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Agenti attivi contro patogeni ESKAPE: sintesi di derivati pirazolici

Acinetobacter

Il genere Acinetobacter appartiene alla famiglia delle Moraxellaceae e comprende coccobacilli Gram –negativi, aerobi stretti, non mobili, catalasi positivi, ossidasi-negativi. La specie Acinetobacter è ampiamente distribuita nell'ambiente e facilmente contamina l'ambiente ospedaliero. Una volta divenuta endemica, l’infezione è difficile da eradicare. Il più importante patogeno umano è la specie A. baumannii, che ha un tempo relativamente lungo di sopravvivenza sulle mani umane e per questo motivo può portare ad alti tassi di contaminazione incrociata nelle infezioni nosocomiali. A. baumannii provoca infezioni in una varietà di siti, comprese le vie respiratorie e urinarie.

I risultati dell’indagine, condotta dall’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) nell’ambito del progetto ESKAPE (European Survey on Carbapenamase-Producing Enterobacteriaceae) e della rete di sorveglianza Ears-Net (Antimicrobical Resistance Surveillance Network) confermano come in Europa, dove la situazione era già allarmante, si sia registrato un incremento complessivo della resistenza antimicrobica a questo batterio. La resistenza ai carbapenemi, gli antibiotici tradizionalmente somministrati per il trattamento delle infezioni da Acinetobacter baumannii, ha inoltre portato ad un sempre più frequente ricorso alla colistina come trattamento “di ultima linea”, con la conseguenza che, per quanto ancora sporadici, sono sempre più frequenti i casi di resistenza anche a quest’ultimo antibiotico.

La resistenza di tale batterio viene messa in relazione alla sua abilità di sopravvivere negli ambienti e di acquisire plasmidi, trasposoni ed integroni che associano alla sua resistenza intrinseca la scarsa permeabilità di membrana esterna, l’espressione costitutiva di pompe di efflusso e la produzione di metallo ß-lattamasi e di carbapenemasi. Alcuni studi hanno messo in relazione l’emergere della multiresistenza all’impiego di carbapenemi e delle cefalosporine di 3a generazione, seguiti dai fluorichinoloni, dagli amminoglicosidici e dal metronidazolo.

Le terapie innovative attualmente in studio per combattere l’antibiotico-resistenza di Acinetobacter includono:
● Terapie che prevedono il trasferimento di geni battericidi: consistono nell’utilizzo di vettori contenenti geni battericidi che possono essere introdotti negli organismi patogeni ed arrestarne la moltiplicazione;
● Catelicidine: sono proteine prodotte dai linfociti umani, capaci di legarsi alle cariche presenti sulle membrane cellulari dei batteri gram + e gram – e dotate di azione battericida;
● Radio-immuno terapia: ha come bersaglio i microorganismi e sfrutta l’interazione antigene anticorpo per fornire radionuclidi che emanano radiazioni citotossiche;
● Terapie fotodinamica: prevede la colorazione della membrana batterica con un colorante fotosensibile, successivamente il colorante viene attivato tramite l’utilizzo delle radiazioni UV che trasferiscono energia all’ossigeno circolante trasformandolo in ossigeno singoletto altamente reattivo che distrugge per ossidazione i batteri presenti;
● uso di nanoparticelle: vengono impiegate per veicolare NO (ossido nitrico) stabile. Questa tecnica è particolarmente utili nelle infezioni cutanee causate da A. Baumannii.

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Agenti attivi contro patogeni ESKAPE: sintesi di derivati pirazolici

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Informazioni tesi

  Autore: Amedeo Bitonte
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Farmacia
  Relatore: Claudia Mugnaini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

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Parole chiave

chimica
cannabinoidi
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