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"Life course" nelle iscrizioni latine della Venetia

Life course nella Venetia

Il termine life course abbisogna di alcune spiegazioni. Esso incorpora la dimensione temporale alla vita, che inizia con la nascita e termina con la morte, ed è costituito da numerose fasi e riti di passaggio lungo il suo sviluppo. Tuttavia il life course non è una semplice descrizione dell'invecchiamento biologico, ma è costruito culturalmente e non segue necessariamente lo sviluppo biologico e mentale degli uomini.

Ogni cultura ha la propria versione del life course, e dunque non viviamo semplicemente all'interno di una struttura sociale di una società, ma viviamo nel life course di questa società. Gli individui seguono il life course di una società, ma il loro coinvolgimento o le loro reazioni ad esso nelle varie fasi della vita sono influenzate dallo status, dal sesso e dalle scelte personali.

Nell'antichità la vita era vista come una progressione che andava dall'età infantile a quella adulta e finiva con la vecchiaia; una sequenza di fasi caratterizzate da comportamenti differenti.

Dunque il modo in cui queste fasi erano costruite socialmente è basato su un'ideologia dell'età e dell'invecchiamento, che si differenzia da una società all'altra. La transizione da una fase di vita a quella successiva è segnata da un cambiamento delle aspettative e dei vincoli di tale società.

Le iscrizioni funerarie costituiscono i tre quarti del record epigrafico dell'Impero romano, stimato in un totale di circa 250.000 iscrizioni. Lo scopo di queste iscrizioni era fissare nel tempo i resti del defunto ed inoltre agivano come una sorta di promemoria permanente della vita e dei successi di un individuo.

Anche se vi sono delle differenze a seconda della regione o del gruppo sociale, il formato base di una epigrafe consisteva in una selezione di un certo numero di dettagli personali relativi al defunto: nome, origine, pregi, professione, onorificenze e l'età.

Tali iscrizioni non costituiscono semplicemente una descrizione o una biografia ma devono essere considerate come parte di un'ideologia in cui il valore sociale dipendeva in parte dalla rivendicazione di un ruolo in un sistema di valori basato sulla moralità personale. Questo discorso di ciò che è l'onore o la bontà è evidente nelle fonti letterarie romane, ma è anche evidente nelle iscrizioni stesse; la virtù di chi è commemorato attraverso la descrizione della loro vita e delle loro peculiarità, la virtù del dedicante attraverso l'atto di commemorazione stessa.

Non tutte le iscrizioni funerarie, naturalmente, riportano l'età di morte. Secondo Shaw sono all'incirca 55.000 che includono l'età del defunto.

Dunque possiamo asserire che menzionare l'età fosse una decisione deliberata, per sottolineare una fase della vita in cui la morte veniva giudicata particolarmente significativa. Questo porta a pensare che il life course facesse parte di questa gerarchia sociale caratterizzata da onore e virtù.

Le epigrafi riportanti l'età di morte costituiscono una risorsa importante per gli studiosi, che hanno provato a ricostruire la demografia della società romana attorno a due variabili: l'età media alla morte e l'età media al matrimonio.

Questi studi iniziati a fine Ottocento e che hanno avuto gran sviluppo a partire dal 1960 in poi (vedi cap.1), sono stati facilitati dalla pubblicazione del CIL e dall'utilizzo dei vari database presenti in rete.

Tuttavia i dati statistici ricavati da questi studi erano minati dal problema che il campione epigrafico non è rappresentativo di tutta la popolazione romana. Ci sono pochissimi neonati e anziani e poche donne nella fascia tra i 15 e 25 anni.

Questo ha portato a valutare in modo pessimistico le iscrizioni in quanto influenzate dallo status, dal sesso e dall'età.

Le iscrizioni funerarie quindi non sono una rappresentazione della demografia sociale, ma comunque non risultano inutili al fine di comprendere la società romana.
Le età riflettono le strutture della società e i caratteri del life course.

Gli studi fatti in precedenza tendevano ad utilizzare un grande numero di iscrizioni, per aver un gruppo di dati che fosse il più robusto possibile. Tuttavia questo ha portato ad oscurare la variabilità regionale.

Il fatto che l'Italia fosse stata suddivisa in Regiones, permette fare studi di tipo regionale come questo e confrontarli. Il metodo qui utilizzato è stato il ricavare una serie di dati dalle iscrizioni funerarie che includono il sesso e l'età del defunto.

Naturalmente nei dati che saranno presentati vi sono delle variabili: per prima cosa le iscrizioni funerarie rappresentano una piccola frazione delle persone decedute. In secondo luogo, non tutte le iscrizioni forniscono l'età di morte ed è impossibile sapere se quelle che la forniscono siano un campione rappresentativo della age structure di tutti quelli che sono commemorati con una iscrizione funeraria. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

"Life course" nelle iscrizioni latine della Venetia

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Informazioni tesi

  Autore: Piero Maddalena
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Archeologia
  Relatore: Alfredo Buonopane
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

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Parole chiave

statistica
archeologia
mortalità
iscrizioni
epigrafia latina
storia romana
life course
venetia et histria

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