degli studi veri e propri, e diventano “un centro di irradiazione di suggestioni filosofiche, narrative e poetiche sia nel campo della poesia moderna sia in quello della narrativa fantastica di tutta Europa”.

Torino è la prima città che ha un ruolo fondamentale nella diffusione delle opere di Poe, con la prima traduzione dei suoi racconti a cura di Antonio Resta. Le traduzioni compaiono infatti per la prima volta nel 1857 sulla rivista torinese “Il Gabinetto di Lettura”, a cura del critico Eugenio Camerini, rivista che reca come sottotitolo Miscellanea di scritti francesi, inglesi e tedeschi recati in Italia. La rivista viene inaugurata il 31 gennaio dello stesso anno, e grazie ad essa viene fatta conoscere in Italia la narrativa straniera contemporanea, da quella scozzese a quella francese, a quella anglo-americana, ma anche spagnola e russa.

L'anno successivo Camerini parla di Poe sulla “Rivista Contemporanea” sotto pseudonimo di Guido Cinelli. Per le informazioni biografiche su Poe si rifà al saggio di Baudelaire Edgar Poe, sa vie et ses ouvrages premesso alla raccolta di racconti Histoires extraordinaires, accorgendosi però ben presto che la versione baudelairiana risente troppo della forte ammirazione nei confronti di Poe nutrita dallo scrittore francese, tant'è vero che Baudelaire in effetti omette deliberatamente molte informazioni riguardanti le abitudini e le sregolatezze di Poe. In Italia non ci sono traduttori di Poe del calibro di Baudelaire o Mallarmé.

Troviamo solo alcune prime versioni anonime, e sulle identità dei traduttori Camerini ipotizza che corrispondano a un certo Gustavo Strafforello, che conosce le lingue straniere e lavora indefessamente per riviste ed enciclopedie e che, tra il 1856 e il 1857, recensisce su “Rivista Contemporanea” autori come Charles Dickens, Sidney Smith, Thomas Carlyle e William Thackeray. Tuttavia, non pochi meriti nella divulgazione delle opere di Poe si devono alla “scuola democratica” nata grazie a Francesco Domenico Guerrazzi, che in Italia apre le porte al racconto fantastico, che ha avuto, fino ad allora, una scarsissima fortuna.

Il giovane Ippolito Nievo viene introdotto alla letteratura straniera proprio da Guerrazzi, che conosce a Livorno nel 1849, e viene anche “catturato” dall'Oltre misterioso, dal sogno-demone e dall'incanto ipnagogico propri di Poe. L'influenza di quest'ultimo si nota in un racconto intitolato Un veglione. Delirio di un pazzo, pubblicato sul “Pungolo” di Milano nel 1858 sotto pseudonimo. In questa storia, il protagonista è il pazzo stesso, il quale, inizialmente lucido, inizia a delirare e star male durante un veglione, presso il quale si reca insieme a un amico medico.

Egli impazzisce perché è convinto di essere giunto all'inferno, avendo visioni di mostri e dannati; ma poi si sveglia vicino al suo amico, che gli ha praticato un salasso, e dunque il protagonista si rende conto che a produrre quel malessere e tutte quelle presenze infernali è stata la sua stessa mente. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Poe e gli scrittori italiani

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Rosaria Rachieli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università della Calabria
  Facoltà: Lingue e Culture Moderne
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Monica Lanzillotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

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