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Il ruolo dell'infermiere counselor nello scompenso cardiaco

La centralità del paziente nel rapporto di cura

Il rapporto tra operatore e paziente non è un rapporto alla pari. Capita spesso che il paziente si mostri totalmente dipendente dall'infermiere, spesso anche inconsciamente. Quindi è necessario riflettere attentamente sul tipo di messaggio che vogliamo trasmettere e sulla migliore tecnica comunicativa da utilizzare per renderlo efficace. Facilmente l'operatore intuisce in pochi secondi quali siano i reali bisogni di salute del paziente (obeso, fumatore), il processo di guarigione è invece lento, perché implica modificare gli stili di vita della persona, i comportamenti di una vita intera. L'infermiere counselor va a colmare le lacune che spesso lasciano medici e infermieri svogliati, che si limitano a prescrivere farmaci l'uno, e alla somministrazione, l'altro, senza interessarsi dell'aspetto psicosociale: il paziente in quel momento è soddisfatto perché crede di risolvere un grosso problema semplicemente prendendo dei farmaci, ma non tutti i comportamenti e le relative conseguenza possono essere risolte da un farmaco. Questo perché il paziente non avverte nel suo presente energia emotiva come l'ansia e la paura di perseverare in un comportamento dannoso. Il paziente obeso giustifica la patologia con il piacere di mangiare, mentre associa la dieta e l'attività fisica come un grosso abbassamento della sua qualità di vita; la stessa cosa accade per il fumatore: fumare lo rilassa e lo tranquillizza, e questo viene associato come un aumento del benessere, mentre lo smettere di fumare e la relativa comparsa di sintomatologia da astinenza viene vista come un abbassamento notevole della qualità di vita. Il piacere di un comportamento che da godimento nel breve termine è maggiore del rischio statistico di una malattia nel lungo termine. Un paziente che si affida al medico e all'infermiere è un paziente che non vuole mettersi “alla pari”, ma è un paziente che cerca un rimedio al suo problema. Il compito del professionista è quello di far sentire il paziente alla pari, in modo da fargli sentire la responsabilità della propria guarigione. L'infermiere counselor deve far sentire il paziente artefice del proprio destino, deve fargli provare la tensione che lo spingerà al cambiamento. Il messaggio dovrà essere attentamente studiato, non possiamo avere delle frasi standard da utilizzare con tutti. Dobbiamo tener conto dell'età del paziente, del grado di cultura, della sua capacità di comprendere, della sua educazione. Dobbiamo inoltre discutere insieme al paziente del piano terapeutico, mostrandogli tutte le probabili opportunità. Bisogna inoltre assistere il paziente durante tutto il processo di cura, perché i benefici arrivano dopo molto, ma i problemi si iniziano ad avvertire immediatamente. Ad esempio smettere di fumare rende nervosi già dopo pochi giorni, il paziente si sentirà stressato, teso, in astinenza. I benefici, invece, il paziente li noterà dopo qualche anno. È bene quindi utilizzare le migliori tecniche motivazionali, rendendo il paziente consapevole e pronto al cambiamento.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il ruolo dell'infermiere counselor nello scompenso cardiaco

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Di Fraia
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Scienze Infermieristiche
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Sabatino Tortorella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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