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Pubblica amministrazione innovativa: Blockchain e prospettive di utilizzo

Il bitcoin e le criptovalute

Il bitcoin è la prima forma compiuta di contante digitale, a differenza di ogni altra valuta contemporanea la sua emissione e il suo valore non sono in alcun modo regolati da banche centrali o politiche economiche, bensì, rispettivamente, da un protocollo accessibile, prevedibile e immutabile senza il consenso unanime dei possessori della valuta, e dal valore che le persone attribuiscono liberamente ad ogni sua unità. La famosa espressione «Money without trust» introdotta da Nakamoto, significa dunque poter effettuare transazioni senza dover riporre fiducia in una qualche autorità.

L'Uomo fin dalle sue origini ha sempre conosciuto il bene «moneta» e come l'uomo, il denaro cambia e si sviluppa ma mantiene la sua missione originaria: rendere le transazioni sempre più rapide e sempre più sicure. Sin dalle origini l'uomo ha sempre cercato un mezzo di scambio che gli consentisse di ottenere beni che non fosse in grado di produrre autonomamente. Se inizialmente l'uomo si accontentava di utilizzare il baratto per effettuare gli scambi, con l'evoluzione della storia, egli ricercò metodi sempre più efficienti, precisi e rapidi: dalla moneta alle banconote per poi passare alle carte, e più di recente ai servizi di pagamento digitale; il bisogno di scambio non è l'unico ad essere soddisfatto dalla Finanza, quasi in parallelo con la moneta nasce l'esigenza di anticipare o postici pare i consumi, il debito ed il credito. Gli strumenti sviluppati nei secoli a tale scopo sono molteplici: le note di credito, l'istituzione delle borse valori, la carta di credito, per citarne alcuni. Più recente è invece l'esigenza di coprirsi dal rischio delle transazioni.

Bitcoin «unisce in sé i vantaggi elettronici della moneta elettronica e del contante: come un bonifico bancario, consente pagamenti a distanza, ma come un pagamento in contanti è (pressoché) istantaneo e non comporta costi né per chi lo effettua e né per chi lo riceve; come una banconota è anonimo, in quanto non richiede che siano rese note le identità delle controparti né la causale del pagamento, ma, essendo digitale, ossia consistente in un puro numero, divisibile e moltiplicabile, consente trasferimenti dei più vari importi, da un micro pagamento di pochi centesimi, al regolamento di traffici commerciali internazionali; come una carta di pagamento, bitcoin permette di pagare in tempo reale e in maniera sicura qualunque importo e in qualunque parte del mondo, ma (in analogia con il contante), non richiede l'intervento di un intermediario (soggetto terzo) per certificare preventivamente la disponibilità dei fondi o per autorizzarne la transazione».

Questo sembra essere il principale ed essenziale merito di Bitcoin, rivendicato come tale dai suoi sviluppatori e fautori: «avere liberato i pagamenti elettronici dalla necessità di passare attraverso il sistema bancario, consentendo il trasferimento diretto di moneta elettronica fra utenti (peer to peer), senza ritardi e senza oneri»; in tale prospettiva, bitcoin si presenta come «una forma radicale di disintermediazione, che comporta la sottrazione di una funzione tipicamente pubblica (la gestione di un pagamento e della relativa contabilità) ad un operatore tipicamente privato (il settore bancario)». Gli ordinamenti giuridici non hanno ancora adottato una linea unitaria rispetto ai bitcoin, e in alcuni (pochi casi) i bitcoin sono stati vietati (per esempio in Islanda e Vietnam).

In altri paesi, come ad esempio negli Stati Uniti, essi sono stati assimilati a beni mobili, anziché ad una moneta: il che comporta che i pagamenti in bitcoin si configurino come baratti e il cambiamento del loro valore ai fini fiscali come un guadagno. Nel nostro paese manca una regolamentazione specifica, ma i bitcoin vengono già ampiamente utilizzati nell'incertezza giuridica.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Pubblica amministrazione innovativa: Blockchain e prospettive di utilizzo

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Nanni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paola  Piras
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

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